Accorinti. Esperti gratuiti, invidiosi e spesso frustrati.

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Tra i demeriti di Silvio Berlusconi vi è stato anche quello di aver dato origine a un neologismo negativo, il berlusconismo. Allo stesso modo è arrivato il momento di suggerire tra i meriti di Renato Accorinti, il Sindaco di Messina, l’aver dato luogo al Renanesimo, quale neologismo positivo necessario a indicare uno scopo superiore, una meta da raggiungere per il bene comune di tutti, un dovere morale superiore a quello politico di cambiare le cose. Se poi i detrattori vogliono vedere nel Renanesimo una sindrome da “Messia” che sconfina nella presunzione di essere il prescelto per cambiare Messina, dopo quarant’anni di lotte e contestazioni, è una quaestio che possiamo tranquillamente lasciare alla storia.

Ciò non toglie che in suo nome, come un novello Cristo in croce, si accettano le pernacchie e gli sputi, gli abbandoni e gli schiaffi politici, senza reagire. Convinti, come si è, che per il cambiamento ci vuole tempo e pazienza. In tutto questo immolarsi per una causa superiore, una situazione politica cittadina che chiamare liquida è un eufemismo esaspera gli animi. E le critiche e gli abbandoni si ammantano di una “acredine” che nei primi tempi non si avvertiva.

Ma anche il pacifista Renato Accorinti ha perso molto del suo pacifismo inziale ed oggi lo “scopo” prefissato lo porta a rispondere sempre più spesso per le rime ai suoi detrattori e critici. E più erano vicini e affini, allora, coloro che oggi lo “pugnalano” e tanto più forte e determinata è la risposta. A rilevarlo sono le parole rilasciate a margine della celebrazione in memoria di Giorgio Boris Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo ammazzato dalla mafia nel 1979 con un colpo alle spalle mentre prendeva il suo primo caffè in un bar della città, in merito alle numerose critiche che piovono sull’amministrazione e all’abbandono degli Esperti a titolo gratuito (Angela Rizzo, Clelia Marano, Luciano Marabello, Rosario Ciraolo e Michele Cannaò ), tra cui l’ultimo ha colpito per i toni, la durezza e il contenuto della lettera aperta pubblicata sulla sua pagina FB.   

“Purtroppo la corruzione ha avuto come effetto che i cittadini non hanno più fiducia nello Stato. Non è solo un danno economico, quello peggiore è la sfiducia nelle istituzioni, ci dichiara. Che Sebastiano Ardita, il Sostituto Procuratore della Repubblica, lavori a Messina è una garanzia per tutti. Poi ci sono le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi, ma l’importante è che l’azione sia rivolta a beneficio della collettività e delle persone. Ovviamente con i limiti che ognuno ha.”

Vengono fatte molte critiche alla sua aziona amministrativa.

“Mi toccano fino a un…No, se le critiche sono quelle di trovare delle altre soluzioni rispetto a quelle che abbiamo noi, ma che ne vengano a tonnellate. Se è il “brontolarsi” (addosso) o dire cose senza soluzione alcuna, come ad es. vogliamo posti di lavoro… c’era Catalano che era molto meglio (l’artista scomparso di Quelli della Notte, il leggendario programma di Renzo Arbore, diventato famoso per le sue ovvietà)”. Ride Renato mentre ricorda le battute: meglio due pensioni che una oppure meglio essere ricchi e felici”.

“Se invece la critica è del tipo: piuttosto che fare questo perché non facciamo quest’altro, con un percorso che porti a una soluzione…”.  Ma questi Esperti che se ne vanno. Chiedo una prima volta.

“Perché le critiche costruttive, perché io voglio vincere e non solo partecipare…Ho capito e insisto una seconda volta sugli esperti. “Perché le critiche”… Ho compreso, ma non può sfuggire alla domanda gli dico ed insisto una terza volta. Ma tutti questi Esperti che si lamentano e si dimettono?

Esasperato, mi risponde in dialetto: “è picchi si sentuno esperti”. Usando il tono di un’altra espressione dialettale siciliana, “è che su scattri”, che vuol significare in senso dispregiativo che sono intelligenti, scaltri. “Ci vuole umiltà e servizio, continua. Io non penso di fare del male, anzi se sapete che faccio male a qualcuno..,”

C’è molta acredine, da che dipende?

“ Ha detto una parola precisa. Invidia, spesso frustrazioni diventano una miscela esplosiva. Ma non solo in questo caso. E’ nella vita quotidiana che questo si può anche notare. Nei condomini, in famiglia l’invidia e le frustrazioni personali diventano una bomba atomica.

Ma tutto questo le scivola addosso? I rapporti personali, gli amici di tante battaglie che oggi la criticano ?

“Si è vero. Però è più la forza, la spinta che abbiamo di cambiare le cose. Abbiamo un dovere di cambiare le cose che è così grande…che è più forte di tutto il fango che ci buttano addosso”.

P.G.  

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2 Commenti

  1. “è picchi illu si senti sperto” ?
    Il “Beato Accorinti” se “sragiona” così lasciamolo nella sua beatirudine:
    Crede di essere un rivoluzionario tipo Gandi, sul piano umano mi spiace ed alcune volte mi fa pena.
    Sul piano politico lo ritengo più responsbile degli altri perchè ha ucciso la “speranza di Messina”!

  2. Il “nostro” Renato Accorinti vuol sapere!
    Se fa del male a qualcuno lo vuol sapere. Bene! Anzi Male! Lui fa Male a me e a tutti i Messinesi che non fanno parte della Cosca “Aristocratica” che ha calpestato la Democrazia. Quella Cosca caritatevole che, non solo a Messina, ovunque nel Mondo, ama i poveri e gli ignoranti così tanto che li produce: “Più ne abbiamo e meglio è”. Oh! Anche ignavi eccellenti e disperati
    Non c’era da fare null’altro che chiudere i rapporti, se non illeciti, dispendiosi coi privati. Occorreva distaccarsi dai troppo buoni che di generazione in generazione si nutrono del sangue dei Messinesi.
    Spese folli e fuori luogo, appalti disonesti e pessimi servizi, in ogni gestione, non sono mai mancati. Un esampio eclatante? A parte la segnaletica, lo smaltimento dei rifiuti urbani e gli affitti attivi e passivi, le due scale mobili realizzate e mai messe in funzione nei pressi del Teatro Savio.
    Ma Accorinti che può fare?
    Quello che hanno fatto altri nuovi sindaci in Sicilia e in Italia, loro sí davvero venuti dal basso, senza fare le sue sceneggiate.
    Accorinti? Una dispendiosa e disdicevole delusione.

    francescodefrancesco

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