Alluvione di Genova, P. Villaggio se la prende con il Sud

6
397
- Pubblicità-

Angelo Forgione – Parole agghiaccianti quelle del comico Paolo Villaggio che, nel corso di un’intervista telefonica rilasciata a Sky Tg24 del 5 Novembre, a proposito delle tragiche conseguenze dell’alluvione di Genova, se l’è presa col Sud e indirettamente con Napoli.
Al conduttore che gli ha chiesto quale fosse stato il primo pensiero dopo aver visto i luoghi della sua infanzia spazzati via dal mare di fango, Villaggio ha così risposto: «Sono colpito ma anche vaghissimamente indignato perché i liguri hanno la presunzione di essere una cultura anglosassone diversa dalla cultura sudista borbonica che è forse la piaga di tutta l’Italia». Tradotto in soldoni, per Villaggio le negligenze nella prevenzione di queste sciagure in Italia sono figlie di un certo deleterio retaggio meridionale da cui Genova non è immune; il nostro, in pratica, è indignato perché ha scoperto oggi che Genova è uguale al Sud (inteso come parametro inferiore).

ascolta l’audio originale da Sky Tg24 (clicca qui per l’intervista integrale)

Opinione fuori luogo e inopportuna, di gravità inaudita perché a tutti gli effetti razzista, che genera un ulteriore fortissimo danno d’immagine e culturale per il meridione e per la sua città più rappresentativa.
Ancora una volta, i guai del paese vengono attribuiti dal “solone” di turno al Sud, a Napoli. E ci dispiace denunciare questo in un momento in cui si contano dei morti e dal Sud giunge la solidarietà al Nord per degli accadimenti identici ad ogni latitudine, un momento in cui bisogna accertare delle responsabilità effettive e concrete senza cercare capri espiatori nel vuoto di una retorica anti-sud a prescindere. Inoltre, Villaggio sappia che non è solo questione di alvei dei fiumi ostruiti ma anche e soprattutto di surriscaldamento del clima che genera violenti rovesci sempre più frequenti e imponenti. Un problema planetario, non solo italiano. Anche questo è retaggio della cultura sudista borbonica?
Quanta gente ha ascoltato quest’intervista e continuerà ad ascoltarla in queste ore? E il risultato in termini subliminali qual’è? Entrerà nel cervello dei telespettatori che l’Italia, da Bolzano a Siracusa, frana per colpa di Napoli. Non se ne può più!!!
Attenzione, questa è una denuncia convinta, non un pianto sterile. E per dimostrarlo, bisogna ricordare a Paolo Villaggio, vittima della peggiore retorica risorgimentale, che i Borbone di Napoli erano avveduti anche nella prevenzione delle alluvioni.
Basterebbe citare i “Regi Lagni”, un’opera di bonifica che consentì di porre un argine alle inondazioni nelle campagne del Casertano e del Nolano, dando nello stesso tempo fertilità alle aree agricole attraverso un’irrigazione regolata da canali e diramazioni. La raccolta delle acque piovane e sorgive, convogliate dalla zona nord di Napoli verso la provincia per poi sfociare in direzione del mar Tirreno, tra la foce del Volturno e il lago Patria, è un’opera di alta ingegneria geologica, ancora utile oggi se non fosse che è diventata con la gestione moderna, che certamente borbonica non è, una discarica a cielo aperto da maltrattare con sversamenti illegali.
E cosa dire dell’Arena Sant’Antonio, un alveo costruito dai Borbone affinchè la città di Napoli non si allagasse? Utilissimo fino al 1990, anno in cui è stato strozzato dai lavori dei mondiali di calcio “Italia ’90″, cioè lo Stato italiano e non i sudisti o i Borbone. Un alveo a cielo aperto in alcuni tratti per convogliare le acque reflue, tombato in altri, lungo 4,5 chilometri; che dai Camaldoli, nei pressi dell’Eremo Benedettino, scende a Soccavo e a Fuorigrotta sboccando in mare sulla spiaggia di Coroglio. Tutto questo ora avviene con enormi difficoltà a causa delle sezioni non uniformi, delle pendenze variabili, del sovraccarico dovuto alla selvaggia urbanizzazione della collina vomerese e dei manufatti obsoleti, non per colpa dei Borbone. E fino a qualche anno fa, quando si intervenì per limitarne i danni dei Mondiali, gli spogliatoi dello stadio si allagavano ad ogni pioggia leggermente più intensa.
E poi l’istituzione dell’Amministrazione Generale delle Bonificazioni che provvide alla bonifica delle Paludi Sipontine, del bacino inferiore del Volturno, del Sarno, del Sele, del golfo di Policastro, della piana di Bivona, del brindisino, e ancora l’inalveazione del fiume Pelino, la colmata dei pantani del lago di Salpi e tanti altri interventi dovuti al fatto che i Borbone sapevano benissimo che la componente lavica del territorio meridionale, che tanto rendeva fertile il suolo, necessitava di sostegno per la sua friabilità. E per impedire i franamenti a valle, attuarono la deviazione e l’accoglimento in vasche  e bacini delle acque straripanti.
Caro Villaggio, io speriamo che Genova se la cava… e pure Lei!

- Pubblicità-

6 Commenti

  1. Chi è l’autore dell’Elogio della follia? Erasmo da Rotterdam, che invitava nel 1509 i sedicenti dotti a fare un bagno di umiltà! Ma forse è troppo per un discreto attore che dovrebbe andare in pensione perché non sa cosa dice. Giusto per la cronaca, io a Sarno ed a Quindici, durante l’alluvione del 1998, ero presente. E sotto milioni di metri cubi di terreno vi erano le vecchie canalizzazioni dei Borbone, che l’incuria dei conquistadores piemontesi la lasciato andare nell’oblio. Da buon sudista sapete cosa penso? Che vedendo l’Italia di oggi il povero ed idealista Garibaldi, di cui tutti dobbiamo avere profondo rispetto, avrebbe di certo tentato il suicidio. Come rimpiango i Borbone, senza offesa per Garibaldi e Cavour, s’intende

  2. Chi è l’autore dell’Elogio della follia? Erasmo da Rotterdam, che invitava nel 1509 i sedicenti dotti a fare un bagno di umiltà! Ma forse è troppo per un discreto attore che dovrebbe andare in pensione perché non sa cosa dice. Giusto per la cronaca, io a Sarno ed a Quindici, durante l’alluvione del 1998, ero presente. E sotto milioni di metri cubi di terreno vi erano le vecchie canalizzazioni dei Borbone, che l’incuria dei conquistadores piemontesi la lasciato andare nell’oblio. Da buon sudista sapete cosa penso? Che vedendo l’Italia di oggi il povero ed idealista Garibaldi, di cui tutti dobbiamo avere profondo rispetto, avrebbe di certo tentato il suicidio. Come rimpiango i Borbone, senza offesa per Garibaldi e Cavour, s’intende

  3. Grazie Elvira, e ci sarebbe ancora tanto da scrivere. Dov’era Paolo Villaggio nel 1997 mentre noi volontari eravamo in Umbria? e dov’era nel 1998 durante l’alluvione di Sarno e Quindici? edoc’era durante il terremoto dell’Abruzzo? Si vergogni chi pensa di poter impunemente criticare gli altri senza mai essere stato in prima linea!!

  4. Grazie Elvira, e ci sarebbe ancora tanto da scrivere. Dov’era Paolo Villaggio nel 1997 mentre noi volontari eravamo in Umbria? e dov’era nel 1998 durante l’alluvione di Sarno e Quindici? edoc’era durante il terremoto dell’Abruzzo? Si vergogni chi pensa di poter impunemente criticare gli altri senza mai essere stato in prima linea!!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui