Ambiente. Messina e il cancro destinato ai nipoti: Sentiero “Italia” fra spazzatura e amianto

La nostra rubrica continua lungo il Sentiero Italia, il suggestivo percorso segnalato dal CAI, invaso da amianto e copertoni.

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Il nostro viaggio tra le discariche nocive di Messina continua. Dopo aver incontrato la discarica diffusa che si erge lungo le strade nazionali e provinciali dei Monti Peloritani, in questo episodio conosceremo il Sentiero Italia, percorso tra mare e monti, segnato dal CAI (Club Alpino Italiano), che è divenuto l’ulteriore luogo di scarico abusivo, apparentemente favorito da gommisti e ditte di costruzione.

Per inoltrarsi lungo il meraviglioso Sentiero Italia bisogna giungere presso Portella Castanea. Da lì inizia il viaggio tra mare e monti e munnizza. Nonostante il percorso faccia parte e prenda il nome dal Sentiero lungo 7000 chilometri, composto da 500 tappe che congiunge Santa Teresa Gallura (Sardegna) a Muggia (Friuli Venezia Giulia) l’itinerario messinese si sviluppa come un deposito a cielo aperto di copertoni e di amianto. 

Sono più di quindici i copertoni di autoveicoli da ammirare lungo i primi 2 chilometri del sentiero. Invece sono tre i punti dove sono stati scaricate lastre di amianto. In particolare, presso la prima tappa della nostra passeggiata è possibile osservare la presenza di più di dieci sacchi di plastica contenente eternit frantumato, elemento altamente dannoso per l’uomo poiché può portare allo sviluppo di tumori polmonari.

Il sentiero, però, continua per molti altri chilometri, lasciandoci il dubbio su cosa potremmo rinvenire di più caratteristico se non il cancro destinato ai nipoti.

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