ATM QUASI SUL BARATRO. FILT, FIT E UILT LANCIANO L’ALLARME: “I CONTI NON TORNANO, COSI’ L’AZIENDA CHIUDE A LUGLIO”. PRONTA LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

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18 maggio ’10 – Numeri che testimoniano per l’Atm di Messina una crisi forse irreversibile. Forse, perché Pino Foti, Enzo Testa e Silvio Lasagni, rispettivamente segretari provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil, nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto sui conti dell’azienda trasporti, hanno lanciato un appello “a far subito e presto perché si può evitare il tracollo, ma solo se si interviene immediatamente e insieme”.
I sindacati hanno fornito numeri sconfortanti, alla luce anche dell’incontro della scorsa settimana tra Buzzanca e l’assessore regionale ai Trasporti Gentile. “Un incontro – hanno detto – che non è servito a ottenere nuove risorse, ma solo quelle che spettavano e spettano all’Azienda Trasporti”.
La Regione, entro fine mese, ha assicurato che erogherà le prime due trimestralità del contributo per il traffico gommato pari a 3,5 milioni di euro. “Significa – hanno spiegato i sindacalisti – che per il 2010 il contributo sarà di 7 milioni di euro, contro gli 11,7 dello scorso anno.
Inoltre il debito di 5,240 milioni è stato confermato dalla Regione solo che, anziché dividerlo in due rate, verrà recuperato in 5. Ma il debito permane. Quindi ai 7 milioni di euro di contributo occorre sottrarne subito uno”.
I sindacati hanno posto l’accento anche sul disegno di legge che potrebbe portare nelle casse dell’azienda i contributi arretrati per la tranvia dal
2003 al 2009, circa 9,5 milioni di euro. “Bisogna tenere conto anche del contributo del Comune – hanno detto Foti, Testa e Lasagni – che ammonterebbe a 12,5 milioni di euro l’anno. Ma il Comune trattiene una quota di circa 2,4 milioni per estinguere il debito di 7 milioni che il presidente della Regione ha anticipato per fermare la dura protesta di un anno e mezzo fa”.
I conti tirati fuori da Filt, Fit e Uilt sono presto fatti. “Ogni anno solo per pagare gli stipendi dei dipendenti occorrono 25,133 milioni di euro – hanno detto – Se detraiamo le due mensilità erogate nel 2010 ci rendiamo conto che sino alla fine dell’anno in corso, solo il costo lavoro sarà di
21,542 milioni di euro. L’Atm, di contro, tra contributi regionali e comunali, incasserà 13,360 milioni. La differenza è di 8,182 milioni in passivo. Se dovesse essere approvato il disegno di legge per l’erogazione degli arretrati della tranvia (9.5 milioni di euro dal 2003 al 2009) si avrebbe un avanzo di 1,317 milioni di euro. Un avanzo al quale si giunge considerando solo il costo lavoro. Sono escluse le spese di gasolio, energia elettrica per la tranvia, manutenzioni, i pignoramenti e tutte le altre spese – hanno sottolineato Foti, Testa e Lasagni – E’ chiaro che questa è una soluzione insostenibile, considerando anche che circolano appena 47 mezzi contro i 63 che ne prevedeva il piano di esercizio”.
I sindacati hanno preannunciato la mobilitazione dei lavoratori dell’Atm e l’invio di una lettera al Sindaco e al Prefetto con la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico e politico per arrivare a una definitiva soluzione ai sensi della legge 146 che disciplina l’astensione dal lavoro nei servizi pubblici e prevede la possibilità di giungere a una dichiarazione di sciopero se non convocati entro 5 giorni. “Ci sono i margini per recuperare l’azienda, allargando i servizi che l’Atm offre, producendo redditività, internalizzando attività come ganasce, carro attrezzi, gestione della pubblicità, manutenzione e linea tranviaria che consentirebbero di risparmiare e al tempo testo di incassare. La nostra preoccupazione è quella che si voglia far saltare l’Atm per svenderla insieme ai suoi servizi redditivi che producono appetiti notevoli”.

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