Barcellona Pozzo di Gotto in ginocchio per il maltempo

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di Carmen Fasolo

 

22 novembre 2011. Immagini che sembrano provenire da una vera apocalisse. L’intera città di Barcellona Pozzo di Gotto cade in ginocchio sotto una pioggia torrenziale che è iniziata ieri e sembra non voler cessare. Secondo una importante Stazione Meteo della città del Longano (meteo-barcellonapozzodigotto.it) sono ben 116.3 i millimetri di pioggia scesi in queste ore. L’allerta meteo diramata nella città di Messina in realtà non ha fatto ben capire i reali disagi che potevano colpire i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo. A Barcellona P.G., oltre alla chiusura delle scuole di ogni grado, quindi anche della Facoltà universitaria, il Sindaco Nania ha disposto la chiusura degli esercizi commerciali. Ma soprattutto ha invitato ripetutamente la cittadinanza a non abbandonare le proprie abitazioni per immettersi in strada prendendo l’automobile. Ha suggerito, inoltre, a quanti abitano nei piani bassi di rifugiarsi in quelli alti, laddove possibile…

 

I torrenti Longano e Idria hanno rotto gli argini e hanno lasciato che l’acqua prendesse il suo spazio e facesse il suo corso con una impetuosità che sembra inarrestabile. Detriti, materiali di risulta, cassonetti della spazzatura, macchine, scooter, biciclette e altri oggetti di varia natura hanno galleggiato per le principali arterie della città. I vigili del fuoco e i volontari che hanno prestato il loro soccorso nei diversi punti non sono stati sufficienti ad arginare gli ingenti danni. Il ponte che unisce Calderà e Spinesante ha ceduto, crollando come un castello di carta, come è possibile vedere nelle foto che circolano nelle ultime ore insieme a diversi video. Non ci sono punti della città che sono rimasti immuni, quartieri interi allagati e invasi dal fango. In particolare, sono stati presi di mira tutti quei rioni costruiti a conca, o per motivi “naturali” oppure per strutturazione urbanistica. Da quartieri come Pozzo Perla e come Santa Venera la gente invoca letteralmente aiuto ormai da molte ore, soccorso che sembra giungere con notevole ritardo a causa del continuo maltempo.

I volontari della protezione civile e i Vigili del Fuoco del distaccamento di Milazzo non possono assolutamente tenere sotto controllo una situazione che ormai sembra essere sfuggita già intorno alle 12 di questo infernale 22 novembre 2011. Il sindaco Candeloro Nania, intervistato dalle emittenti televisive locali, resta in allerta nei locali del Municipio di Barcellona Pozzo di Gotto, tentando di capire cosa succede nei diversi punti della città. Le immagini che provengono da diversi fronti sono ormai eloquenti: la città di Barcellona Pozzo di Gotto resta in ginocchio e ferita da una calamità naturale che era stata più e più volte messa sotto la lente di in gradimento da diverse forze politiche e da quelle associazioni che operano sul territorio sempre, non solo durante le bandiere che sventolano all’arrivo delle elezioni amministrative. Forse domani si conteranno i danni e ancora una volta si “griderà” che bisognava aspettarsi tutto questo, che in tanti avevano già acceso i fari su questa potenziale condizione. Ma ciò che resterà, al di là delle mille parole che invaderanno i giornali, il web, le radio e i tg, saranno i disastri e le povere persone bloccate dentro le proprie abitazioni invase ormai dall’acqua e dal fango. Tutta la penisola italiana, insieme alle sue principali isole, ormai sembra non riuscire più a gestire le stagioni autunnali e invernali, soccombendo ogni qual volta il maltempo giunge.

Che ne sarà domani delle strade di Barcellona Pozzo di Gotto? Che ne sarà di quell’aspetto desolante di quartieri centrali e periferici? Non basta una attenta riflessione, non basta una tavola rotonda e non basterà chiedere soldi per recuperare l’equilibrio perso. Qui serve un programma di intervento autentico che possa essere in grado davvero di ridurre al minimo i potenziali danni fatti dal maltempo. Altrimenti resterà allerta sempre, ogni qualvolta vedremo una nuvola affacciarsi all’orizzonte, tremando per ciò che potrebbe da lì a breve accadere.

Il Circolo Arci di Furnari è a disposizione di chiunque abbia bisogno di un posto per dormire, mangiare… finchè le cose non si sistemeranno. Contattate i numeri 3408672982 e 3477746782
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