La Messina del Futuro

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Messina è una città in continua decrescita demografica, le giovani generazioni lasciano il territorio a causa di una città che da poche possibilità e che non si dimostra all’altezza di garantire servizi e spazi all’altezza di una comunità metropolitana del 2019. Ma cosa bisogna fare per rendere Messina una città da 2019 e farla tornare a crescere? Come dovrebbe essere la Messina di domani? Lo abbiamo chiesto proprio a quelle giovani generazioni che, più di tutti, mostrano insofferenza verso una città che si è via via estraniata dal mondo

Quali soluzioni alle molteplici criticità cittadine? Mentre la Politica si interroga su cosa fare, gli Under 30, coloro che nella maggior parte dei casi hanno visto altre parti del mondo e sono nel limbo del “rimanere o meno” hanno una visione innovativa e soluzioni “pronte”, sono Universitari, membri di Associazioni Sociali, Professionisti, in una parola: cittadini; che vivono ogni giorno almeno una criticità senza risposta, gli abbiamo dato parola e queste sono le tante soluzioni e proposte emerse!

Riqualificazione

Non si parte dalla creazione di nuove cose ma dal recupero e dal potenziamento delle aree cittadine già presenti


Torre Faro e l’area del Municipio: per entrambe la proposta è quella della pedonalizzazione, da potenziare a Torre Faro e da creare nell’area del Municipio, creando eventi all’interno di codeste aree ed incentivandone la fruizione tanto da parte dei cittadini Messinesi quanto dei turisti durante tutto l’anno; su Torre Faro poi vi è un focus particolare identificando la zona del Pilone come area da potenziare, rilanciando anche l’area protetta di Capo Peloro con relativa valorizzazione, il tutto integrando l’imprenditoria dei locali ivi presenti al fine che tali diventino servizi che si sposino a pieno con l’area tutelata, il Pilone, in tutto questo, svolgerà ruolo di attrattore e simbolo verso le bellezze un pò più nascoste, ovviamente ciò passa da una riqualificazione delle spiagge ivi presenti.


Lungolago di Ganzirri: Il lungolago di Ganzirri viene ritenuto fondamentale al fine di valorizzare il patrimonio ambientalistico di un area unica nella più ampia cornice dell’Area Protetta di Capo Peloro.


Area Fieristica: Vi è anche spazio per la zona Fieristica che viene immaginata risanata ed accessibile per l’intero anno, una area fiera la cui destinazione d’uso va ampliata e potenziata, immaginandola più come un grande giardino sulla città (con annessa passeggiata a mare), al suo interno spazi verdi, hotel, attrazioni (come una Ruota Panoramica dello Stretto), locali notturni e teatro a mare, un area dunque che diverrebbe polifunzionale e che, data l’espansione, potrebbe risultare ideale!


Baracche: Non mancano poi le proposte di bonifica delle aree degradate e delle baraccopoli Messinesi tramite modelli “a misura d’uomo” in stile Milano 2, invero con ampi spazi verdi, un triplice sistema viario (pedonale, ciclabile e veicolare) costruite ad un livello inferiore rispetto alle aree urbane così da evitare che si intersechino con le strade per i veicoli, limitando così l’impatto del traffico, l’intera struttura dovrebbe essere a “pettine” con una strada principale lungo la quale i quartieri riqualificati si sviluppano e ove vengono posizionati i vari servizi essenziali.


Piano Generale di Riqualificazione: L’intera opera di riqualificazione cittadina dovrebbe esser prevista all’interno di un piano di riqualificazione generale cittadino che ponga al centro la prevenzione di disastri naturali, tipici dell’assetto idrogeologico del nostro territorio e che ponga dunque, ogni provvedimento, all’interno di un piano coordinato omogeneo che preveda altresì la creazione di spazi a verde utili sia a riqualificare a livello idrogeologico il territorio sia a alla creazione di spazi aggregativi e ricreativi, assenti in città.

Smart City

Una città più intelligente, che funzioni meglio e che metta al centro la semplicità di fruizione dei servizi, ecco un altra delle grandi esigenze identificate dai giovani Messinesi, come?


Car & Bike Sharing: Una delle vie identificate è tramite l’implementazione e la diffusione della cultura del Car e del Bike Sharing, prevedendo dunque l’attivazione in città di un servizio che permetta, con un app, di aver accesso a mezzi condivisi che permettano un abile e veloce spostamento in città, servizi come Enjoy di Eni non sono tuttavia ritenuti efficaci in quanto non pensati su misura per la città, si pensa dunque più ad un sistema pensato appositamente per la città.


Viabilità: Smart City=Miglior viabilità in città? Pare essere un binomio di successo tra i giovani Messinesi, che legano il concetto di Città Intelligente ad una miglior viabilità, una viabilità migliorata e pensata in base agli spostamenti abituali dei Messinesi, con una pianificazione “svizzera” degli orari dei mezzi pubblici in base agli “orari della città”, degli uffici, delle scuole e degli spostamenti da e per la Provincia, evitando così intasamenti prevedibili ed evitabili, il tutto condito dalla creazione di Piste Ciclabili (magari riutilizzando le vecchie linee ferrate dismesse) e di corsie apposite per i mezzi elettrici incentivando la conversione alla E-Mobility (il tema dell’elettrico torna spesso tra le visioni dei Messinesi Under 30, come evidente dalle sezioni sotto) ed avviando un percorso di educazione civica orientato al minor utilizzo dell’auto privata per brevi spostamenti al fine di rendere la città maggiormente vivibile;


ATM: aumentare di 5 volte il parco mezzi ATM, riservando delle strade unicamente alla percorrenza bus ed estendere la linea tranviaria fino alla zona Nord rendendo il percorso del tram inaccessibile ad altri mezzi una sorta di rivoluzione che metterebbe la mobilità pubblica urbana al Centro, consentendo una razionalizzazione del traffico, una maggior velocità dei mezzi pubblici ed un contenimento dell’inquinamento urbano, per la linea tranviaria sarebbe inoltre un ritorno ai vecchi fasti di un tempo, ove il Tram cittadino serviva l’intera città sino a Villafranca.


Università: “Messina città Universitaria” e tale definizione passa dalla creazione di una vera e propria Cittadella Universitaria (sul modello Campus) che sia il centro anche di servizi per i cittadini, consentendo di decongestionare il traffico di utenza presso gli uffici pubblici e consentendo all’università di poter sperimentare sul campo sistemi di Smart Bureaucracy e di diventare faro di eccellenza in questa nuova materia di semplificazione della vita civica, ma non solo, l’Università potrebbe anche valorizzare le sue sedi decentrate e strutture ad essa annesse (come Villa De Pasquale) integrandole nel “sistema città”.


Area Portuale: Una Messina Smart passa anche da qui, il Porto viene identificato come un bene della città che deve venir a patti con le stingenti regole portuali che hanno portato, negli scorsi anni, alla chiusura di quello che era divenuto il ritrovo serale di molti Messinesi nella commistione unica tra la città ed il suo mare, una riapertura che ovviamente deve avvenire di concerto ad un educazione all’utilizzo di quello spazio.

Dulcis in fundo, la proposta e l’idea forse più audace ma, per certi aspetti forse la più risolutiva ed avveniristica: Ripensare la Stazione Centrale ricollocandola in centro città e recuperare il WaterFront, una proposta che muterebbe in maniera netta la città, consentendo di collegare direttamente la Stazione al Centro Città (come in quasi tutte le grandi città d’Italia e del mondo) e di recuperare una delle peculiarità di Messina, il WaterFront (che, tra le proposte dei Messinesi, ha molta importanza ripresentandosi più volte, vedi sotto)

Economia&Sviluppo

Ma come rilanciare la città a livello Economico? Sembra quasi un ossimoro, ma tra le proposte delle giovani menti Messinesi vi è il reinvestire nelle produzioni locali peculiari


Industria delle essenze: come all’epoca dei De Pasquale e della Sanderson, quella delle essenze era un tipo di industria particolarmente profittevole nella città dello Stretto che impiegava principalmente le donne, esempi calzanti ne sono appunto l’attività dei De Pasquale e la fabbrica Sanderson di Tremestieri (oggi abbandonata), un settore che sino ad un certo periodo ha funzionato in città ma che è poi collassato non riuscendo ad adattarsi al nuovo mercato che avanzava, ripensare tali attività potrebbe essere una delle soluzione per il futuro della città?


Turismo Crocieristico: da ottimizzate e potenziare, Messina ha accolto nel 2018 più di 400.000 crocieristi, una cifra ed un potenziale enormi che vanno meglio gestiti, pensando a delle offerte turistiche che integrino l’intera città, permettendo dunque di distribuire in maniera omogenea la ricchezza importata al fine di rivalorizzare delle aree attualmente depresse, la valorizzazione del turismo crocieristico dovrebbe andare di pari passo alla riqualificazione dell’intera città.


Porto Storico: il Porto Storico è visto come un trampolino di lancio dai Messinesi, che a gran voce invocano la Z.E.S. all’interno del Porto, la Zona Economica Speciale è un particolare status che permetterebbe al Porto di Messina di divenire attrattore di investimenti, con forti agevolazioni sulle imposte ed una particolare e dedicata legislazione fiscale che consentirebbe alla Zona di divenire particolarmente interessante per il commercio, una via ritenuta fondamentale al fine di rilanciare l’economia derivante dal Porto a beneficio dell’intera città identificando il Porto e l’intera città nell’ottica che si debba pensare ad un turismo che vada oltre quello crocieristico.


Centro Storico: Un Centro Storico che deve essere alla portata dei cittadini, immaginato e potenziato all’interno del sistema cittadino e non come luogo a se stante, non come “area di passaggio” ma come punto di riferimento cittadino.


Villaggi: ma se in città avessimo diversi Centri Storici? Un altra osservazione (sintomo di una provenienza diversificata e di una conoscenza approfondita del territorio da parte della popolazione Under 30) è che il vero Centro Storico risieda nei villaggi, ecco perché andrebbero valorizzati, molti dei villaggi (anche cittadini) sono infatti dei borghi pre-terremoto (anche medievali!) che oggi sono oramai divenuti dei quartieri dormitorio grazie all’assenza (ed all’isolamento) di investimenti sia pubblici che privati, in tale ottica viene avanzata la visione di una serie di politiche utili ad incentivare i privati a vendere o valorizzare quelle zone e di un impegno da parte del Comune nell’inserire i villaggi negli itinerari turistici, valorizzandone le zone e le attività peculiari, altresì incentivandone il collegamento tramite il trasporto pubblico.


Università ed Imprese: Sinergia poi tra Università ed Imprese, all’interno di un circuito che veda una cooperazione vincente tra queste due anime della città al fine di creare un circuito di formazione e di professionisti che lavorino attivamente per rafforzare il tessuto imprenditoriale cittadino, anche tramite l’avvio di attività di impresa innovativa e favorendo il continuo aggiornamento degli attuali professionisti.


Terreni Agricoli abbandonati: Valorizzare e gestire i molti terreni agricoli abbandonati recuperandoli e riassegnandoli è un esigenza ed un idea che prende sempre più piede, valorizzare l’attività agricola del nostro territorio sopperendo dunque all’esigenza di spazi di coltivazione e rilanciando, da qui, l’economia cittadina con un particolare occhio all’occupazione giovanile.


Polo Museale: C’è poi la grande questione del Polo Museale che pare essere isolato dalla città, un Polo Museale che può e deve divenire punto di rilancio per la cultura cittadina, integrandosi a pieno nella sua struttura.

Infrastrutture

Anche le Infrastrutture e le grandi opere (non che quelle in precedenza elencate non si possano definire tali, per molti aspetti) sono presenti nell’immaginario e nella visione del giovane Messinese per la Messina del domani, 2 opere in particolare hanno destato attenzione ed, a dir la verità, sono venute fuori spesse volte:


Lungomare da Torre Faro a S.Margherita: un opera enorme che valorizzerebbe a pieno le due peculiarità di Messina: costa e mare, il lungomare sarebbe un ponte ideale tra Nord e Sud della città che permetterebbe altresì la realizzazione di una pista ciclabile cittadina, gli “ostacoli” durante il percorso (Rada S.Francesco e Porto Storico tra tutti) verrebbero aggirati facendo scorrere il lungomare sul perimetro, tale opera avrebbe un forte impatto sulla viabilità cittadina ed andrebbe realizzata di concerto con una revisione totale della viabilità, un lungomare di questo tipo avrebbe di diritto il titolo del più grande lungomare del mondo e potrebbe partire dal concetto di unire i diversi lungomare sparsi per la città e ad oggi senza alcuna soluzione di continuità.


Ponte sullo Stretto/Tunnel dello Stretto: Torna, inoltre, prepotentemente l’idea del Ponte sullo Stretto o di un Tunnel sottomarino (stile La Manica) al fine di incentivare i collegamenti anche commerciali e civili con la Penisola, l’isolamento e le difficoltà di spostamento sono criticità centrali identificate dai giovani Messinesi, che ribadiscono come tale criticità risulti fatale nel mancato sviluppo cittadino, una città che sta rimanendo sempre più isolata poiché manca di collegamenti moderni ed in tempi accettabili con il resto del mondo, opere di questo tipo, inoltre, porterebbero attrattività turistica al territorio e porrebbero Messina come capofila del rinnovo dell’area Mediterranea; come “aggiusta i conti” la grande opera nei confronti della “riserva di Capo Peloro”? Tramite opere compensative utili alla creazione di parchi urbani, verde e valorizzazione della medesima riserva, tale via è vista come una delle poche soluzioni percorribili anche al fine di rilanciare davvero la riserva stessa.

Aree Pedonali

Tiene banco il dibattito sulle Aree pedonali, e le proposte degli Under 30 Messinesi in tale contesto sono quasi un guanto di sfida!


Area pedonale che vada dal Viale Boccetta al Viale Europa e da Via La Farina alla Circonvallazione: A tale area vi potranno accedere i soli mezzi pubblici, mezzi privati elettrici, i mezzi dei residenti (di qualunque tipo, anche non elettrici) ed i mezzi di soccorso, un idea innovativa che andrebbe a pedonalizzare una delle centralissime aree cittadine incentivando l’utilizzo di mezzi green, il decongestionamento del traffico e la cultura del limitare l’utilizzo dell’auto privata.


Isola Pedonale di Torre Faro: assieme a questa proposta di Isola vi è quella di valorizzare ancor di più l’Isola Pedonale di Torre Faro, rendendola effettiva tutto l’anno di concerto all’istituzione dell’Isola Pedonale di Ganzirri, sempre all’interno del contesto dell’Area Protetta di Capo Peloro.

Queste le tantissime proposte emerse dalla mente dei Messinesi, quei Messinesi che sono nati e cresciuti in una città in crisi e che pure, pare, non smettano di amarla e di impegnarsi per una sua nuova rinascita

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