Mamma Africa, un paese ostaggio dell’odio

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Nel mio paese, di nuovo, c’è tensione.

Pochi lo sanno, a dire il vero, non interessa nessuno, ma il teatro di guerra dall’Afganistan, dall’Iraq, dall’Iran, si sono spostati.

La disperazione non ha fine, e chi è calpestato da una società capitalista e non guarda alla dignità dell’essere umano, ne tanto meno alla salvaguardia della vita umana, non ci sarà mai tregua.

L’integralismo è il risultato della povertà, della repressione, dell’assenza di futuro.

Agli africani, per secoli, è stata ostacolata la crescita intellettuale. Per convenienza, non veramente degli africani, ma col sapere, l’equilibrio del mondo stesso cambierebbe.

Eccoci dunque schiavi 3 volte. Fisicamente perché chiusi nei nostri paesi dove si muore di fame e di stenti. Mentalmente, perché temuti è dunque tenuti nell’ignoranza, e culturalmente, poiché indotti e deviati da religioni non nostre.

Oggi, in Burkina Faso, c’è odio. Odio di popoli locali per altri popoli. Odio indotto, ingiustificato, distruttivo.

C’è una onda di terrorismo che ha sommerso l’Africa sub sahariana.

Soldati dell’Isis vivono in pianta stabile tra il Niger, Mali, Libia, Burkina Faso, e anti altri paesi.

I mezzi per combatterli sono scarsi, non abbiano armi alla pari, siamo schiavi, e dunque, sprovvisti di mezzi per ribellarci.

Il Burkina Faso dove vivono i miei figli è di nuovo in subbuglio.

Poco importa alla fine il perché. Il risultato saranno centinaia di corpi stracciati da pallottole, bombe e machete.

Dum nuovo, i bambini, tutti, saranno confinati a casa, sentiranno le bimbe esplodere, i cannoni tuonare.

Non è come quando si esplodono i petardi.

La realtà è diversa.

Non sono in cerca di ricchezza. La pace per me lo è. La realtà del mio mondo porta spesso alla fuga, altri mondo invece, rifiutano la mia presenza. Eppure, spesso per colpa loro, il mio mondo e a pezzi, i miei figli si nascondono.

Rase al suolo tutte le fabbriche di armi in europa, ci sarebbe posto per 100 milioni di persone. Vendute tutte le armi dell’Occidente, la fame sarebbe un lontano ricordo.

Oggi fa molto freddo qui, ma le bombe non esplodono, le strade sono piene, i negozi splendenti.

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