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Torino. Sequestrato bar della ndrangheta

Sigilli a un bar e a una pizzeria di Bardonecchia, località sciistica della Valle di Susa. Il sequestro è stato effettuato dai carabinieri del Comando provinciale di Torino, su disposizione della Sezione...

I Nebrodi si liberano dal cancro delle “famiglie”

I nebrodi si liberano dalle catene di una mafia vigliacca e violenta

Fermati due presunti scafisti tra i migranti della Ocean Viking. Aggiornamento

Sbarcati insieme ai restanti migranti dalla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere, che li aveva soccorsi la settimana scorsa al largo delle coste libiche, gli scafisti sono stati individuati e fermati

Ardita: La trattativa Stato-Mafia tra 41 Bis ed evidenza.

L'attuale componente del CSM parla della Trattativa Stato-Mafia e delle sue evidenze,partendo dai sospetti provvedimenti di ritiro del 41 Bis

Lo Stato ha depistato e insabbiato i dossier

Fiammetta non si capacita soprattutto dei magistrati di allora che non solo credettero all’auto- accusa indotta di Vincenzo Scarantino, ma in seguito non presero atto della sua ritrattazione.

Aveva tentato di uccidere la fidanzata. Tenta il suicidio

Mohamed Safi, il tunisino 36enne arrestato dopo che ha cercato di sgozzare con un coccio di bottiglia la fidanzata alla periferia di Torino, ha tentato il suicidio nel reparto psichiatrico dell’ospedale Molinette dove era piantonato dagli agenti di Polizia Penitenziaria. Ha provato a impiccarsi usando un camice monouso e alcuni brandelli di garza. È stato soccorso dai sanitari e dai Baschi azzurri. Safi ha tentato il suicidio dopo che, nel pomeriggio, gli è stata negata una sigaretta. Gli agenti gli hanno risposto che non si può fumare in ospedale. Il tunisino è così tornato in stanza, e con un cappio rudimentale ha tentato di impiccarsi. Ma i poliziotti penitenziari lo hanno fermato in tempo. Ha tentato di uccidere la fidanzata durante permesso premio dal carcere Safi, che dopo l'aggressione alla compagna era stato arrestato a Torino per tentato omicidio, stava usufruendo di un permesso lavoro da detenuto del carcere Lorusso e Cutugno, infatti l'uomo stava scontando 12 anni di reclusione perché nel 2008 aveva ucciso a Bergamo la fidanzata, la 21enne Alessandra Mainolfi. Sei mesi fa aveva iniziato a frequentare una torinese di 44 anni, ma ieri la donna aveva scoperto i suoi precedenti ed voleva lasciarlo, così Safi in preda all'ira, all'una di notte nel quartiere Barriera di Milano, si è scagliato contro la vittima con una bottiglia di vetro, sfregiandola al volto. Ora la 44enne è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale Maria Vittoria. Ha subìto una brutta lesione del nervo facciale, che è stato riparato al microscopio con un intervento chirurgico. In ospedale dopo l’arresto «La Polizia Penitenziaria ha dimostrato professionalità e spirito di sacrificio, e il fatto che non facciamo differenze tra i detenuti, che consideriamo tutti esseri umani. Nonostante sia accaduto che associazioni e gruppi di interesse le vogliano fare nei confronti degli agenti, definiti in certi contesti torturatori», afferma il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci. Safi è al repartino delle Molinette dal momento dell’arresto, avvenuto venerdì notte in corso Giulio Cesare. Dopo aver sfregiato al volto Concetta, 43 anni, seguendola sul tram venerdì notte, Safi era stato inseguito dagli agenti del commissariato Barriera di Milano, che lo avevano ammanettato in via Leinì. Il tunisino era completamente ubriaco e durante la fuga era andato a sbattere contro un palo della luce, rovinando a terra. Era svenuto ed era stato trasportato dai poliziotti al repartino dell’ospedale Molinette, dove tuttora si trova piantonato. Fino a sabato Safi era sedato. Poi ha ripreso conoscenza. La sua avvocata di fiducia, Daiana Barillaro, ha chiesto, oggi, domenica, di entrare al repartino e di poter parlare con il proprio assistito, ma il permesso le è stato negato per un problema burocratico, di nomina, e perché la domenica, così pare, gli avvocati non potrebbero accedere. «Salvata da una sciarpa spessa» «Avevo una sciarpa spessa e solo per questo ho evitato il peggio», le parole di Concetta, la donna che ha rischiato la vita e ha ricostruito i terribili momenti dell’aggressione. «In via Lauro Rossi sono scesa dal tram e lui mi ha seguita. In via Verres mi ha presa alle spalle e mi ha fatta cadere. Ha preso una bottiglia e mi ha colpita più volte. Urlava: “Prima ti ammazzo e poi mi ammazzo io”. Per fortuna passavano di lì i poliziotti». Concetta ha indicato agli agenti del commissariato la direzione di fuga del tunisino, che è stato ammanettato poco distante. «Siamo vicini alla vittima di questo ennesimo tentato femminicidio, tema che rimane grave e urgente nel Paese», ha detto la sindaca di Torino Chiara Appendino.

Revocato il 41bis a massimo carminati

Massimo Carminati, revocato il 41-bis: la decisione dopo la sentenza della cassazione che non ha riconosciuto Mafia Capitale

Arresto di vincenzo inquieto grazie a intercettazioni in carcere

Intercettazioni in carcere del NIC della Polizia Penitenziaria permettono l'arresto di Vincenzo Inquieto associato al clan dei casalesi di Zagaria Arrestato a Fiumicino Vincenzo Inquieto, ritenuto appartenente al clan dei casalesi di Zagaria: essenziali le indagini svolte in carcere dal NIC della Polizia Penitenziaria
Noi Poliziotti sorvegliavamo Scarantino a Pianosa al posto della Polizia

Tinebra a La Barbera, ordini per la custodia di Scarantino

La Barbera ci disse di non fare domande a Scarantino sulle attività investigative in corso perché lo dovevano interrogare i magistrati", ha detto l'ispettore Giampiero Guttadauro.

Delitto Livatino, ancora un premio

Dopo ignazio ribisi, un altro mafioso di spessore, domenico pace, 54 anni, rientrerà a Palma di Montechiaro, suo paese d’origine, per poco tempo, così come Ribisi, a seguito di un provvedimento...

D.Legge anti scarcerazioni: particolari

Decreto Legge 10 maggio 2020 n. 29, anti scarcerazioni mafiosi. Vedi gli articoli

SGOMINATA ORGANIZZAZIONE NARCOTRAFFICANTE TRA LA CALABRIA E LA SICILIA

OPERAZIONE “FESTA IN MASCHERA”. Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti (5 dei quali...
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Carabinieri di Messina, ESEGUITE 33 MISURE CAUTELARI.

OPERAZIONE “CESARE” CARABINIERI DI MESSINA: MAFIA - DROGA E CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI

FdI. Votatissimo consigliere regionale in manette

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Arrestato il presunto killer dell’ex Poliziotto penitenziario

A quel punto, dicono i Carabineri, accecato dalla gelosia, l’omicida avrebbe sparato 3 colpi con una pistola illegalmente detenuta, colpendo Pino al petto.
Dopo due mesi il carcere non mette a disposizione un computer: Graviano non parla, prima vuole ascoltare le sue dichiarazioni

Graviano non parla, prima vuole un computer

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Messina, truffa a SSN

Arrestati un noto farmacista ed un medico di base per truffa nei confronti dell’ASP peloritana. Altri 5 medici di base interdetti dall’esercizio della professione per un anno.

Palermo, Malversazione di fondi pubblici

indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino riguardanti la nota vicenda della Blutec spa, hanno dato ulteriore esecuzione al decreto di sequestro preventivo per 16 milioni di euro emesso dal GIP

Il Blog del Carrettino

Sanità pubblica, dopo le ipocrite celebrazioni

Chissà se abbiamo compreso, attraverso la severissima lezione che ci sta impartendo la pandemia in corso, che promuovere e garantire salute a tutti i cittadini (secondo i dettami costituzionali posti alla base della nostra Repubblica)

Coronavirus: andare oltre Barbara d’Urso

Oltre la propaganda e la polemica, le proposte al Sindaco del Comitato Unitario delle Sinistre di Opposizione

Il viaggio

Lunghi anni in cui loro due hanno condiviso e vissuto sulla loro pelle ormai sottile, sentimenti forti, senza sfumature. "Andiamo avanti insieme Giorgio, come sempre" ma gli occhi di lui rispondevano da troppo tempo "Ti prego, lasciami andare". Ora Giorgio è andato. Dove sarà? Come starà? Avrà smesso di soffrire?