Cattivo uso di Facebook e aumento di divorzi

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Che il divorzio non sia una novità, ne siamo al corrente tutti. Quello che però preoccupa maggiormente è che negli ultimi anni, le separazioni sono state causate da Facebook e da un utilizzo scorretto dei social network.

Ad intervenire sulla vicenda è stato perfino l’ISTAT, il cui acronimo sta per Istituto nazionale di statistica. Attraverso uno studio ben specifico, l’ente ha potuto constatare che gran parte dei matrimoni sono finiti per tradimenti online, proprio sulle piattaforme social che ormai hanno invaso la nostra quotidianità in una maniera morbosa e alquanto pericolosa.

Divorzi a causa di Facebook: un matrimonio italiano non dura più di 15 anni

Se ai tempi dei telefoni senza rete internet, i matrimoni duravano anche 60 anni, oggi sembrerebbe quasi impossibile. Infatti l’ISTAT ha specificato che la media di una unione giuridica tra due innamorati, al giorno d’oggi è pari ad un massimo di 15 anni.

La causa principale sarebbero i social network, nello specifico Facebook. Un luogo in cui è facile incontrare amici o amiche di vecchia data e chissà, poter riscoprire un nuovo amore dopo una o più chiacchierate all’interno della piattaforma, forse non lo scopo perfetto per il quale Mark aveva pensato la sua creatura, ma sicuramente un’ottimo modo per organizzare appuntamenti e incontri extraconiugali.

Secondo gli esperti di Direzione Ritorno che hanno analizzato la situazione al meglio, sembrerebbe infatti che la prima casa a scatenare la rottura in una coppia sono proprio i social network ma che questo rifugiarsi dentro lo smartphone sia un segnale premonitore di grossi problemi nella coppia che esulano preventivamente dalla loro presenza online.

Le coppie parlano sempre meno, non instaurano più un rapporto di fiducia ma soprattutto comunicativo, c’è sempre la tendenza al nascondersi dietro il proprio smartphone per evitare le classiche discussioni che rafforzano la coppia.

Facebook nominato 989 volte su 5.000 divorzi

In Italia rispetto all’anno 95’ le separazioni sono aumentate incredibilmente del 61%, mentre ancor più critico il dato dei divorzi, il quale registra il +101%. Secondo alcuni studi associati di avvocati inglesi, la stessa situazione si verificherebbe negli USA e in Gran Bretagna.

Lo studio DivorceOnline ha preso in esempio, gran parte delle richieste di separazione e divorzi, ammettendo apertamente che su 5.000 pratiche almeno in 989 viene citato Facebook come causa principale, messaggi privati e profili finti si posizionano tra le prime modalità per eludere i controlli del proprio partner.

D’altronde inutile rinnegare quante volte Mark Zuckerberg in molte interviste abbia esposto il suo pensiero: “I social network sono terreno fertile per qualche scappatella e sempre più spesso anche un modo per scoprire un tradimento”.

Ecco in quale parte del mondo finiscono i matrimoni a causa del web

Se i dati italiani e quelli inglesi ci stupiscono, a far furore sono proprio gli americani. Secondo lo studio associato American Academy of Matrimonial Lawyer, il quale raggruppa ben oltre 2.000 avvocati specializzati in separazioni e divorzi, il web influirebbe l’81% sulla rottura di un matrimonio, ovviamente stiamo parlando anche di una nazione dove Tinder ( Il social più famoso per cercare una scappatella extraconiugale ) ha una platea di utenti clamorosa soprattutto negli Stati Uniti. Solo Tinder ha generato un movimento di 4,1 milioni di utenti paganti, un numero straordinario se rapportato agli utenti di un normale sito web.

Prendendo atto di quanto affermato da ciascun avvocato, uno dei due coniugi ammetterebbe di spiare il partner sui canali social e in tribunale porterebbe prove provenienti dal web (video trovati su YouTube, conversazioni su Twitter, Facebook e la presenza sullo smartphone di Tinder) che attesterebbero il tradimento o la propensione di trovare una scappatella il più presto possibile.

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