Chiusura dei punti nascita

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L’idea si è concretizzata per offrire sicurezza a partorienti e nascituri. Da qui dunque è scaturito il decreto assessoriale n. 2536/2011, di riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita, emanato dall’ex assessore alla sanità Massimo Russo, che ha messo letteralmente in subbuglio le isole minori e gli abitanti che hanno letto in questo provvedimento una grave discriminazione per chi vive in queste realtà disagiate. Infatti, per garantire la massima sicurezza il piano sanitario del 2010 aveva disposto la razionalizzazione dei punti nascita con l’obiettivo della soglia minima di 500 parti l’anno. Questa linea ha decisamente spaccato in due l’opinione pubblica. Da un lato i ginecologi e gli ostetrici hanno manifestato il proprio consenso alle direttive ministeriale. Dall’altro lato invece le puerpere e i cittadini hanno da subito minacciato battaglia. I malumori sono sintetizzati in una nota delle associazioni: “Da metà dicembre le donne sono costrette a partire alcune settimane prima della data presunta del parto e a far nascere i loro bambini sulla terraferma. Questo comporta ovviamente grandissimi disagi alle donne, sia dal punto di vista economico e psicologico. Molto spesso vengono fatte partire in elicottero e ogni viaggio costa alla Regione Sicilia circa 16 mila euro, ma i collegamenti d’inverno sono molto difficoltosi – sottolineano i residenti – In particolare Pantelleria dista sei ore di navigazione da Trapani e spesso il traghetto non viaggia per le avverse condizioni meteorologiche e gli spostamenti in aereo possono essere pericolosi per le partorienti”. Per questo motivo, la lotta è arrivata a Roma davanti al ministero della sanità. Panteschi ed Eoliani si sono uniti per far valere i propri diritti. A Palermo sono state consegnate 1.500 firme all’ assessore alla salute Lucia Borsellino che ha mostrato grandi segni di apertura verso le problematiche presentate e ha fatto intendere di volere ripristinare i punti nascita nelle isole minori. La decisione ovviamente dovrà essere vagliata e ufficializzata. Intanto il 21 febbraio a Roma un tavolo tecnico che coinvolgerà tutte le regioni presenterà anche questa questione. 

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