Coronavirus: intervista alla Senatrice Barbara Floridia

Tra sindaci sceriffi e rivolte nelle carceri, l’invito a una politica unita e non sensazionalistica

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Barbara Floridia
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Il parere della senatrice Barbara Floridia.

In un momento di crisi mondiale in cui la diffusione del Coronavirus sta mettendo in ginocchio città e nazioni, una politica meno autocelebrativa e più orientata alla collaborazione è quanto di più auspicabile possibile.

Rivolte nelle carceri, ordinanze ignorate, strappate o criticate. Attacchi gratuiti. Uno scenario che completa quello di un’Italia apparentemente abbandonata alle decisioni di pochi, in cui i molti reagiscono o con il rifiuto, o con quella splendida voglia di non arrendersi siglata dallo slogan “andrà tutto bene”.

In questo contesto, abbiamo voluto intervistare la senatrice Barbara Floridia (Movimento 5 stelle), per capire il punto di vista del Governo italiano, il suo rapporto con l’opposizione e con i vari fenomeni scatenati dall’attuale situazione sanitaria, dalle rivolte nelle carceri ai provvedimenti dei singoli.

Parlando delle rivolte nelle carceri, come sta intervenendo il Governo?

Il Decreto contiene delle norme a tutela di tutti i cittadini, anche dei detenuti, per garantire la loro sicurezza. Sono previsti anche i fondi per rimettere in sesto quelle parti delle carceri che in queste rivolte sono state distrutte.

E’ inoltre previsto, per chi ha pochi mesi ancora da scontare in carcere e non appartiene all’ elenco di categorie a rischio, che quanto resta della pena sia scontato a domicilio forzato.

L’atteggiamento dell’opposizione sembra quasi un tentativo di strumentalizzare il fenomeno per sovvertire il Governo. Qual è la vostra posizione in merito?

Le opposizioni sembra stiano cavalcando, in questo momento di emergenza mondiale, degli stereotipi che definirei banali. Durante l’ultima riunione avuta con il premier Conte, siamo stati espressamente invitati a mantenere, noi in primis, un livello sempre alto, un comportamento pacato, perché la gente ha bisogno di una guida sicura e di certezze.

Stiamo provvedendo a sistemare ciò che ancora è imperfetto, perché sicuramente il mare che ci è venuto addosso non si può fermare con una mano. Eppure, stiamo dando risposte dignitose.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS – ndr) ha fatto i complimenti all’Italia per la capacità dimostrata nel fermare questo treno in corsa. Siamo in una frenata incredibile.

Da una parte abbiamo il premier Conte e il suo atteggiamento composto e pacato. Come si pone il Governo nei confronti del fare politica in modo protagonistico, come si assiste in molti comuni? Messina potrebbe esserne un esempio.

Personalmente appartengo a un gruppo politico che ha fatto della protesta garbata il suo cavallo di battaglia, basato sempre su fatti concreti. Sono sempre state appoggiate le iniziative di valore, da qualunque parte provenissero.

La politica che vedo attualmente, anche quella del sindaco De Luca di Messina, è sensazionalistica, di finta opposizione. In un momento in cui dovremmo essere uniti, aiutarci reciprocamente, sentire che i sindaci si ergono a sceriffi, vedere in televisione il Presidente Musumeci strappare una mascherina, mi lascia senza parole.

Chi ha contribuito ai tagli alla sanità, ora commenta il nostro modo di agire.

Il gesto del presidente Musumeci.

Il Presidente Musumeci ha strappato in televisione una mascherina, sostenendo non fosse della tipologia a norma. Sapendo quanto costa al Governo l’invio di tali sussidi, ignora anche la classificazione delle mascherine. Dimentica che esistono 3 tipologie di mascherine.

Quelle professionali (dotate dei filtri FFP2 e FFP3 – vedi la nostra intervista al dott. Placido Mondello – ndr), visto il loro numero limitato, provvediamo a inviarle a chi ha diretto contatto con i malati, quindi i medici, gli infermieri e gli operatori delle case di cura. A un assessore, a un sindaco che non deve tenere la fronte a un malato, basta sicuramente la mascherina (si parla delle mascherine chirurgiche – ndr) che rappresenta una protezione dal rischio di contagio. La protezione civile per il momento fornisce quindi le mascherine professionali ad infermieri e dottori.

Strappare pubblicamente una mascherina non solo è una mancanza di rispetto nei confronti dell’operato della Protezione Civile, ma si traduce anche in un messaggio di insicurezza trasmesso alla gente.

Lei per professione opera anche nei confronti dei giovanissimi, che al momento sono coloro che soffrono maggiormente per la mancanza di libertà. Cosa consiglia loro?

Credo che in questo momento i giovanissimi debbano cogliere l’occasione di vivere e godere quegli spazi che non hanno mai vissuto come si deve, perché la natura dell’adolescenza ti porta fuori dalle mura domestiche. Quindi vivere l’intimità della casa, il piacere della lettura, il piacere della condivisione, della famiglia e anche della convivenza con i familiari. Godere e imparare i valori della famiglia quindi.

Inoltre, vivere meglio e in maniera funzionale gli spazi digitali, prima vissuti solo su facebook o sulle chat, ora vissuti come strumento di lavoro e di studio.

Quindi, in definitiva, vivere meglio ciò che conoscono bene, cioè il mondo digitale, e vivere con nuove dinamiche quello che conoscono poco, cioè il mondo familiare.

Credo sia una buona occasione, faticosa come per tutti, ma da cogliere.

La redazione de ilcarrettinonews ringrazia la senatrice Floridia.

GS Trischitta

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