Fateli sbarcare, lo dicono i lenzuoli

Nel centro della città di casa in casa si ripete un appello: "Fateli sbarcare". E a bordo della Sea Watch ancora una notte nel mare in tempesta

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La prima volta che i lenzuoli comparvero ai balconi e alle finestre delle case dei siciliani fu dopo le stragi del 1992. Un popolo stremato manifestava così la propria ribellione alla violenza fuori controllo di Cosa Nostra.

Ora quei lenzuoli sono tornati, ma questa volta sul bianco candido spicca un appello: “Fateli sbarcare”.

Sono tanti, esposti sulla via principale di Siracusa, corso Umberto, di fronte alla città, mentre per i 47 migranti da otto giorni a bordo della Sea Watch è appena passata la seconda notte in rada per ripararsi dal mare in tempesta. 

Stremati e spaventati

L’equipaggio conferma che i migranti sono esausti e fortemente provati fisicamente e psicologicamente. La procura dei minori di Catania ha chiesto di fare sbarcare i 13 minori di cui otto non accompagnati. Il sindaco Francesco Italia denuncia una “guerra sulla pelle di disperati” e annuncia che il Comune e l’arcidiocesi sono pronti a fare la loro parte per accoglierli”.

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Oltre 400 manifestanti si sono ritrovati nella baia di Santa Panagia: un presidio organizzato da 21 associazioni cui partecipano famiglie con bambini, alcuni dei quali tengono in mano aquiloni e palloncini colorati, mentre un gruppo di studenti della scuola di teatro della Fondazione Inda ha inscenato uno spettacolo sul tratto di costa davanti alla Sea watch, poco distante.

Minori a bordo

“Sono in contatto con le persone a bordo – dice Alessandra Sciurba, dell’associazione Mediterranea saving humans – e sperano di poter sbarcare. Sono stanchi dopo mesi di detenzione e violenze, la loro paura è di tornare in Libia. Che debbano sbarcare è fuori di discussione, dipende ormai dalla propaganda politica. Ci sono 13 minori, 8 non accompagnati, il più piccolo ha 13 anni, gli altri poco più grandi. Sono sottoposti, grandi e piccoli, ad uno stress psicologico notevole”.

“La manifestazione – ha detto Donatella Crucitti, responsabile provinciale di Emergency – è stata organizzata in modo spontaneo e ci sono famiglie che hanno dato disponibilità ad ospitare i minori”.

“La città di Siracusa è pronta ad accogliere i migranti, continuo a ricevere messaggi e chiamate di persone che intendono sostenere queste persone” ribadisce il sindaco che ha preso parte alla manifestazione alla baia di Santa Panagia, organizzata per chiedere lo sbarco dei minori dalla Sea Watch. “Non si possono tenere in queste condizioni sempre più precarie a 15 minuti dalla costa. Al momento, non conosco le ragioni per cui è stato impedito alla nave di entrare nel porto di Siracusa. Nella sede della Capitaneria di porto – spiega – è presente il difensore dei diritti dei bambini del Comune per verificare la documentazione relativa ai bambini a bordo della Sea Watch che potrebbero sbarcare”.

La risposta del ministro dell’Interno, però, non lascia margini: “Possono indagati e minacciarmi” dice Matteo Salvini, “ma io non cambio idea. In Italia si entra rispettando leggi e regole, per gli scafisti e i loro complici i porti italiani sono e resteranno chiusi. Nave olandese di Ong tedesca? Amsterdam o Berlino vi aspettano”. 

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