Dall’albero all’Itoch

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Conobbi Davide e Daniele Barbieri alla fiera dell’artigianato di Milano nel 2012 . Avevano uno stand  che rievocava una sensazione di benessere e natura.

Tutto  era inventato e costruito dalle loro abili mani –

Sullo sfondo appariva un albero di natale inconsueto, una panchina a forma della splendida 500 della Fiat e poi, cosa ancora più magica, potevi ascoltare tutta la musica che volevi senza fili e con l’aiuto di un amplificatore acustico naturale.

Il suo nome è ITOCH –( pezzo di legno in dialetto mantovano).

Del pezzo di legno ha solo l’odore e  le venature – questo congegno inventato e costruito da questi due fratelli   è ecologico, innovativo, i-tech e magico.

Sembra quasi un attrezzo uscito dalla casa delle meraviglie di Alice.

Davide è un designer che sprizza creatività e solarità da tutti i pori, la sua testa piena di capelli è l’emblema del suo ingegno. Daniele è il geometra, più tranquillo, più riflessivo, ma entrambi accomunati dalla passione per il legno, arte tramandata dal padre che  si occupava di realizzare arredamenti su misura per il settore contract. La loro azienda mantovana è colma   di oggetti di design che sprigionano la loro anima creativa.

Da questo antico mestiere hanno imparato, ideato e realizzato opere e  idee chiare e precise; quelle idee che André Gide diceva che sono le  più pericolose  perché non si osa più cambiarle. Daniele e Davide infatti, non possono più cambiarle, sono parte di loro, del loro essere e del loro saper ascoltare quel legno che nelle loro mani diventa arte. 

 

-Come avete iniziato ad intraprendere questa attività ?

Il nostro percorso professionale nasce all’interno dell’azienda di nostro padre. Una falegnameria che si occupava di realizzare arredamenti su misura per il contract dove abbiamo potuto imparare l’arte di lavorare il legno anche grazie all’aiuto di maestri falegnami che ci hanno trasmesso il loro sapere. Nel 1998 cominciamo a muovere i primi passi all’interno di quello che poi diventerà il nostro mondo. Da subito introduciamo delle novità spostando la produzione anche al mondo dell’interior design. La continua ricerca di cose nuove e l’innovazione tecnologica sono sempre state la prerogativa di questa azienda che negli anni ha saputo mutarsi ed a rimanere all’avanguardia nella realizzazione di arredamenti e non solo.

-Vi definite artisti, designer o falegnami?

In effetti si può dire che ricopriamo tutte e tre le figure.

In primis falegnami in quanto nasciamo come tali e tutt’ora ci occupiamo di quello ma allo stesso tempo anche designer dato che progettiamo tutto internamente e perché no anche artisti visto che in quello che facciamo mettiamo sempre un briciolo di follia, prerogativa questa, degli artisti.

 

-Come avete partorito l’idea dell’Itoch?

Il prodotto che ha un po’ rotto gli schemi all’interno della nostra azienda è l’iTòch, un amplificatore acustico ottimizzato per iPhone. Nasce da una intuizione avuta circa un anno e mezzo fa, nata quasi per scherzo in una estate torrida. L’idea di realizzare qualcosa di tecnologico ma che al tempo stesso non avesse nulla di tale e di poterlo realizzare con il legno ci ha affascinato subito. Era imminente l’uscita dell’iPhone 5 e quindi abbiamo pensato a qualcosa che potesse interagire con l’oggetto cult per eccellenza. Dopo circa tre mesi di prove sia estetiche che tecniche, aiutati per quest’ultime da un amico liutaio è comparso il primo iTòch. Certi che poteva essere un oggetto interessante lo abbiamo presentato per la prima volta all’artigiano in fiera a Milano per capire se effettivamente poteva avere una valenza sul pubblico. E così è stato. Attualmente è presente in circa 100 punti vendita in Italia e 7 all’estero.

 

-Cosa consigliate ai giovani di oggi che non hanno lavoro?

Attualmente ci troviamo in un periodo storico molto strano dove vengono stravolte alcune certezze e dove ci si trova in balia degli eventi.

Tutto ciò non è solo negativo. Oggi bisogna davvero specializzarsi ed essere curiosi di tutto ciò che ci circonda. Quello che era il lavoro fino a poco tempo fa ora sta scomparendo ma paradossalmente oggi è meglio di ieri. I giovani hanno la possibilità ed i mezzi per riscrivere le cose e di trovare nel mondo odierno la vera ispirazione per il futuro.

Certo non è semplice ma ritengo sia più stimolante rispetto al passato.

Hanno dimestichezza con la tecnologia, conoscono come minimo l’inglese, cose queste che fino ad un decennio fa non esistevano.

Possono girare liberamente in Europa e quindi abbattere le frontiere e lavorare in un paese unico.

Non dimentichiamo quei mestieri di “una volta” come il nostro dove non troviamo nessun ragazzo che voglia avvicinarsi a questa tipologia di lavoro dove comunque la tecnologia e la fantasia non mancano di certo.

Secondo noi oggi il lavoro non bisogna più cercarlo ma inventarselo.

Avete reinterpretato un vecchio mestiere e lo avete trascinato nella modernità, quanto è stato difficile tutto ciò?

E’ avvenuto tutto in modo naturale. La vocazione all’innovazione tecnologica è sempre stata la prerogativa per questa azienda e gli investimenti volti a rimanere al passo con i tempi ed in alcuni casi anche all’avanguardia sono sempre all’ordine del giorno.

Un nuovo progetto che bolle in pentola?

I progetti sono veramente moltissimi. Siamo sempre in movimento e le idee corrono veloci.

Expo 2015 è alle porte e stiamo lavorando per essere in prima fila in quello che sarà un evento colossale.

Anche l’estero rientra nei nostri progetti con idee di marketing nuove e molto stimolanti.

Fare un elenco di ciò che abbiamo nel cassetto sarebbe molto lungo ma invito i lettori a seguirci sulla nostra pagina di Facebook “realizzatori di idee” in modo da avere un assaggio di ciò su cui stiamo lavorando.

-Quale è la vostra fonte di ispirazione?

Tutto ciò che ci circonda è ispirazione, dalla natura alla tecnologia, dalla rivista ad internet, dalla chiacchierata con gli amici al meeting aziendale.

Essere curiosi e attenti a ciò che abbiamo intorno aiuta la mente ad elaborare idee nuove.

-Come definireste il vostro mondo?

Il nostro è un mondo senza dubbio molto creativo nel quale si segue un percorso che parte dall’idea fino ad arrivare all’oggetto finito.

Permettimi di concludere con questa citazione che rappresenta meravigliosamente il nostro mondo tratta dal racconto di Penelope “roba da matti”

“ma dove sono finito?

In una fucina di idee?

In una fabbrica di cose che prima non c’erano?

Tutto è bellissimo, qui dentro.

Gli oggetti che vedo hanno un’anima, fanno battere il cuore.

Rimango a bocca aperta.

Mi nascondo e resto qui a guardare.

Roba da matti. Qui si realizzano idee”.

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