Dispersione scolastica e prevenzione, parla il garante per l’infanzia

IL FALLIMENTO GLOBALE DELLA SCUOLA MESSINESE

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Leggo che nel corso della commissione consiliare sulla dispersione scolastica nella città di Messina il presidente Placido Bramanti e l’assessora alle Politiche Scolastiche Laura Tringali hanno avuto l’ardire di enfatizzare come la città dello stretto “si comporti meglio delle altre città siciliane, con percentuali molto più basse delle singole province e quindi della media regionale”. Secondo i dati presentati in Commissione consiliare, per quel che riguarda la scuola primaria, l’indice di dispersione scolastica, sul totale degli alunni iscritti, è dello 0,45%, con la media regionale che si attesta allo 0,57. Passando poi alla scuola secondaria di primo grado, la percentuale di Messina, 2,30%, è la più bassa dell’isola.

 In verità consiglio comunale e giunta hanno assai ben poco da festeggiare. I dati sulla dispersione scolastica forniti dal Distretto sociosanitario 26 del Comune di Messina – relativi al 2018, gli ultimi presentati – sono assai diversi e terrificanti. Nelle scuole primarie (5-10 anni) la Battisti-Foscolo raggiunge l’indice di dispersione del 4,33% (ossia sei bambine/i in carne ossa scomparse da scuola…), mentre la’IC Catalfamo il 2,75%, ma sopra il valore dell’1% ci sono pure l’IC di santa Lucia-Contesse, la centralissima Cannizzaro-Galatti e la Manzoni-Dina e Clarenza, 

Per quanto riguarda gli istituti secondari di primo grado alla Scuola Catlfamo, l’indice di dispersione raggiunge il 17,73% (25 studenti), all’IC Leopardi il 10,58% (19), Battisti-Foscolo 7,89%, A.Luciani 6,21%, La Pira-Gentiluomo 5,46%.

Meglio stendere un velo pietoso poi per quanto riguarda gli istituti secondari di secondo grado, dove la dispersione è da paese di terzo e quarto mondo e dove c’è un istituto, l’Antonello il cui indice nel 2018 ha raggiunto il 38,57% (oltre 420 studenti desaparecid@s), ma sono terribili pure gli indici registrati all’ITIS Verona Trento (16,63%) e IS Minutoli (12,65%). In particolare proprio l’Antonello (di cui, tra l’altro, è oggi dirigente l’odierna assessora all’istruzione Tringali) è un istituto che si fregia del titolo di “scuola-impresa” e cià la dice lunga sugli esiti del tutto fallimentari del processo di aziendalizzazione in atto nell’intero settore istruzione.

Che in Consiglio si esalti Messina come la “migliore della classe in Sicilia” la dice lunga sull’arroganza e irresponsabilità della classe politica dirigente locale e – ovviamente – dei vertici dirigenziali del sistema scolastico.

A. Mazzeo

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