DISTRART DALLE PENSILINE ALLE PARETI

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L’idea d’abbellire il tessuto urbano della città di Messina attraverso la Streat Art ha le gambe lunghe nel tempo ed ha visto la collaborazione e la partecipazione di ben due Assessori ai Beni Culturali della Giunta di Renato Accorinti, Sergio Todesco e Tonino Perna. Entrambi sono riusciti a farsi finanziare il progetto dalla Regione Siciliana e dall’Unione Europea, progetto che ha avuto il benestare e i soldi per la rigenerazione del tessuto urbano messinese attraverso l’inserimento nel PO-FESR 2007-2013 delle Regione Siciliana con la denominazione di: “Centro di Competenza per lo sviluppo di servizi culturali e turistici nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea”. Da questo deriva il titolo, Distrart – distretti d’arte urbana, che l’amministrazione comunale ha voluto dare all’importante iniziativa di miglioramento e abbellimento del tessuto urbano della città.

E così, mentre la nuova linea estetica del tram con le sue rinnovate pensiline ricche di narrazione prende colore grazie alla sinergia di artisti locali, tra via Magazzini generali e via Alessio Valore, in una linea di continuità con il murales di blu all’ex Casa del Portuale, le pareti dei palazzi si animano di storia, colore e significato.

La parola chiave è rigenerazione:  Questo è un luogo che la linea del tram tange” ci spiega Elena Bonaccorsi del direttivo Distrart “ma può e dovrebbe diventare una linea di snodo, di rinascita”.  

“ Artisti italiani, sotto il nome di Collettivo FX,  tutti per uno ed uno per tutti, riconosciuti nella decorazione graffitara di grandi spazi,  tra loro una sola donna, la spagnola Juliet. XIFParadossalmente l’umanità e la compassione di fronte a delle vittime, scompare per far accendere dibattiti infiniti su di chi è la colpa e su come sarebbe stato meglio fare e agire” spiega così la sua opera di Nemo’s: uomini flaccidi e nudi appesi al filo, come se spesso “asciugarli” bastasse a risolvere il problema, sono i migranti smistati che l’Europa spesso non sa come accogliere. L’opera di questo artista è forte, drammatica, controversa, oggi un signore passando urlava perché non sapeva come spiegare alla figlia questo filare di uomini tetri e nudi. La maggior parte delle persone che transitano da qui però in questi giorni sono felici di quello che stiamo realizzando. Una parete cieca che si affaccia su Piazza della Repubblica diventa con Juliet.Xif una sirena con il suo corteo, che  sbuca da un fondo maiolicato che ricorda i legami della nostra terra con il mondo spagnolo ed arabo. Il rapporto controverso tra Messina ed il suo mare rappresentato invece In Via Magazzini Generali in prossimità del parcheggio Cavallotti, i due artisti Antonio Anc & Poki mescolano tecniche e stili per rappresentare Messina come un paguro cavalcato da un marinaio gigante che imbraccia una forchetta gigante come fiocina, ci dicono gli artisti “Metamorfosi e vincolo imprescindibile tra mare e città. Una città arroccata le cui pieghe del guscio ricordano la speculazione edilizia sui monti messinesi, in cui il faro rappresenta l’apice del rapporto uomo-mare, punto di riferimento per i viaggiatori, mentre il paguro, puro e senza metamorfosi, con il marinaio che ci si siede su, rappresenta il mare“.

Via Valore, luogo di molti pendolari dello Stretto,  è diventata “la casa” del Marinaio Lillo di SeaCreative con un pesce sotto il braccio che da’ le spalle al mare: nei suo occhi la nostalgia dell’emigrante, del cittadino che torna a casa dopo una giornata di lavoro, di chi si lascia alle spalle la fatica guardando verso il futuro.

E poi, ai bordi di Distrart, la linea di costa di Maregrosso, pensata  non più come linea velenosa di abusivismo e discariche incontrollate, ma come una nervatura nevralgica per restituire a Messina il suo rapporto sommerso con il mare come dimostra, vicino al relitto di Maregrosso, il Nettuno annegato del Collettivo FX, genius loci che urge recuperare. 

Elena Bonaccorsi ci racconta che l’idea iniziale era di partire dalle periferie urbane, da Giostra per esempio, le dico che in realtà nel 1995 proprio lì si compì un’operazione di arte contemporanea ante litteram; infatti  di fronte alla parrocchia di S. Matteo Luigi Ghersi realizzò un murales raffigurante un cavallo insieme ad alcune sculture in bronzo per offrire una rigenerazione in chiave artistica della piazza.

Ma le pareti continueranno a narrare ancora come dimostra, fronte mare, su una parete degli ex magazzini generali,  un grande serpente dalle spire rosse di Luca Zamoc che richiama la storia di Giasone, il quale in un gioco di forza,  sfida il drago. Il porto come luogo di passaggio, di attracco e di ripartenza l’artista  ripropone il mito degli Argonauti che passarono dallo Stretto per raggiungere la Colchide come se la nave Argo fosse ormeggiata davanti, pronta a salpare per continuare il viaggio che spesso purtroppo, nei nostri mari, ha un esito drammatico e nefasto.

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33 anni, fiero di essere nato in uno dei luoghi più belli al mondo, laurea in Conservazione dei Beni Culturali ind. Archeologico conseguita nel 2005 a Viterbo con il massimo dei voti, formazione affinata poi con tanti altri successivi step. “Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti” dice molto di me questa frase tratta da un tram che si chiama desiderio, un’apertura verso l’altro e verso il mondo che porta con sé bellissime occasioni di conoscenza e qualche immancabile delusione; mi specchio spesso nel mio gatto: riservato, deciso, indipendente, sofisticato, con una certa passionalità primigenia. Scrivere è per me una linfa vitale, una valvola di sfogo spontanea, una esigenza comunicativa profonda. Lunatico, sognatore, divoratore di libri ma con i piedi ancorati alla realtà, l’archeologia e l’arte sono per formazione e per passione due mie compagne di viaggio, viaggiare è per me il motore di scoperta della realtà più accattivante. Versificare invernale edizione il Gabbiano ed il Mare Vetrato, edizione Pungitopo, sono due mie piccole sillogi poetiche che condensano in versi il mio vissuto ed il mio sentire.

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