Orietta Berti a Galati: sto dalla parte dei discriminati

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Foto di Franco Parafioriti
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In concerto a Galati Mamertino ci concede una intervista. L’usignolo di Cavriago riflette sulla società in cui viviamo, definendola “terribile”.

Un’icona della musica che con oltre 15 milioni di dischi venduti ha fatto cantare e ballare milioni d’italiani e non solo. Amata per il suo grande talento e la sua proverbiale simpatia, Orietta Berti è nota anche per aver accostato a questi 50 anni di carriera, altrettanti anni di impegno sociale e civile. Dalle battaglie per i diritti dei gay alla lotta contro i tumori, l’usignolo di Cavriago non si è mai tirata indietro.

Per le strade di Galati Mamertino, una delle 23 tappe del suo tour di concerti estivi, ci dice cosa pensa dell’attuale società che vorrebbe più umile mentre sembra essere improntata all’odio.

Lei lottava per i diritti dei gay ante litteram e oggi viene definita icona gay oltre che icona della musica italiana.

Io sono sempre stata dalla parte dei diritti, non solo dei gay ma di tutta la gente che viene discriminata. In questi anni ho fatto molta beneficienza e sono felice di averla fatta. Con Carlo Ancelotti ho contribuito all’acquisto di una nuova macchina per il trattamento radiante dei tumori destinato al reparto di Radioterapia Oncologica del CORE di Reggio Emilia: un acceleratore lineare di ultima generazione di 4 milioni e mezzo. All’ospedale di Bongiovanni abbiamo contribuito all’acquisto di una camera iperbarica, dovevamo fare la campagna in un anno e mezzo e invece l’abbiamo fatta in sei mesi. Certo non si può fare beneficienza dappertutto, come mi chiedono in ogni posto in cui vado, ma sono contenta per quello che riesco a fare.

Come vede la società attuale?

Quella in cui viviamo è una società terribile! Basti pensare alla televisione ci sono intere trasmissioni costruite sui racconti d’odio che andrebbero soppresse! Non si possono incitare le ragazze a offrirsi agli uomini, non si possono ridicolizzare le persone anziane e senza andare troppo lontano non si possono illudere così tanti giovani con queste gare che offrono una visibilità temporanea spacciandola per successo. Quando quei giovani capiscono di non aver raggiunto un bel niente, subentra la depressione. Anche chi come me ha 50 anni di carriera, domani deve ricominciare da capo e questo i giovani non lo sanno.

Grandi uomini e grandi donne hanno attraversato la sua vita, chi l’ha particolarmente ispirata?

Ho avuto l’onore di conoscere Papa Francesco e mi è rimasto nel cuore, perché è una persona talmente umile che quando la incontri ti fa sentire davvero piccolina.

C’è qualcosa che non è riuscita a realizzare?

Non saprei…nel tempo sono riuscita a realizzare tutto, fatta eccezione per “La festa dell’Orietta” che avrei dovuto fare con Bibi Ballandi che è stato un grande della televisione. Purtroppo lui è morto e nonostante ci sia ancora tutto il suo staff, manca lui! Non ho potuto realizzare la gioia di questa serata

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