e in clinica si cura la coscienza di essere donna

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Qualche giorno fa mi sono recata al policlinico e, devo essere sincera, non ne ero affatto entusiasta. L’idea dell’ospedale mi mette in ansia anche quando, come in questo caso, dovevo solo parlare con delle persone, dei medici. Appena arrivata al reparto di Ostetricia e Ginecologia, però, mi si piazza davanti una incubatrice con un bambino appena nato, era stata appena fatta una magia. La sala d’aspetto era piena di pancioni, parenti e papà in nevrotica attesa (cosa saranno mai delle ore in confronto a nove lunghi mesi??).

Purtroppo non ho tempo di andare al nido per  rifarmi gli occhi con quegli amabili cuccioli e mi reco all’Ambulatorio per straniere dove incontro la Dott.ssa Borrielli che da tre anni assiste e vigila i bambini di gran parte delle donne straniere e  le adolescenti messinesi.  La dott.ssa Borrielli è giovanissima e sorridente, mi spiega subito che l’ambulatorio nel quale lavora è interamente dedicato a straniere ed adolescenti che ogni Mercoledì possono usufruire gratuitamente del servizio. La caratteristica di questo tipo di ambulatorio è che le pazienti non hanno la necessità di prenotazione, è un canale preferenziale che permette alle donne straniere di eseguire controlli di routine, di fare il PAP- TEST e di sottoporsi all’indagine per la funzionalità tiroidea. Le dottoresse, tra le quali la dott.ssa Pizzo che si occupa di adolescenti, aiutate da opportuni opuscoli in lingua  (arabo,cingalese, e lingue europee) cercano di fare prevenzione, soprattutto per quel che riguarda il virus HPV, e di educare sessualmente le donne di domani. L’HPV è un virus trasmettibile per contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) e indirettamente in luoghi poco puliti. Il rischio di contrarre il virus aumenta proporzionalmente ai partner sessuali ed è massimo tra i 20 e i 35 anni. Il PAP-TEST è un controllo che individua le lesione al collo uterino e individua anche la presenza di infezioni virali, batteriche e micotiche. L’infezione è asintomatica nella maggior parte dei casi in altri, invece, si manifesta attraverso condilomi in sede genitale.  L’attività di prevenzione è fondamentale dal momento che dal febbraio 2007 è disponibile un vaccino; si è stimato che ogni anno in Italia sono circa 3.500 le donne che contraggono il cancro al collo dell’utero e  che circa il 75 % delle donne entri in contatto con il virus almeno una volta nella vita. Il vaccino è gratuito fino ai 12 anni e soltanto in Sicilia viene distribuito previo versamento (50 euro circa), presso le aziende ASP.

I dati dell’ambulatorio dicono che la maggior parte delle straniere a Messina provengono dal continente asiatico, seguite dalle donne dell’Euorpa dell’Est, del Nord Africa. Ci sono differenze tra noi e loro? Come previsto la dott.ssa, Borrielli mi risponde di no, anzi le cingalesi e le filippine, mi dice, stanno anche meglio di noi italiane, tra di loro infatti c’è una scarsa incidenza dell’HPV.  Il rapporto tra medico e paziente non è costante, le donne straniere si rivolgono all’ambulatorio solo se incinta o se mostrano sintomi. Non c’è neanche differenza nel numero di figlio tra noi e loro, le asiatiche soprattutto sono donne lavoratrici che non possono permettersi più di due figli, l’età media delle partorienti è di 31 anni. Differente invece il caso delle marocchine che sono totalmente dipendenti dal marito e che devono chiedere al proprio partner qualsiasi cosa riguardi la cura o la contraccezione, ma questo va da sé è un fattore del tutto culturale. Le più costante sono sicuramente le cingalesi e le sri lankesi, meno costanti invece le donne dell’est e le marocchine.

Tra le cose dette dalla dott.ssa Borrielli una mi ha colpito più di ogni altra: capita di frequente, quando ci sono problemi nella comunicazione tra medico-paziente, che donne anche fino a quel momento sconosciute intervenissero in soccorso dell’altra creando una catena solidale non indifferente ed è, forse, l’unica differenza che ho notato tra noi e loro.

Come detto prima la Dott. Pizzo si occupa dell’ambulatorio per adolescenti, i motivi per i quali le adolescenti si rivolgono all’ambulatorio sono diversi: visite di controllo, contraccezione e disturbi del ritmo mestruale (ovaio policistico). Per le adolescenti è molto importante l’educazione sessuale e sanitaria, conoscere il proprio corpo e imparare a difenderlo. È questa la missione fondamentale: cercare di rendere più consapevoli le adolescenti; il PAP-TEST, infatti, viene eseguito anche a loro, pur non avendo l’età adeguata, per inculcare la mentalità della prevenzione. Tra le adolescenti c’è una scarsa incidenza di straniere, che si rivolgono all’ambulatorio solo se ne hanno bisogno. Il quadro delle adolescenti di oggi è paradossale: sono talmente tanti i canali di informazioni che si crea un vero e proprio panico; un’informazione smentisce l’altra e non c’è alcun senso. Le adolescenti gravide provengono prevalentemente da stati disagiati della società, spesso sono loro stesse figlie di ragazze madri. Diventa fondamentale a questo punto l’arma della prevenzione e dell’educazione sessuale.

Le donne che si rivolgono a questo tipo di ambulatori hanno la possibilità di crescere come donne coscienti del loro corpo, di come funziona e di come è giusto che venga protetto.

Questa importante punto di riferimento per le donne di ogni età e di ogni nazionalità deve essere protetto e pubblicizzato e dovrebbe essere sovvenzionato dall’azienda ospedaliere che attualmente non provvede in nessun modo al mantenimento dell’ambulatorio.

 

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