FITTA CORRISPONDENZA ARTISTICA TRA MESSINA E TORINO

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Doppio Capolavoro, Antonello da Messina dalla Sicilia a Torino” il titolo della mostra ospitata nelle prestigiose sale di Palazzo Madama, dal 21 aprile al 27 maggio 2016.

Un viaggio eccezionale nell’ottica dell’art sharing quello reso possibile grazie al sostegno economico della Reale Mutua e del partenariato fortemente voluto dal Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e della Fondazione Torino Musei con il Museo Interdisciplinare regionale Maria Accascina di Messina, nell’ottica di fare sistema con altre analoghe realtà istituzionali ed ampliare le opportunità di fruizione di grandi capolavori.

Nella stessa ottica si muove il Museo messinese, nella persona della direttrice dott.ssa Caterina Di Giacomo, che già con la  mostra dello scorso autunno L’Invenzione futurista. Case d’Arte di Depero organizzata in collaborazione con il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ha mostrato un chiaro interesse verso iniziative di questo tipo in grado di produrre effetti considerevoli sulla visibilità nazionale ed internazionale della struttura regionale e sull’incremento dei visitatori.

L’art sharing riguarda la piccola tavola bifronte del Museo Regionale di Messina attribuita al pittore dello Stretto il notissimo ritratto Trivulzio di Palazzo Madama firmato e datato 1476 posti in un’affascinante corrispondenza. Vergine con Bambino ed Ecce Homo dialogheranno con le sapienti superfici cromatico espressive del ritratto torinese, punta di diamante della collezione.

Come spiegato dall’assessore Carlo Vermiglio l’art sharing che permette di mettere eccezionalmente a confronto due opere e di interrogarsi sul celebre siciliano.

Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua, ha dichiarato- “Riteniamo che l’arte e la cultura siano due componenti fondamentali per lo sviluppo e la crescita e siamo lieti di sostenere questo prestigioso evento che permetterà di apprezzare al meglio questi due capolavori del celebre Maestro siciliano, tesoro del patrimonio artistico italiano.

Ma conosciamo i due protagonisti della mostra: il primo è il Ritratto d’uomo (Ritratto Trivulzio)

Custodito presso il Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama, firmato e datato 1476, anno cruciale nella produzione e nella biografia di Antonello che dopo l’esperienza veneziana si appresta a tornare in Sicilia. 

Anche se non conosciamo il nome del personaggio ritratto in quest’olio su tavola né la precisa provenienza originaria ne cogliamo sicuramente la solennità statuaria, e la natura più intima e profonda. Questo avviene grazie al trattamento del soggetto con una visione lenticolare che si confronta e supera la tradizione fiamminga tramite l’attenzione a dettagli minuti come le ombre che disegnano un volto non più giovanissimo, il leggero arrossamento degli occhi, le sopracciglia disordinate, la barba che accenna a ricrescere o le minime imperfezioni della pelle.

La potenza dello sguardo ha fatto di questo ignoto personaggio una celebrità, portando a diversi tentativi di coglierne la personalità ora arrogante, ora beffarda, ora sfrontata.

Il secondo è una piccola tavola che raffigura Madonna con il Bambino benedicente e francescano in adorazione (recto) ed un Ecce Homo (verso) acquisita dalla Regione Sicilia nel 2003 e custodita presso il Museo Regionale di Messina.

Questa tempera ed olio su tavola venne con ogni probabilità commissionata dal fraticello ritratto sul recto, forse appartenente al convento messinese di Santa Maria del Gesù.

I repertori tardogotico e durazzesco catalano fungono da modello per il trompe-l’œil di straordinaria inventiva del quadrifoglio “scolpito” sul verso volto ad incorniciare l’immagine del Cristo, con il cappio al collo, dai tratti femminei e lontano dal tipico patetismo delle successive raffigurazioni dell’artista.  

La straordinaria qualità della pittura ha imposto l’opera all’attenzione della critica ponendola  al centro di un acceso dibattito attributivo; oggi la si fa rientrare nei parametri culturali della produzione giovanile di Antonello collocandola cronologicamente intorno al 1465.

Il dialogo tra i due capolavori consente di focalizzare le caratteristiche che hanno reso Antonello da Messina uno dei principali maestri del Rinascimento nonché il primo pittore italiano di statura veramente europea, capace di confrontarsi con i grandi artisti della nuova pittura fiamminga e insieme con la tradizione italiana.

Ma non finisce qui, la conversazione continuerà e si allargherà poi a Messina dove, presso il Museo Regionale dal 1 giugno al 10 luglio 2016, le due opere si troveranno inserite in un contesto pittorico e culturale “familiare” e ricco di spunti, primo fra tutti lo straordinario polittico di S. Gregorio unica opera, sicuramente di Antonello, presente nella collezione.

Dal 1914, l’ex filanda Mellinghoff, è il  luogo deputato a custodire la memoria della millenaria cultura messinese e dell’artista.

Questa mostra è un importante segnale di rinascita e di dialogo proficuo delle città sotto l’egida dell’arte.

Giuseppe Finocchio 

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33 anni, fiero di essere nato in uno dei luoghi più belli al mondo, laurea in Conservazione dei Beni Culturali ind. Archeologico conseguita nel 2005 a Viterbo con il massimo dei voti, formazione affinata poi con tanti altri successivi step. “Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti” dice molto di me questa frase tratta da un tram che si chiama desiderio, un’apertura verso l’altro e verso il mondo che porta con sé bellissime occasioni di conoscenza e qualche immancabile delusione; mi specchio spesso nel mio gatto: riservato, deciso, indipendente, sofisticato, con una certa passionalità primigenia. Scrivere è per me una linfa vitale, una valvola di sfogo spontanea, una esigenza comunicativa profonda. Lunatico, sognatore, divoratore di libri ma con i piedi ancorati alla realtà, l’archeologia e l’arte sono per formazione e per passione due mie compagne di viaggio, viaggiare è per me il motore di scoperta della realtà più accattivante. Versificare invernale edizione il Gabbiano ed il Mare Vetrato, edizione Pungitopo, sono due mie piccole sillogi poetiche che condensano in versi il mio vissuto ed il mio sentire.

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