Giostra, la web serie “made in Messina”

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Internet ha un potenziale tale da riuscire ad asfaltare completamente i media tradizionali, abbatterli ad uno ad uno in ogni campo possibile grazie alla grande apertura alle novità e alle idee di ogni persona e a tanti altri fattori spessi discussi, ammirati o criticati nei discorsi dei sociologi o di semplici opinionisti. La grande battaglia giocata tra il web e la tv, il più grande e amato tra i media vecchio stampo, si gioca a colpi di video, audio, streaming e social network in cui uno, internet, cerca di assorbire l’altro ed assumere una volta per tutto quel ruolo di collante sociale e familiare che la tv gioca ormai da più di mezzo secolo. A favorire la rete, soprattutto in chiave futura, c’è il grande potenziale espresso dai milioni di utenti connessi da tutto il mondo e, soprattutto, dalla fantasia di tantissimi ragazzi in grado di inventare e creare nuovi modi di fare informazione e, perché no, di realizzare opere di ottima fattura e mostrarle al mondo intero. Un esempio lampante di questa immensa creatività sfruttata in pieno dai siti di tutto il mondo è rappresentato dalla grande varietà di video di youtube che mostrano talenti di ogni parte della Terra esibirsi e riscuotere successi o critiche. Possono nascere, inoltre, nuovi generi che ricalcano i format tradizionali e si diffondono in tutto il mondo per essere prontamente ammirati e imitati in un circolo virtuoso che permette alla rete di rafforzarsi e fare degli utenti la propria forza. Uno dei casi maggiormente rappresentativi di questo fenomeno è quello delle webseries, serie tv che prendono a modello i telefilm classici, ricalcandone temi e strutture, con due piccole, grandi differenze: la durata di una puntata varia dai 10 ai 20 minuti contro i canonici 40 dei più acclamati telefilm visti in tv; il mezzo che li ospita non è quello televisivo ma è, come dice risulta ovvio dal nome stesso, esclusivamente la rete. In Italia ha riscosso grande successo nei mesi scorsi la serie “Freaks!” realizzata da sei ragazzi romani (molti di loro già volti noti di youtube) e ambientata proprio nella capitale. Il web è impazzito e il numero degli spettatori della serie è andato alle stelle, toccando quota  100mila fan con più di 8 milioni di visualizzazioni solo nei primi mesi. Un exploit strepitoso per dei ragazzi poco più che ventenni e privi di budget o sponsor. Non molti sanno, però, che un precursore di questa serie, in ambito italiano, è stato realizzato in quel di Messina e porta il titolo di “Giostra”. A differenza di Freaks, però, il contesto e l’argomento trattato nella mini-serie è totalmente diverso: non si parla di superpoteri, non si mostra un mondo pieno di viaggi nel tempo e misteri sovrannaturali, ma si ambienta il tutto in una Messina divisa dalla lotta tra clan mafiosi, una realtà spesso associata al sud ma ormai diffusa in ogni parte d’Italia. “Purtroppo la mafia in quest’ambito funziona,” spiega Antonello Piccione, ideatore e regista della serie, “è un ottimo modo per creare suspance e far sì che le persone ti guardino. Voglio raccontare degli uomini, dei problemi. I mezzi, purtroppo, incidono tanto sulla storia: se ci fosse un gruppo di investitori a sostegno di questo prodotto si condurrebbe e scriverebbe in maniera diversa. Hanno considerato il prodotto un prodotto coraggioso, considerata la povertà di mezzi”. Ciò che sottolinea più volte il regista è l’assoluta mancanza di fondi e aiuti nella realizzazione di un’opera considerata sì coraggiosa e innovativa ma “snobbata” al momento degli investimenti, così che può essere portata a termine soltanto grazie al costante impegno di tutti i membri dello staff, prodigatisi gratuitamente per questo progetto. Anche a questo è dovuta la scelta del web come mezzo di trasmissione, proprio perché considerato un media “povero” in quanto i costi di accesso e trasmissioni sono completamente azzerati e garantisce una fruizione potenzialmente mondiale. La storia dei clan è un crescendo, in attesa della quinta puntata di una serie, la prima, che dovrebbe contarne un totale di dodici. “Spesso mi è stato chiesto perché non ci sono colpi di pistola o scene di violenza” racconta Alberto Molonia, il boss Luciano nella storia di Giostra, “questo è perché si sono mostrati fatti concreti, seri, volti a gonfiare la storia e accentuare l’attesa. Nella quinta ci sarà molta più azione. Diciamo che anch’io da giovane, vivendo in certe zone, invece di prendere la strada giusta avrei potuto prendere quella sbagliata, come tanti coetanei del tempo”. Quella di cui parla Molonia è una realtà che tocca da vicino anche la nostra città, piena di quartieri considerati a rischio e di ragazzi viventi in condizioni particolari e che, facilmente manipolati dalle organizzazioni mafiose, rischiano di prendere la cattiva strada mostrata nella serie. Ma, come tiene a sottolineare Piccione, “noi non stiamo girando Mary per sempre, è una cosa un po’ diversa. I personaggi di Giostra si evolvono: per esempio, il suo personaggio, Luciano, riesce a cambiare passando da negativo a positivo. Vogliamo raccontare il cambiamento, in questo caso dal male al bene. Invece il personaggio complementare di Luciano, interpretato da Lucio Cucinotta, è un ragazzo disoccupato con tanti problemi alle spalle, laureato, che da personaggio positivo purtroppo diventa negativo. Noi vogliamo, nel nostro piccolo, raccontare anche queste cose, questi problemi sociali gravi come la disoccupazione”. Non solo mafia, quindi, ma anche tanti problemi quotidiani che i protagonisti della storia affrontano durante le loro vite e che tracciano un solco profondo nelle loro esistenze, portando anche grossi cambiamenti nelle personalità di ogni singola persona. “Luciano è un uomo di spicco, potente, nonostante i propri problemi. Riesce a reagire e maturando capisce che la cattiva strada non porta da nessuna parte e cerca di correggerla gradualmente” spiegano i due, alternandosi, “anche se è difficile uscire da questo mondo. Così si arriva prima alle cose, tutto è più facile, mentre guadagnarsi da vivere onestamente spesso non lo è. Tanta gente cerca di restare sulla retta via e arriva molto tardi alla realizzazione dei propri obiettivi ma ne vale veramente la pena”. Quanto è importante guadagnare ogni cosa? Raggiungere ogni obiettivo con molti sacrifici e col sudore frutto del proprio duro lavoro? È questo uno dei temi principali della serie e su cui entrambi, regista e protagonista, sono completamente d’accordo ed è proprio ciò che cercano di spiegare anche utilizzando questo lavoro. Le difficoltà, però, sono molte. Il web, anche se globale, colpisce un target prevalentemente giovanile precludendo una fetta di mercato, soprattutto quella degli anziani, che potrebbero trovare il prodotto molto interessante. L’assenza di fondi, il “no” di molte televisioni e la mancanza di particolari attrezzature “limita” tecnicamente un lavoro che, ciò nonostante, risulta molto apprezzato anche a livello nazionale. Un’opera del genere, fresca e di breve durata, può colpire e creare molta aspettativa nel pubblico non solo siciliano ma in tutta Italia. In attesa della quinta puntata, di cui è presente su youtube il teaser trailer (http://www.youtube.com/user/GIOSTRAserieweb#p/u/6/OwBqZZsAO_Y), non si può non ammirare un lavoro così ben fatto, visti soprattutto gli elementi già citati e tutti i problemi che ragazzi normali trovano nella realizzazione di una serie tv. L’impegno, la passione e la bravura portata in scena dai ragazzi che girano insieme ad Antonello Piccione e Alberto Molonia fa sì che questa serie possa competere in un mondo, quello di internet, ricco di opportunità ma subito pronto a gettarti nel dimenticatoio impietosamente. Se dopo più di un anno dalla pubblicazione della prima puntata ancora si parla di loro il motivo non può che essere l’ottima fattura dell’opera, sperando che, come per i personaggi raccontati attraverso le riprese, anche per Giostra si possa trattare di un bellissimo “crescendo”.

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