I ciak di “Amore cieco”; sboccia l’opera del giovane Russo

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Lo scorso 30 giugno l’avevamo visto trionfare nella sezione “Racconti per corti” del concorso nazionale indetto dal portale raccontinellarete.it e rivolto a tutti i giovani scrittori e sceneggiatori pronti a mettersi alla prova e tentare la scalata verso un sogno partendo da un concorso letterario. Oggi l’abbiamo incontrato nuovamente per sapere qual è stata l’emozione di vedere il proprio lavoro, “Amore cieco”, realizzato nell’arco di una giornata dalla Scuola Cinema Immagina di Firenze. Alessandro Russo, 27enne sceneggiatore messinese, vincitore della seconda edizione del concorso già citato e già incontrato dal nostro sito all’indomani della vittoria, è tornato a casa dopo aver visto la scuola di cinema e il regista Giuseppe Ferlito alle prese con la produzione del suo corto e noi de “il carrettino delle idee” l’abbiamo incontrato nuovamente per farci raccontare come ha vissuto questa esperienza.

Alessandro, com’è stato vedere il proprio lavoro “vivere” in scena?

È stata un esperienza più che positiva. Trattandosi della prima, vera produzione di un lavoro da me scritto ho avuto modo di imparare moltissime cose, i movimenti della troupe sul set, tutto l’aspetto tecnico, il punto di vista di chi è dietro la cinepresa e di osservare la grande professionalità degli attori coinvolti nell’opera. Cyro Rossi e Caterina Falvo, interpreti di Giacomo e Chiara, i protagonisti della storia, sono stati bravissimi ad incarnare alla perfezione i personaggi principali, ma molto importanti sono state anche le comparse e gli attori che hanno interpretato ruoli secondari, che ringrazio per il tempo messo a disposizione nelle scene realizzate all’interno del bar.

Dov’è stato allestito il set e quante ore servono per realizzare un cortometraggio di questo tipo?

Le scene sono state girate nell’arco di una giornata, dalle 9.30 alle 19.30, in un set diviso in due parti, tra Massarosa e Lucca. A Massarosa sono stati scelti gli studi di RMS, Radio Massarosa Sound, per girare le scene all’interno di una radio, parte fondamentale della storia, mentre a Lucca i ciak sono stati battuti nel centro storico di piazza Duomo e in particolare all’interno del bar Girovita. Lucca è una città davvero bella, molto caratteristica e non vedo l’ora di tornarci. Il 15 ottobre sarò lì per l’anteprima del corto e per la premiazione, nell’ambito della manifestazione LuccAutori.

Sei soddisfatto di come è stata realizzata la tua opera e del lavoro svolto sulla base della tua sceneggiatura?

Molto. Come già detto sono molto contento di tutto il settore tecnico, dagli attori a tutto il resto della troupe. Sono entusiasta anche dell’eco mediatico creatosi intorno a questo mio piccolissimo lavoro, con giornali come La Nazione e siti specializzati come MyMovies.it e Sceneggiatori.com a dare notevole risalto alla sceneggiatura. Se si considera, inoltre, che proprio i due siti sono sponsor ufficiali del premio e che questo concorso è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali non posso che essere soddisfatto e attendere con ansia la presentazione del lavoro, che si terrà alla presenza del regista e attore Silvio Muccino e della sua celebre collaboratrice, Carla Vangelista.

Cosa ti senti di consigliare a ragazzi che come te si accingono ad entrare nel mondo del cinema e sognano di diventare sceneggiatori o registi?

Quello che consiglio loro è di vivere esperienze come queste, di stare su di un set, anche piccolo come quello di un cortometraggio, per “imparare” il cinema dal vivo. Sui libri non si possono apprendere certe cose, dalla tempistica alle meccaniche che girano dietro la cinepresa, bisogna viverle in prima persona per farle proprie e tentare di apprendere fino in fondo i segreti di quest’arte. La cosa fondamentale, però, è ciò che ti resta dentro alla fine delle riprese, quando tutte le luci si spengono e il cast si divide: la consapevolezza di aver condiviso e di aver conosciuto persone meravigliose che condividono il tuo stesso sogno e con cui hai lavorato per trasformare un’idea scritta su un foglio di carta in qualcosa di più, in un mix di luci, colori e movimento.

Quali sono i progetti per il tuo futuro? Cosa ti aspetta dopo la presentazione ufficiale di “Amore cieco”?

Innanzitutto il corto verrà inserito nel circuito dei festival nazionali e spero che possa portare a me e tutta la troupe molte soddisfazioni. Si sta lavorando, inoltre, per un eventuale passaggio televisivo, anche se al momento non c’è alcuna certezza. La speranza è quella di far conoscere il lavoro anche in Sicilia, attraverso i festival e le manifestazioni sparse in tutta l’isola, e che magari “Amore cieco” sia un trampolino di lancio per i progetti futuri, come il documentario che sto scrivendo da anni e che presto sarà concluso o il soggetto de “Il Babysitter”, già vincitore del HorrorMovie.it Festival 2011 a Roma e inviato ad altri concorsi in tutta Italia.

Un’ultima domanda: a chi dedichi questo primo, importante lavoro?

Alla mia famiglia, che mi ha sempre seguito e supportato. Ne approfitto anche per ringraziare il cast, gli attori, la Scuola di Cinema Immagina e il Dott. Demetrio Brandi per aver creduto nel mio soggetto sin dall’inizio e per averlo realizzato.

Mancano ormai pochi giorni all’anteprima di “Amore cieco” ed Alessandro Russo non sta più nella pelle. Chissà che questa possa essere veramente una rampa di lancio per la carriera di un giovane messinese come lui, chissà che non possa davvero sfondare nel campo cinematografico e portare i nostri colori in giro per l’Italia e per il mondo. La sua carriera è ancora all’inizio ma bisogna essere orgogliosi di veder sbocciare questo giovane talento, nato e cresciuto nella nostra città, e bisogna augurargli una splendida carriera nella speranza che possano essere tanti i giovani che riescano a trovare la propria strada, in quest’Italia che ormai troppo spesso fa di tutto per tarparti le ali invece che agevolare il volo di ragazzi e ragazze cresciuti con l’amara sensazione che poco probabilmente vedranno realizzarsi i propri sogni nel cassetto.

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