I Consiglieri di Renato Accorinti abbandonano la nave.

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“Puoi anche dire che si dovevano fare più incontri e questo era anche possibile ed è migliorabile ma non è che prendi e te ne vai. Butti l’acqua con tutto il bambino e no, questo non l’accetto. Ma rispetto, rispetto le volontà degli altri”.

Non è piaciuta al Sindaco di Messina, Renato Accorinti, la frattura che Nina Lo Presti e Luigi Sturniolo hanno creato con la loro fuoriuscita dal gruppo consiliare della lista civica Renato Accorinti sindaco di Messina.

“Trovare una città messa in un dissesto come questo, confessa quasi sottotono e seduto alla buona su un tavolino di vetro, tra una montagna di debiti e lo stupro culturale a cui abbiamo assistito comporta una “cambio di mentalità” complesso e difficile, realizzare un progetto. Ora realizzare un progetto di questo genere, tenendo conto che me l’hanno chiesto e che io non avevo mai fatto una campagna elettorale, comporta che dobbiamo arrivare almeno sulla luna. Ora partiamo e all’inizio, manco arriviamo all’atmosfera e c’è qualcuno che dice ce ne andiamo…ma questo è un tradimento al progetto. Mi puoi anche dire che alcune cose non sono andate bene… ma non si può mettere indubbio la mia volontà sul concetto di partecipazione ( era proprio l’accusa di mancata partecipazione alla decisioni della Giunta che aveva fatto storcere il naso alla Lo Presti e in qualche qual modo anche a Sturniolo).

Che il piano di riequilibrio abbia creato scompiglio all’interno del movimento e tra i consiglieri lo dimostrano non solo le parole del Sindaco ma anche i tre incontri assembleari che si sono tenuti l’altra settimana tra gli attivisti di CMdB, dove invece di vedere di trovare delle soluzioni condivise e fare una scelta ponderata tra il disseto ed il piano di riequilibro si è preferito fare volare gli stracci, tanto che voci di corridoio hanno detto che Renato Accorinti ha dovuto ingoiare dal presidente del circolo del PRC Peppjno Impastato l’accusa di essere un Fascista, per la mancanza di una certa qual “Democrazia Centralizzata” nelle scelte politiche fatte in quest’anno di sindacatura.

Pur avendo dato alle sue dichiarazioni un taglio politico personalistico , l’obiettivo del Sindaco e della Giunta rimane fermo ed è quello di fare approvare al Consiglio Comunale un Piano di riequilibrio da 370 Milioni.

Su questa scelta, a detta del Sindaco, anche la sua base sarebbe d’accordo. “ Tra dissesto e piano di riequilibrio in tutte e tre le riunioni infinite che abbiamo fatto con il movimento di CMdB nessuno ha mai alzato la mano a favore del dissesto e non potrebbe essere diversamente se pensiamo che il dissesto la prima cosa che fa è quella di togliere l’autonomia politica e dopo che l’abbiamo conquistata e come se ci fosse un’altra elezione”.

In realtà oggi si è tenuta anche un’affollata conferenza stampa dei due Consiglieri di CMdB, i quali hanno messo l’accento sulle pecche e i costi che il Piano di riequilibrio avrebbe per la città e le motivazioni sia del loro voto negativo in Consiglio che della loro fuoriuscita dal gruppo consiliare. E mentre Nina Lo Presti si è soffermata sugli aspetti tecnici, rilevando tutta una serie di pecche formali che analizzando le partecipate, le spese per il personale e i debiti da contenzioso giudiziario preannuncerebbero comunque un piano di lacrime e sangue a totale carico delle fasce più deboli senza che i veri responsabili del dissesto della città paghino alcunché, tanto da farla concludere che pur essendo un piano tecnicamente formale la domanda inespressa è se esso sia altrettanto “morale.

Luigi Sturniolo ha preferito mettere l’accento sugli aspetti politici e sui ritardi con il quale il piano di riequilibrio è stato posto all’attenzione dei Consiglieri. Ed invero, Il piano reso pubblico il 27 d’Agosto entro le ore 24 di stanotte, 3 Settembre, dovrà passare al vaglio della Commissione Bilancio, approvato dai i Consigli dei singoli quartieri ed infine approvato in Consiglio Comunale. “Questa è una cosa antidemocratica e non è una cosa di secondaria importanza ma politicamente questo piano di riequilibrio, fatto di tabelline, non tiene conto della storia di questa città, della mappa di flussi finanziari che in questi anni hanno determinato tutti questi debiti. Il mio compito non è quello di dire se in questi debiti ci sono reati o corruzioni, questo spetta alla magistratura, il mio compito, politico, è pero dire che cosa c’è in questi debiti, cosa sono o come si sono formati, se vi sono delle responsabilità politiche o se le formazioni politiche che stasera molto probabilmente approveranno il piano hanno delle responsabilità politiche sulla formazione di questo debito che i cittadini andranno a pagare. E’ chiaro che tutto questo in tale breve tempo non è stato possibile”.

Pietro Giunta         

Riceviamo e pubblichiamo la rettifica del periodo ” voci di corridoio hanno detto che Renato Accorinti ha dovuto ingoiare dal presidente del circolo del PRC Peppjno Impastato l’accusa di essere un Fascista, per la mancanza di una certa qual “Democrazia Centralizzata” nelle scelte politiche fatte in quest’anno di sindacatura.”

“L’affermazione, pronunciata all’interno dell’assemblea consultiva indetta dai consiglieri Lo Presti e Sturniolo, non è da attribuire, come erroneamente riportato, al segretario del circolo “Peppino Impastato” ma dal sottoscrivente Alibrandi Sergio, semplice componente della base elettorale di questa giunta. Tale l’affermazione,indubbiamente violenta e lesiva se estrapolata dal contesto in cui è stata pronunciata, è stata circostanziata da un’analisi della politica messa in atto dall’amministrazione Accoriti” che differisce non poco da quanto da voi pubblicato: la critica in merito alla mancanza di partecipazione democratica (altra cosa rispetto alla democrazia centralizzata), ha trovato argomentazioni a partire dalla mancata attuazione del programma con cui il sindaco, e quindi giunta e consiglieri, hanno chiesto e ottenuto il voto”.

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