I dieci comandamenti della rivoluzione civile d’Ingroia

1)-Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

Un reddito di 150.000 Euro all’anno, una carriera Dirigenziale aperta, giacca sportiva e cravatta a doppio nodo che ispira sicurezza e fiducia. E’ pronto, oggi affronterà il colloquio per diventare Direttore Sanitario per la Sicilia Orientale.
Rumore di un centralino in sottofondo, è nervoso e la giacca lisa del fratello maggiore non aiuta. Non può rinunciare ai 500 euro al mese che il call-center gli paga e pur avendo nel primo pomeriggio il colloquio che gli può cambiare la vita, lo sentiamo rispondere: Buongiorno, sono Giuseppe, cosa posso fare per Lei ?
Li ritroviamo entrambi davanti alla commissione di esaminatrice e non abbiamo bisogno neanche di aspettare l’esito per sapere chi vincerà il concorso, perché nella nostra attuale società non è il merito la discriminate ma la raccomandazione e la telefonata fatta al presidente della Commissione da parte dello Zio degli amici o dell’Onorevole.

2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

Lo schiaffo arriva veloce e violento. Non se l’aspettava e le lacrime scendono sorprendendolo ancora di più.
A 13 anni non si hanno certezze e non capisce cosa abbia detto o fatto perché suo Padre, che non lo aveva mai picchiato, abbia reagito in modo cosi violento quando ha detto che Antonello gli sembrava proprio bello. Lo lasciamo mentre scappa dalla stanza da pranzo, con suo padre che gli grida e gli urla alle spalle una parola strana che non conosce. Ricchioneeee !

3) Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;
La tensione è la stessa e la circostanza che abbia 20 anni in più non cambia proprio niente. Che da 10 anni generazioni e centinaia di alunni e studenti abbiano aspettato le tue lezioni giornaliere col bello e il brutto tempo non cambia proprio niente. Che di anno in anno, inconsciamente e senza volerlo, ti trovi con altri trenta nuovi nomi e cognomi che sono entrati a forza nelle tua memoria e nel tuo cuore non cambia proprio niente. Avrei capito se mi avessero domandato cosa è l’anfesibena, in definitiva è una domanda come tante che i miei alunni mi fanno giorno dopo giorno e che mi costringono ad aggiornarmi continuamente, piuttosto che sapere che il mio futuro e la certezza di non aver sprecato il mio passato dipendono dall’essere in grado o meno d’ Individuare il diagramma che soddisfa la relazione insiemistica esistente fra i termini dati: medici pediatri; medici pedanti; infermieri pedanti
Ci vuole amore per girare tutto il giorno in queste lunghe corsie d’Ospedale a levare e lavare pitali, pappagalli e padelle piene degli umori dei mie malati. Ci vuole amore per non impazzire davanti ai lamenti e ai dolori degli operati giornalieri. Ci vuole amore per sorridere in continuazione e per avere una parola dolce per tutti i ricoverati. Ci vuole coraggio per dire alle vecchietta della stanza 27 che la morfina è finita e che l’Ospedale non ha più i soldi per i medicinali o per il riscaldamento.

4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;
La valigia non pesava molto ma in essa vi era tutto il suo passato. Riuscire a mettere 10 anni di carriera criminale in una 24 ore era una cosa che lo faceva impazzire. Nella sua memoria vi era ancora il ricordo del nonno, che durante la guerra, per nascondere la carne, il latte o lo zucchero costringeva i contadini a valicare le montagne della frontiera con la Svizzera a dorso di mulo, in sole 12 ore e con ricatti e minacce di tutti i generi. Oggi al casello di frontiera vi è di servizio Barby, il cane della Guardia di Finanza abile a fiutare moneta, oro e droga. Era stata abituata a giocare e sniffare sin da piccola e ogni volta che riusciva a trovare la roba nascosta gli davano un dolce. Per questo non ebbe bisogno di vedere neanche la macchina per pregustare il dolce, fu sufficiente sentire con i suoi recettori nasali quell’odore strano per attivare le ghiandole salivali e incominciare ad abbaiare e a strattonare il guinzaglio. Li lasciamo con il suono di un cellulare e la voce di un pezzo grosso della Camera dei Deputati che dice: Tenente Rossi, Buongiorno, sua moglie ha ottenuto il trasferimento richiesto, a dimenticavo, oggi mio cugino passa dalla frontiera per andare in Svizzera ed avrebbe una certa urgenza. Veda se può agevolare le procedure doganali e grazie ne terrò conto per futuro.

5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;
In quell’Autunno caldo del 2012, la sua agenda personale era piena e fitta di appuntamenti. La marcia per la pace, la protesta dei precari, l’appuntamento all’ufficio del lavoro, la fiaccolata notturna per la cultura, la partecipazione attiva alle proteste dei commercianti per il carro vita. Incominciava a sentire il peso di tutti quei conflitti sociali e suoi rapporti personali stavano andando a farsi benedire. Si considerava una persona impegnata e riusciva ancora ad indignarsi davanti alle ingiustizie. La lasciamo mentre una certezza incomincia a farsi strada nella sua mente. Ci vuole una rivoluzione per cambiare la cose, una Rivoluzione Civile.

6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza
Da tempo non riusciva più a dormire. Si girava e rigirava nel letto stropicciato e bagnato di sudore. Ma che ne sapevano loro dei suoi problemi, quelli volevano solo la busta paga. A loro e ai sindacati non importava niente se l’Amministrazione non gli pagava le fatture da 5 mesi, centinaia e migliaia di euro di crediti e non sapere come fare a pagare la Tarsu e l’Imu. Per non fallire aveva una sola speranza, riuscire a farsi dare un prestito o un fido in banca. Ci aveva già provato ma gli avevano fatto negativa poi Nunzio, il suo amico giornalista, gli aveva fatto una soffiata: ti ricordi di Calogero, quello che chiedeva i voti nelle baracche, il Partito lo ha fatto nominare Consigliere d’Amministrazione nella Cooperativa Bancaria Popolare. Lo lasciamo mentre esce dalla porta dell’ufficio di Calogero, ha ottenuto il fido ed è convinto di riuscire a convincere ogni singolo operaio della sua fabbrichetta. Già si vede, con i soldi del mese nella destra ed il santino elettorale di Calogero nella Sinistra, mentre dice: Fino a quando l’Amministrazione non paga gli arretrati la tua busta paga dipende dall’On. Calogero che si ripresenta alle Nazionali.

10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale.
E’ la prima volta che sento accostare la parola Rivoluzione a quella di Morale. Come se la rivoluzione, che di per se stessa è un momento di conflitto e rottura con il passato, possa essere mai considerata anche morale. Sembra tanto il famoso “Dio lo vuole” gridato dei Crociati mentre massacravano i Mussulmani. Un attimo di riflessione in più e ti rendi conto che questa Rivoluzione non avrà niente da sovvertire o cambiare, non sarà un momento di conflitto o rottura perché ancor prima che fosse anche solo annunciata, della c.d. società civile non è già da tempo rimasto più niente, un nulla, un vuoto senza sostanza e costrutto dove qualsiasi fatto o situazione è da considerarsi comunque un di più, un plus pieno di speranza e aspettativa. Solo davanti a questo nulla sociale che ci circonda una rivoluzione può essere definita anche morale. E allora ben venga questa Rivoluzione Civile.
Pietro Giunta.

Check Also

Ardita; perché non mi candiderò a Sindaco

Onestà, coerenza e senso dello Stato, alla base della decisione del Magistrato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *