I Tornelli di Palazzo Zanca e l’Integrazione del Disabile

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Prendo spunto dai recenti articoli apparsi sui citati quotidiani per evidenziare, ancora una volta, come si preferisca cedere alla tentazione di un assistenzialismo di maniera e di forma,  piuttosto che affidarsi ad una dinamica d’integrazione che tenga conto delle reali esigenze del disabile.

La riflessione nasce dalla realtà dei fatti e dei luoghi in cui sono stati installati i tornelli e dalla propensione dei Dirigenti ed Amministratori Comunali ad una certa e “vecchia” scuola di pensiero che pur ammettendo l’ipotesi, sia pur teorica, dell’integrazione sociale e lavorativa del disabile presuppongono che la stessa debba necessariamente essere accompagnata da un quid un di più. Da un‘altra componente che in questo caso può chiamarsi accompagnatore, parente, terzo di buon animo, ecc.
Non mi si fraintenda, si deve e si può solo ringraziare chi aiuta un disabile. Quello che una certa cultura non può accettare è che un disabile possa avere un minimo di autonomia, di autostima e convincimento nelle proprie capacità, tanto da decidere di recarsi da solo palazzo Zanca, magari con una Carrozzelle elettrica che oggi và tanto di moda.
Vediamo, allora, cosa accade se un disabile decide oggi di entrare a Palazzo Zanca.

1) Posteggia in Via Consolare del Mare ove insiste l’unica pedana che rende accessibile l’ingresso a Palazzo Zanca.

2) Arriva davanti ai tornelli e non può entrare perché è sprovvisto del pass. per visitatori, ne può avvalersi della porta laterale perché per “disposizione” è chiusa ermeticamente.  

3) Deve, pertanto, riuscire e recarsi presso la Porta Centrale.

4) Chiedere l’aiuto al vigile urbano di turno affinché lo stesso possa intercedere presso l’addetto al rilascio pass che si trova all’U.R.P. della sede comunale e, sbrigate le formalità di rito, ritornare al punto di partenza.

E tutto questo perché non ha deciso di avvalersi di un accompagnatore a cui affidare, quantomeno, il compito di provvedere ai punti 3 e 4.
Ma non basta se invece il disabile con carrozzella elettrica è anche un dipendente comunale che lavora a Palazzo Zanca, con l’unica responsabilità di non avere un accompagnatore a cui affidare il compito della procedura di cui sopra, allora Dirigenti ed Amministratori di “una certa vecchia scuola di pensiero” piuttosto che assumersi la responsabilità di prendere una qualsivoglia decisione, ad esempio fornire un pass che possa essere d’ausilio al disabile e dallo stesso gestibile, ( si pensi ai contrassegni per le autovetture), dandolo se del caso anche al Terzo di buon cuore, hanno preferito acconsentire affinché ben tre colleghi, a turno, escano per servizio. Il Servizio? Ma è ovvio prendere la carrozzella elettrica e farla passare per i tornelli di Piazza Antonello.
Dopo ciò diventa anche difficile spiegare a una certa vecchia scuola di pensiero che da dieci anni a questa parte si è sempre trattato di cortesia e rispetto non certo di Servizio.
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