IDEE E AZIONE PER UNA NUOVA LEGGE DI GESTIONE DEI BENI EX MAFIOSI

I soldi dei mafiosi a chi lavora! Basta col precariato, cominciamo la ricostruzione.

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Oltre cinque milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà assoluta, nove milioni e mezzo in povertà relativa e altri diciotto milioni a rischio di povertà (Istat 2017). Il Covid peggiora ulteriormente questa situazione e annuncia un 2021 catastrofico per l’economia. Eppure, i soldi ci sono. Una percentuale notevole del Pil italiano è preso e immobilizzato dall’economia mafiosa. Una parte di questi capitali è sottoposta a confisca in base alla legge La Torre. Numerose aziende ex mafiose, anch’esse confiscate, non riescono tuttavia a decollare. E’ il paradosso italiano dell’antimafia a metà:- ci sono le aziende tolte ai mafiosi;- ci sono i capitali tolti ai mafiosi;- ci sono i giovani che potrebbero gestire aziende e capitali;- ma giovani, aziende e capitali non s’incontrano mai.

Dieci anni fa, grazie a don Ciotti, un movimento popolare impose l’applicazione – almeno formale – della legge La Torre. Ma la grande politica, che aveva altri pensieri, lasciò decadere questa occasione. Adesso occorre un altro risveglio, un grande movimento non solo per applicare davvero la legge La Torre ma anche per dare i soldi tolti ai mafiosi a cooperative di giovani per lavorare, fare ricerca e creare aziende sane. Una colossale startup nazionale che irrompa sulla crisi elettrizzandola, col segno riformatore e concreto di un grande New Deal basato sulla legalità e sul coraggio. A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? ”Giuseppe Fava

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Dibattito coi Siciliani/ 3 gennaio ore 18/ Con: Luigi Ciotti, Giovanni Abbagnato, Sebastiano Ardita,, Claudio Fava, Nando dalla Chiesa, Salvo Lipari, Ugo Mattei, Leoluca Orlando, Pippo Teri, Daniela Freda, Mariangela Di Gangi

 

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