Il bianco, il nero e il grigio della Messinambiente

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I 34 nuovi mezzi per la raccolta differenziata e il porta a porta del sistema rifiuti, che interesserà in un primo momento solo il 1 e il sesto quartiere di Messina, sono ovviamente il bianco, le strade sporche e i sacchetti della spazzatura che ancora riempiono numerosi marciapiedi delle città sono altrettanto ovviamente il nero. Il grigio, invece, è la maggioranza della cittadini che ancora non ha capito se si trovano davanti ad un reale cambiamento oppure davanti al solito spreco di denaro pubblico che non porterà nessuna certezza di concreto beneficio per la città. Anzi, una certezza c’è ed è quella che entro il 30 di Luglio dovremo pagare la salatissima Tari 2016, la tassa sui rifiuti che molti considerano esosa e ingiusta, a fronte di un servizio di raccolta della spazzatura che nel 2015 non ha raggiunto neanche la sufficienza.

Di questa schizofrenia del servizio di raccolta della spazzatura, tra il nuovo metodo che avanza e il vecchio sistema che ancora resiste maleodorante nelle nostre strade e vie cittadine ne abbiamo parlato con l’attuale liquidatore Giovanni Calabrò, succeduto a Luglio del 2015 ad Alessio Ciacci nella gestione della partecipata.   

Nell’immagine collettiva dei messinesi, ai nuovi mezzi per la raccolta differenziata si accostata l’immagine della spazzatura che ancora persiste nelle strade cittadine. La Messinambiente ha una doppia personalità?

“Onestamente, no. Sono due momenti separati, da una parte la vecchia prassi del sacchetto della spazzatura da buttare nel cassonetto e dall’altra parte la nuova strada della differenziata e del porta a porta. Noi oggi ci troviamo in un punto in cui abbiamo bisogno di certezze e siamo qui a parlare con l’Amministrazione per sapere se la Messinambiente può essere rimessa in sesto, e non dico in piedi, oppure se dobbiamo ancora avere la dualità rappresentata dai 34 mezzi nuovi con la differenziata e il porta a porta da una parte e i mezzi vecchi ancora in servizio e la difficoltà di raccogliere la spazzature per le strade dall’altra parte.”

Si nota che la raccolta della spazzatura in città è fatta a macchia di leopardo e che le zone dove il servizio è più scadente sono sempre le stesse. Dipende dalle maestranze e dai lavoratori?

“Dipende dai mezzi. Su 250 mezzi per il servizio di raccolta della spazzatura in tutte le zone della città oltre una sessantina sono fermi o rotti. Purtroppo i mezzi sono tarati solo per alcune tipologie di strade o zone cittadine, conseguentemente alcune zone della città che erano servite dai mezzi rotti risultano scoperte o quantomeno servite male, non a dovere oppure servite in ritardo.”

Con riferimento alla fusione tra le partecipate dell’Ente e alla liquidazione della Messinambiente a che punto è lo stato dell’arte?

“Dipende dall’Amministrazione, da parte mia io ho un servizio che non può essere interrotto. Se l’accorpamento si farà bene, se non si farà io non posso interrompere il servizio lo stesso”.

Oggi è stata approvata la legge sui “furbetti del cartellino”, la partecipata ha ancora tutti quei problemi con le maestranze e che tanto fecero discutere durante la gestione di Alessio Ciacci?

“Oggi abbiamo personale che lavora regolarmente e di questi tempi siamo ancora più attenti a che le regole sul lavoro, sugli orari e sulle sue articolazioni lavorative siano rispettate”.

Con riferimento alla raccolta dei rifiuti speciali e in particolare all’Eternit, che spesso non viene raccolto dalla Messinambiente e rimane per anni esposto con rischio per la cittadinanza, che ci dice?

“Con particolare riferimento all’Eternit noi abbiamo dei mezzi e del personale che possono fare solo un certo tipo di servizio e non altro. In altri termini, il servizio è limitato alle piccole cose e a piccoli parametri (su una scala da 1 a 10 la Messinambiente può intervenire solo sulla raccolta Eternit che rientra nei valori sino al 5 grado). Per quello che eccede tale limite abbiamo fatto presente all’amministrazione comunale che sarebbe il caso di provvedere in merito o quantomeno ridiscutere il capitolato che regola i rapporti del dare e avere tra amministrazione e partecipata.”

PG@    

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