Il ministro Tremonti e il miracolo dello zoppo

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“Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”. (At 3,110).

 

La manovra correttiva del 25 Maggio 2010 ha visto il Ministro Tremonti prendersela con gli Invalidi. “Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi – ha osservato Tremonti – 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo.”

Quindi, caro Ministro, se il Paese Italia non è competitivo è colpa degli Invalidi. Sono una zavorra alla crescita e allo sviluppo del Paese. .

 

«L’altra cosa impressionante: non è che abbiamo 2.7 milioni di invalidi, ma che il costo delle pensioni di invalidità è salito a 16 miliardi. Un punto di PIL ogni anno vanno agli invalidi…».

 

Addirittura, caro Ministro, questi invalidi sono capaci d’influenzare in negativo il PIL della Nazione. Ed io che pensavo che il PIL dipendesse dai FALSI Invalidi, dagli evasori, dai corrotti e corruttori, dai doppi incarichi e dai tripli lavori, dai condoni fiscali e immobiliari e, se mi permette, anche da Lei Sig. Ministro che ha influenzato il PIL nazionale dichiarando nel 2009 solo 39.600 mila Euro !

 

Evidentemente mi sbagliavo e sa che le dico ha ragione.

 

“Migliaia di famiglie italiane hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Sono quelle che si sono dovute fare carico, pressoché integralmente, di familiari con grave disabilita. Ne hanno dovuto affrontare i costi assistenziali, rinunciare alla carriera lavorativa, dedicare tutto il proprio tempo per colmare le lacune di un sistema assistenziale che è un colabrodo. Sono famiglie che si sono progressivamente impoverite.” ( FISH Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

 

Ma lasciamo stare le famiglie e torniamo agli invalidi, quelli veri. Ci dica sig. Ministro, Lei pensa veramente che 256,67 euro mensili (assegno d’invalidità) riescano a cambiare la vita di un invalido o siano l’equivalente di un miracolo? Pensa veramente che tutti questi invalidi non preferirebbero lavorare e percepire uno stipendio piuttosto che la miserevole somma che influenza il suo PIL.?

 

Domande retoriche a cui non darà mai una risposta e allora sa che le dico.

 

A Dio piacendo diventerà vecchio anche lei Caro Ministro, se la farà addosso e avrà bisogno anche Lei dei pannoloni di continenza, avrà bisogno di una badante o di qualcuno che le pulisca il sedere oppure sbaverà tutto il giorno. Caro Ministro diventerà un “odiato” invalido e per non incidere sul PIL nazionale auspicherà di sentire la voce di San Pietro che le sussurra. ““Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”.

 

Poi la rabbia passa e incomincio a chiedermi se la sua analisi economica sugli invalidi, come temo, sia un’altra delle bufale del suo Governo.

Se per caso dopo gli immigrati, i dipendenti statali, gli insegnanti, i meridionali, tocca adesso ai disabili essere lo spauracchio e la bandiera da sbattere sul muso degli Italiani affinché non pensino e non vedano la sua la manovra di lacrime e sangue da 25.Miliardi di Euro.

 

E allora facciamoli i conti di quanto questa campagna governativa contro i disabili farà risparmiare il Ministro.

L’assegno mensile di assistenza  è attualmente riconosciuto agli invalidi civili parziali (dal 74% al 99% di invalidità accertata), di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età.

Per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95. Un limite molto basso, quindi.

L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro. La Manovra interviene sulla percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell’assegno: sarà elevata all’85%. Con questa disposizione non si colpiscono i disabili “più gravi”, ma sicuramente quelli che attualmente hanno meno tutele, meno garanzie. Persone escluse dal mondo del lavoro e comunque con un reddito personale bassissimo.

Rimane il dubbio sull’effettivo impatto economico, sui bilanci dello Stato, di questa misura.  Nel 2009 i titolari di assegno mensile di assistenza erano 273.726 (fonte: INPS) Supponiamo per assurdo che ci siano 50.000 nuovi casi (cioè oltre il 20% dell’attuale universo) in un anno e di questi casi a tutti venga riconosciuta un’invalidità inferiore all’85% In questa ipotesi il risparmio sarebbe di 166.400.000 euro (50mila x 3.328 euro = 256,67 euro 13 mesi), Ovviamente non è pensabile che le domande siano 50mila: negli ultimi anni si sono registrati mediamente fra i 10 o 15 mila nuovi casi l’anno. Non è credibile nemmeno che tutte le percentuali di invalidità riconosciute siano inferiori al 85%. Quindi 166 milioni non sono raggiungibili nemmeno lontanamente.

Osservando gli incrementi degli assegni degli ultimi anni, si può pensare realisticamente ad un numero vicino a 15.000. Dobbiamo supporre che comunque una parte di questi abbia i requisiti per superare l’85% di invalidità. Ad essere pessimisti (o ottimisti) possiamo realisticamente supporre che vengano escluse 10mila persone in forza delle nuove regole. Se questo è vero il risparmio annuo sarebbe di euro 33.280.000,00. (Handylex)-

Quindi un risparmio di soli 33 Milioni di Euro Una cifra assolutamente limitata rispetto alle aspettative del Governo.

Ministro, sa che le dico, venga a Messina abbiamo un opera che sta andando in malora e che è stata pagata tanto quanto il costo di tutti i disabili d’Italia per un anno e mezzo. Vedrà che con i 50 Milioni di euro spesi per il Campo di Calcio San Filippo il PIL nazionale si risolleva.

Un’altra cosa, caro Ministro, Lei nelle sue dichiarazioni contro i disabili si è ben guardato dal parlare del PEI  – Piano Educativo Individualizzato – (è uno strumento di programmazione della vita scolastica degli alunni con disabilità: evidenzia le necessità di integrazione, le risorse necessarie e impone delle responsabilità. Prevede sia interventi di carattere scolastico che altre misure finalizzate alla socializzazione e alla riabilitazione dell’alunno. Il PEI viene redatto ogni anno dagli operatori che seguono l’alunno e può essere modificato in caso di nuove o diverse esigenze.)  e della necessità di quantificare il numero delle ore  di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali le risorse dal piano educativo individualizzato.”

In altri termini e unitamente al taglio alle Regioni di 10 MILIARDI Lei, caro Ministro, sta dicendo che dell’assistenza e integrazione dei Disabili questo Governo se ne frega.

Il grave stigma che questo Governo esprime nei confronti dei Disabili con i fatti e le parole, rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità degli ultimi decenni.

L’invalido sarebbe un parassita che blocca la competitività. L’untore che causa i danni al Paese con le spese che comporta.  Un’affermazione “razzista” che non può che moltiplicarsi, enfatizzata da certa stampa, presso l’opinione pubblica: la persona con disabilità già esclusa dal contesto in cui vive, è anche additata come la causa delle disgrazie della collettività. Come l’ebreo nella Germania degli Anni 30.

Caro Ministro la invito a ripetere la sua tesi della competitività condizionata negativamente dalla disabilita, al suo omologo tedesco, il Ministro delle finanze federale, Wolfgang Schäuble, in carrozzina dal 1990. (FISH)

E se tanto mi dà tanto penso, caro Ministro, che anche San. Pietro, davanti al suo naturale decadimento senile, preferirà farle avere oro e argento piuttosto che un miracolo. Perché, caro Ministro, i miracoli sono per gli uomini puri di cuore e Lei, mi dispiace, non lo è.

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