Il Nido in famiglia: un’opportunità di lavoro per le donne di Chioggia

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L’avventura è iniziata un anno fa, dopo un convegno organizzato come Comitato Donne di Chioggia dal titolo ‘appetibile’: Il Nido in famiglia: un’opportunità di lavoro per le donne di Chioggia, che aveva riscosso particolare successo e aveva visto una folta partecipazione di donne interessate al nuovo progetto proposto dalla Regione del Veneto. Dopo il Convegno, visto l’entusiasmo con cui era stato accolto il progetto nella nostra città, l’Assessore alle Pari Opportunità si era resa disponibile a collaborare con la Regione per accogliere anche a Chioggia il Corso per collaboratori educativi, ed offrire così un’opportunità di crescita e di lavoro alle donne del nostro territorio.

Hanno partecipato al corso ben 22 donne ed 1 uomo, di età varia, e di formazione disparata, chi semplice casalinga, chi laureata, chi lavorava già presso nidi privati.

Tutti sono riusciti a completare il percorso formativo per collaboratore educativo.

Però…, però non tutti sono riusciti ad aprire il Nido in famiglia!

Ma cos’è un Nido in famiglia?

Si tratta di un progetto per servizio innovativo nella Regione del Veneto, ma che in altre realtà si è ormai consolidato da tempo se pensiamo ad es. al modello della ‘tagesmutter’ del Trentino, la cosiddetta ‘mamma di giorno‘, ossia mamme che decidono di accogliere nelle proprie abitazioni i figli di altre mamme che lavorano.

In Veneto il Nido in famiglia può accogliere al massimo 6 bambini dai 0 ai 3 anni.

L’ambiente di accoglienza è la propria casa e i collaboratori educativi sono persone formate attraverso un corso specifico in cui apprendono la psicologia del bambino, tecniche di animazione, elementi per la sicurezza e la salute. Requisiti per diventare collaboratori educativi? Diploma di scuola secondaria di primo grado e tanta voglia di mettersi in gioco e di ‘giocare’…, ricordiamo che si lavorerà con bambini da 0 a 3 anni!

Il collaboratore non opera isolato, ma in accordo con un organizzatore, una figura di supervisione e di supporto alla collaboratrice educativa durante tutta l’attività del servizio.

Si tratta di un controllo e di una garanzia di sicurezza per le famiglie che decidono di avvalersi di questo servizio.

Viene garantita dalla Regione anche un’adeguata copertura assicurativa sia per i collaboratori educativi sia per i bambini da loro accuditi, durante le attività, non solo all’interno dell’abitazione ma anche all’aperto.

In questa fase sperimentale, per contribuire alle spese, la Regione prevede un BUONO a bambino di 100 euro per almeno 100 ore di frequenza del Nido.

Le caratteristiche e i vantaggi del Nido in famiglia quali sono?

Una flessibilità di orario che va incontro alle esigenze della famiglia: i nidi pubblici purtroppo hanno orari rigidi, collegati all’organizzazione del servizio. Il collaboratore educativo può accordarsi anche sulla base degli orari di lavoro dei genitori e delle esigenze del bambino.

Si lavora con un piccolo gruppo di bambini, massimo 6 bambini, e in un luogo familiare per cui i bambini soffriranno meno il distacco dal loro ambiente.

Sarà come portare il bambino a casa di amici, ma con la garanzia di una professionalità nel rispetto del progetto educativo.

Il progetto educativo sarà condiviso con la famiglia, attraverso una personalizzazione dell’offerta con la supervisione dell’organizzatore.

Come organizzatrice ho seguito personalmente l’apertura di due Nidi in famiglia: il Nido Birimbo nato ad aprile  di quest’anno a Rosolina, in provincia di Rovigo e il Nido Il pulcino di Rossella Boscolo, nato il primo settembre a Chioggia e già ‘pieno’ di bambini…

Andiamo a fare alcune domande proprio a Rossella che spiegherà un po’ ai lettori cosa significa ‘aprire un nido in famiglia’ …

Ciao Rossella,

presentati ai lettori. Io ti conosco bene e so che sei una ‘supermamma’…

Mi chiamo Rossella Boscolo, ho 44 anni. Sono tecnico dei servizi sociali area prima infanzia; in questi ultimi anni ho lavorato come educatrice in un servizio per la prima infanzia e prima di questo ero mamma a tempo pieno. Anzi pienissimo… perchè ho quattro figli: Rasheem, Sara, Filippo e Carlo rispettivamente di 16, 11, 10 e 7 anni.

Hai già quattro figli, e ce n’è da lavorare… Quando hai pensato di diventare collaboratrice educativa?

L’idea di diventare collaboratrice educativa, quasi una mamma per professione, mi è venuta quando il Comune della mia città ha organizzato un corso per nido in famiglia. Io lavoravo già in un servizio per la prima infanzia, e quando ho visto la pubblicità del corso mi sono molto incuriosita perchè ho subito pensato che per i piccini da 0 a 3 anni non c’è nulla di meglio di un ambiente familiare per poter crescere serenamente.

Il passo decisivo è avvenuto quando mi è stato comunicato che il nido dove lavoravo, veniva chiuso, così senza perdermi d’animo ho pensato subito di attuare il progetto nido in famiglia che tanto mi era piaciuto e dar vita a “Il pulcino” nido in famiglia di Rossella.

Che cos’ha di particolare la tua figura professionale di collaboratrice educativa?

Il gruppetto di bambini che seguo non è numeroso (di 6 bambini). La mia figura professionale di educatrice di prima infanzia in questo progetto si è modificata decisamente in meglio perchè con le mamme c’è più confidenza, più familiarità e complicità, e i bambini percepiscono subito questo rapporto sereno.

Quali sono i vantaggi che offri alle famiglie con il tuo servizio?

I vantaggi che offre il mio servizio sono molteplici. Innanzitutto i bambini si trovano in un ambiente familiare perchè, modificando alcune cose del mio appartamento, sono riuscita a creare un ambiente confortevole adatto ai piccoli; ospito al massimo 6 bambini, quindi un piccolo gruppo sufficiente a creare relazioni e nello stesso tempo ideale per lavorare bene in tranquillità e creare un clima allegro e giocoso. Tutto ciò facilita anche il mio lavoro di attenzione alle esigenze di ogni singolo bambino e dei suoi genitori.

Quali difficoltà hai incontrato nell’apertura del servizio?

Nell’apertura del servizio le difficoltà sono state soprattutto di tipo burocratico. La realtà del nido in famiglia non è ancora conosciuta in alcuni uffici amministrativi e questo ha creato qualche disagio iniziale, poi superato. Un’altra difficoltà è stata riorganizzare gli spazi della mia famiglia per adattarli anche ai piccoli ospiti. Con tanto entusiasmo i miei figli e mio marito hanno collaborato in pieno per rendere tutto più semplice. Abbiamo lavorato in perfetta sintonia e armonia.

Qualcuno ti ha aiutato in quest’avventura professionale?

Sono stata aiutata da te che sei la mia organizzatrice di zona e sono stata molto incoraggiata da mio marito e dai miei quattro figli che sono letteralmente entusiasti di questo progetto.

La mia organizzatrice è stata molto preziosa in questo periodo. Oltre ad aiutarmi nei contatti con la Regione Veneto, mi ha consigliata su come sviluppare il progetto al meglio. E’ sempre stata presente anche negli incontri con i genitori dando loro garanzia della serietà del progetto.

Un consiglio per le mamme che vogliono avventurarsi in questa impresa…

Il mio consiglio è: avventurati nel nido in famiglia senza paura se ami i bambini e ti piace prenderti cura di loro. Questo lavoro, anche se faticoso, se fatto con gioia e amore ti darà tanta soddisfazione!

l  Per maggiori informazioni sul progetto regionale sperimentale Nido in famiglia: www.venetoperlafamiglia.it

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2 Commenti

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