Il pizzo non è più “cosa nostra”

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Oggi parliamo di un fenomeno, quello della infiltrazione della malavita organizzata, che si vorrebbe esorcizzare come fa il malato che teme la diagnosi del medico, si ha forse il falso pudore di farsi scoprire dagli altri con tutte le proprie miserie e quindi di perdere immagine. In realtà come per il malato nascondere il problema non può che aggravarlo ed intervenire tardi può veramente essere troppo tardi. In questa sfida sono in gioco ben altri valori che non l’immagine e l’apparenza. Parliamo di democrazia, di libertà e della irrinunciabile trasparenza di un sistema economico libero e di qualità.

Modena ha forti tradizioni nella difesa dei valori più nobili che stanno alla base di una società civile e che hanno trovato nella resistenza durante l’ultima guerra uno dei momenti più alti dell’impegno dei suoi abitanti fino a meritare la medaglia d’oro. Vogliamo sperare che gli animi non si siano assopiti al punto di consentire di assistere indifferenti a questo assedio che senza contrasto potrebbe vedere messo in discussione conquiste che tutti ritenevamo permanenti. S-fortunatamente la nostra città è anche ricca per cui attira capitali illegali e criminali è quindi venuto il momento di affrontare il problema con consapevolezza e determinazione

Perché gli Ingegneri affrontano questo problema? Noi non abbiamo evidenze da riportare, in caso contrario le avremmo già segnalate al dr Zincani. Abbiamo però fiuto ed istinto, percepiamo un clima che a volte si fa pesante e ci preoccupiamo.

La presenza mafiosa nel settore delle costruzioni della Provincia modenese risale agli anni ’80. Le numerose inchieste che hanno svelato gli affari dei clan nel modenese non lasciano dubbi sulla effettiva presenza nel territorio.

Clan dei Casalesi, ‘Ndrangheta, Cosa Nostra in Emilia Romagna, oltre a perpetrare i classici traffici illeciti reinvestono riciclandone i proventi.

L’edilizia è il settore dove i capitali mafiosi confluiscono maggiormente.

In qualità di appartenenti ad un Ordine Professionale abbiamo l’obbligo di rispettare un codice deontologico e di promuovere il rispetto delle regole. E in un settore cha ha assunto sempre più la caratteristica di una giungla, tra assegnazioni poco trasparenti, ribassi sempre più elevati, subappalti sempre più numerosi e lavoro nero, il professionista ingegnere assume ancora più valore, rappresentando nel cantiere un presidio di legalità. L’ingegnere dovrebbe impegnarsi e porre attenzione alle dinamiche interne allo stesso cantiere, pubblico e privato, con riferimento ai suoi obblighi e alle sue responsabilità.

Sarebbe auspicabile che, a prescindere dagli obblighi e dalle responsabilità, il singolo ingegnere esercitasse il personale senso civico segnalando all’Autorità Competente ogni minima irregolarità, anche apparentemente di poco conto. Sono proprio queste piccole irregolarità che potrebbero nascondere le insidie affaristiche delle organizzazioni mafiose, le quali affidano il riciclaggio ai cosiddetti “uomini cerniera”, insospettabili e professionisti che saldano l’economia legale con l’economia mafiosa.

Diffondere un senso di responsabilità civile è uno degli obblighi principali di un Ordine Professionale.

È dovere dell’Ordine Professionale sostenere e accompagnare la presa di coscienza del singolo che si trova a fronteggiare una presenza mafiosa nel cantiere in cui “esercita”; che per paura non denuncia.

È dovere dell’Ordine Professionale, nel momento in cui il singolo decide di “vedere” sostenerlo e accompagnarlo in questa lotta che è lotta comune insieme alle tante Associazioni e Organizzazioni antimafia come Libera di Don Ciotti che ha avuto il merito di risvegliare le coscienze e di avere sintetizzato le piccole battaglie dei singoli in un’unica grande battaglia.

 

È auspicabile che tutti gli Ordini Professionali facciano un passo in avanti recuperando il tempo perso negli anni. In questi casi arrivare uniti a una presa di posizione comune può rappresentare un argine ulteriore al fiume di soldi sporchi che inquina l’economia legale.

Auspicabile per gli Ordini Professionali è la promozione di una “Carta” contro la mafia e per la legalità della professione. Una condanna chiara della mafia, senza equivoci, con riscontri nel codice deontologico potrebbe rappresentare il vero inizio alla lotta alla mafia. Il professionista non dovrebbe più giustificare accondiscendenza, ambiguità di operato e accettazione passiva di ricatti e di illeciti.

In questa occasione l’Ordine degli Ingegneri di Modena comunica la sua adesione a Libera.

Aderire a Libera significa un impegno diretto nella costruzione una rete locale forte, capace di diffondere e sostenere le tematiche della legalità, del contrasto alla violenza criminale, partecipare al grande progetto sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, condividere un percorso con le molte realtà territoriali, associative, individuali che si spendono in continuazione nello scuotere la società civile dal torpore dell’oppressione mafiosa. Un piccolo contributo per un grande progetto.

 Ulteriori informazioni al link:

http://www.ing.mo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idCat=19258&ID=20669&TipoElemento=Area

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