Renato Accorinti, il re nudo

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Come molti sanno il titolo riporta alla famosa fiaba del danese Hans Christian Andersen. La storia, che parla di un tessuto invisibile indossato da un re, sottolinea la paura di dire la verità per non essere accusati d’indegnità. Oggi, come allora, si usa questa metafora per denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo.

Ora, non mi sembra che vi sia esempio migliore per raccontare il rapporto che da almeno 5 mesi a questa parte si è istaurato tra l’opinione pubblica Messinese e la Giunta Accorinti. Un rapporto che sottoposto elle “sparate” del Sindaco di Messina Renato Accorinti, che diciamolo francamente non essendo un politico ha seri problemi di comunicazione politica, sembra essere sempre più teso e logoro. Una tensione che porta a pensare e a dire a gran voce che l’amministrazione dopo oltre un anno e mezzo non ha fatto nulla. Che è stato uno sbaglio votarlo e portarlo alla sindacatura della città, che ha tradito il programma e chi più ne ha più ne metta.

In questo clima di tensione sociale, accecati dalle proprie ragion e opinioni, spesso si dimentica che quando il re è nudo oltre le magagne e le mancanze si riescono a vedere anche le doti e i pregi del re e nel nostro caso dell’amministrazione Accorinti. E non vi è bisogno di andare neanche tanto lontano per vedere che gli autobus ritornano a circolare in città, che zone e cittadini che da anni non vedevano un servizio di trasporto che si potesse chiamare tale, oggi guardano con meraviglia a questi mezzi che pur vecchi e trasandati ancora riescono a fare il loro dovere.

Bisogna avere entrambi gli occhi chiusi per non vedere che sin dalla lontana inaugurazione della Casa per i senzatetto di Vincenzo, Palazzo Zanca e le porte del Sindaco sono state il centro di un continuo andare e venire di postulanti, bisognosi, richiedenti, imploranti e supplicanti che 24 ore su 24 e per 365 all’anno hanno chiesto aiuto e conforto. E tutti hanno ricevuto una risposta, una spiegazione o una parola di sostegno e se non sempre hanno avuto o si è trovata la soluzione al loro problema, quantomeno gli si è data una speranza.

Sarebbe facile, anche se vero, dire che nessun’altra amministrazione del passato ha mai fatto tanto. Sarebbe semplicistico dire che sono tutte rose o fiori o non considerare che quello che nell’amministrazione Accorinti appare eccezionale in realtà in altre città è semplicemente un normale agire amministrativo. Ma di questo immobilismo del passato dobbiamo accusare il Sindaco Renato Accorinti? Dobbiamo dire che poiché la raccolta dei rifiuti solidi urbani ancora lascia a desiderare o la piattaforma di trasferenza di Pace sembra non essere a norma, i messinesi sono stati scontenti di aver avuto una sconto sulla la tassa sui rifiuti (Tari), che è arrivata a quasi al 20% in meno rispetto alle tariffe del 2013, per il solo fatto di aver nominato un nuovo liquidatore della Messinambiente (Alessio Ciacci) e avviato la differenziata in città?

E se è vero che non di solo “mattonelle” vive l’uomo, la manutenzione e bitumazione delle strade cittadine o l’aggiornamento della segnaletica stradale, la pulizia dei torrenti cittadini o l’approntamento del nuovo inceneritore cimiteriale, la salvaguardia del territorio comunale attraverso la manutenzione, l’esercizio e la custodia delle opere idrauliche appartenenti al sistema cittadino o la ristrutturazione degli alloggi sequestrati alla mafia, stanno a dimostrare, tra le tante altre, che non si può dire che quest’amministrazione non abbia quantomeno tentato di governare la città.

Volutamente ho evitato di parlare dei segni importanti che l’amministrazione Accorinti ha tentato di dare alla città. Dall’isola pedonale alla battaglia sui TIR, dalla pista ciclabile al primo cimitero islamico della Sicilia ecc… E questo non perché non siano segni importanti di vivibilità che avrebbe fatto rialzare la quotazione di Messina nella classifiche nazionali, ma solo perché il conflitto e la tensione generata da questi argomenti ha occupato così tanto le menti da impedire di vedere, anche ai più attenti commentatori, che la macchina amministrativa intanto andava avanti. Che si è approntato un paiano di regolarizzazione dei precari, che si è rivisto il contratto di servizio con ENEL per gli edifici comunali con risparmio notevole per le casse comunali, che si è provveduto al completamento del parcheggio di Villa Dante ecc.

Sono queste le cose principali che un Comune deve fare e non altre. Il Comune non è una Agenzia per il lavoro, eppure davanti alle richieste dei lavoratori dell’ex CEA o della FELUCA si è tentato il possibile e l’impossibile pur di mantenere inalterati i posti occupazionali ed in cambio sono piovute accuse di tutela d’interessi privati e illegittimità degli atti amministrativi, senza nessuna prova a supporto di tali accuse. Ma vi sono altri casi che lasciano quantomeno interdetti. E così diventa normale avere nell’unica struttura per anziani di evidenza pubblica, Casa Serena, 40 lavoratori per 40 pazienti oppure trovare normale la protesta dei 32 Vigili Urbani che, dopo aver regolarmente lavorato per un anno come da contratto a tempo determinato, richiedevano di rimanere in servizio secondo quanto era stato loro promesso dalla vecchia amministrazione.  

E’ chiaro che vi è un problema di comunicazione tra l’Amministrazione Accorinti e la città, come è indubbio che tale problema è aumentato in modo esponenziale dopo gli ultimi avvenimenti che hanno visto il Sindaco contro la stampa cittadina.

Ed è così che organi d’informazione e di comunicazione feriti dalle ingenerose e ingiustificate accuse, hanno caricato la dose attribuendo alle frasi del Sindaco significati e intendimenti che esse non hanno e non hanno mai voluto avere. Sintomatico è l’esempio che dopo la famosa uscita di Accorinti sulla stampa (la stampa è una prostituta, al soldo e al servizio) lo vede dipinto come un maschilista che non sopporta le donne nella Giunta.

Il fatto è accaduto durante la presentazione del nuovo Assessore al Mare, Sebastiano Pino. Sollecitato dalla giusta osservazione di un collega che sottolineava l’incongruenza della scelta di una figura maschile rispetto alle richieste che venivano dal suo stesso Assessore alle pari opportunità, Patrizia Panarello, di avere una figura femminile in Giunta, rispondeva letteralmente così: ” Intanto, l’invito dell’Assessore Panarello era dovuto perché è l’Assessore alle Pari Opportunità ed era un invito. Ovviamente non penso che nella mia storia vi sia qualcosa d’avversità non (solo) sulle donne. Devo dire simbolicamente… la lotta di cambio culturale che abbiamo portato avanti sulla questione dei Rom che erano proprio quelli non considerati…perciò figuriamoci. Ed è una lotta che porto avanti da almeno 35 anni stante che non si riesce a comprendere che questa è l’etnia più calpestata e disgraziata del pianeta, e se su questo ne ho fatto una battaglia potrei mai essere contro la questione… (di una donna in Giunta)? … Io su qualunque categoria non ho limiti.”

Ed è stato il riferimento alla categoria, unitamente all’accostamento donna-rom quali fasce deboli della società, che ha fatto gridare alla discriminazione di genere e al maschilismo. Invece, il video che gira in Internet dice una cosa diversa e dimostra chiaramente qual era il pensiero del Sindaco di Messina e anche se le parole non sono state felici, l’intendimento era chiaro. Né d’altra parte gliene si può fare una colpa se il legislatore con le norme sulle quota rose e sulle pari opportunità è stato il primo a considerare la donna una fascia debole della società che abbisogna di tutela e protezione, come non si può dimenticare che nel campo sportivo, ambiente vicino ad Accorinti che l’ha praticato per anni, l’uso del temine categoria è usuale per significare le varie discipline sportive declinate al maschile o al femminile. Pertanto non è strano sentire parlare di categoria femminile di pallavolo o di calcio senza che questo desti nessuna accusa di maschilismo.

E ricordando che in Sicilia ancora non si applica la legge nazionale sulla pari opportunità, che impone al Sindaco di avere in Giunta almeno il 40% di figure femminile, e che la scelta dell’Assessore è una prerogativa esclusiva del Sindaco, bisogna concludere dicendo che fortunatamente le incomprensioni tra le parti sembra siano in fase di risoluzione e riconoscere che in alcuni campi come in quello dei Servizi Sociali, dell’assegnazione delle case alle famiglie in difficoltà, della scerbatura del verde cittadino e in molti altri settori l’Amministrazione Accorinti è ancora molto lontana dalla normalità.

Ma come dicevamo, quando il re è nudo si riesce a vedere sia il bene e sia il brutto delle cose. L’importante è fare come il bambino della fiaba che, mentre nessuno ha il coraggio di dire la verità e cioè che il re cammina nudo sotto il sole, non solo riesce a vedere che il re è nudo ma soprattutto riesce a dirlo e a gridarlo a gran voce.

Pietro Giunta

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