Il sindaco Giorgianni tuona: Basta denigrare il sud!

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Incombe minaccioso il patto di stabilità sull’isola di Lipari. L’isola, intanto, sta tornando alla normalità, ma sono in corso gli accertamenti tecnici, volti a quantificare l’entità dei danni.  La Guardia Forestale nella mattinata di oggi popolava via Roma per ripulire gli ultimi residui fangosi. Il dispiegamento di forze, come già ampiamente detto, è stato straordinario.

L’amministrazione comunale, infatti, in tempi brevissimi ha fronteggiato l’emergenza. Ora, però si guarda al futuro e si attende il ministro Clini, che approderà domenica. L’auspicio è che questa volta la presenza del governo non sia non solo formale, e che non porti gli strascichi delle scorse alluvioni che hanno colpito il territorio siciliano. Lo Stato, infatti, non ha certo brillato per efficienza. Il governo tecnico è convinto che si debba spendere in prevenzione. 

Gli spunti di riflessione e dibattito insomma saranno tanti. Intanto, noi de il carrettino delle idee abbiamo intervistato il sindaco Marco Giorgianni chiedendogli di anticiparci i temi dell’agenda politica, tutta eoliana,: “ La protezione civile per una legge approvata a maggio non interviene per la messa in sicurezza del territorio.  Interviene solo in caso di calamità naturali. Noi d’altronde abbiamo fronteggiato l’emergenza da soli. È chiaro però che ora ricerchiamo una legge ordinaria, con l’obiettivo tentativo di sbloccare le cifre che abbiamo a disposizione, ma che non possiamo “liberare” sempre per il patto di stabilità”. Il sindaco dell’isola eoliana, inoltre, non ci nasconde la propria stanchezza per tutta la campagna di delegittimazione che accompagna sempre le disavventure del sud: “Non è possibile che puntualmente quando succede qualcosa a nord si addebiti tutto alla disgrazia, mentre quando le calamità naturali colpiscono il sud, si attribuisce tutto all’abusivismo e all’incuria. I danni saranno valutati dai tecnici, ma nel frattempo sarebbe giusto evitare questa campagna di denigrazione”.

In effetti, quanto successo a Lipari ricorda alla Sicilia, quello che è successo nelle tragedie precedenti, quando la macchina del fango ha inceppato la macchina degli aiuti e dei finanziamenti. 

Chissà se questa volta le visite di cortesia, sarà arricchita da qualche opera concreta.  Ai posteri l’ardua sentenza. 

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