Importante scoperta a Microbiologia: nel DNA il posto di Lavoro

I finanzieri della Compagnia di Messina al termine di un’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto D.ssa Ada Merrino e dal Sost. Proc. dr. Diego Capece Minutolo, hanno arrestato due docenti dell’Università di Messina responsabili di aver gravemente inquinato un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Chimica, allo scopo di pilotarne l’esito.

L’operazione, ribattezzata “Pacta sunt servanda”, una frase chiave delle intercettazioni, è il risultato di indagini protrattesi per mesi e che hanno messo in luce un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico non solo messinese.
Le ordinanze di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, firmate dal GIP dott. Massimiliano Micali, sono state eseguite nei confronti del professore Giuseppe Bisignano, direttore del dipartimento di scienze del farmaco e prodotti per la saluta della Facoltà di Farmacia e professore ordinario di microbiologia e microbiologia clinica, per i corsi di studio di Farmacia e di Chimica e Tecnologia farmaceutica, nonché padre del vincitore del concorso e Giuseppe Teti, professore di Microbiologia nel corso di laurea Biotecnogie, Microbiologia e Igiene, nel Corso di Odontoiatria e Protesi Dentaria e Scienze Biologiche, nel corso di Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro,  uno dei membri della commissione del concorso che ha costretto il candidato vincente a ritirarsi. Cinque gli indagati a vario titolo, non tutti componenti della commissione, c’è fra gli altri una professoressa Maria Chiara Aversa, ex delegata del Rettore per la formazione delle Commissioni d’esami, ovvero colei che è stata avvinta dal sistema, componendo le commissioni, per delega del Rettore, ma anche lo stesso ex Rettore Francesco Tomasello, per abuso d’ufficio, e per quanto concerne le fatture false, Cesare Grillo, l’addetto al fondo economale. Coinvolti anche soggetti non di Messina, ovvero due docenti, Giuseppe Nicoletti, docente dell’Università di Catania e Sandro Ripa, docente dell’Università di Camerino.

A raccontare il susseguirsi delle indagini e delle scoperte il Col.t.ST. Vincenzo Vellucci che, con amarezza, afferma:

Quella di oggi io mi sento di definirla una conferenza stampa triste, perché testimonia il furto del futuro dei giovani. Scopriremo, infatti, mettendo in luce i dettagli come si crei un circolo vizioso che non trova soluzione, come cioè attraverso legami ed attraverso reciproci favori si riesca a far transitare in determinati ruoli soggetti, che magari non avevano i titoli superiori all’altro.
C’è un concorso per titoli di microbiologia e biologia chimica all’università di Messina: a questo concorso presentano domande tre persone, precisamente tre dottori. Secondo quelle che sono le prime decisioni della commissione, una ragazza dei tre dottori non ha sicuramente i titoli per partecipare, ha titoli troppo bassi, un altro dottore ha titoli di medio livello, ovvero 34,55, un altro li ha nettamente superiori, 82,12, la conclusione del concorso sembra dettata da una logica applicazione di quei criteri che sono stati ormai determinati a monte. Cinque giorni prima del concorso colui che aveva davvero i titoli per partecipare, dichiara di rinunciare al concorso, lasciando così il campo al figlio del Professore. Ma c’è di più, gli si dice tu cambia concorso, rinuncia e vedrai che vincerai un altro, come a dire se tu non rinunci la tua carriera è finita, anche se noi questo non lo abbiamo sentito, ma possiamo certamente  presupporlo.
Egli, pertanto, rinuncia e non partecipa, cinque giorni prima della prova orale che, a detta della commissione aveva poca importanza per la vittoria del concorso.
Il soggetto che aveva interesse alla rinuncia, ovvero il padre di colui che ha vinto il concorso, non viene a sapere, immediatamente, che il concorrente di suo figlio ha fatto rinuncia e che, quindi, suo figlio è matematicamente primo, anche perché, ormai, è l’unico concorrente rimasto. Chi ha in mano questa rinuncia la tiene nascosta fino al giorno dell’esame orale, infatti, noi ascoltiamo una telefonata in cui il padre del dottore, che poi ha vinto, viene a sapere dal figlio che l’altro candidato ha rinunciato.
Ma perché, dunque, tenere nascosto il ritiro del concorrente che avrebbe avuto di diritto il posto? Perché anche colui che ha indotto il candidato a rinunciare ha qualcosa da chiedere, ovvero, un altro concorso ancora in cui una sua parente concorrerà per professore ordinario.
Le indagini su un concorso di tre persone, afferma Vellucci, non rappresentano altro che un tassello di un sistema più ampio di intrecci parentali che, ancora, non abbiamo approfondito, perché ci siamo focalizzati sul singolo episodio.
Abbiamo scoperto questa vicenda, perché abbiamo trovato delle fatture false provenienti dal dipartimento di Farmacia per ottenere rimborsi sui dei fondi, che vengono assegnati annualmente dall’Università, all’incirca somme di 500 euro, per le piccole esigenze del dipartimento, ovvero penne o simili. Vengono attivate, quindi, delle attività di intercettazione telefonica, si individua delle fatture che vengono pagate, ma che dietro non hanno nessuna operazione, servono soltanto a giustificare nei confronti dell’economato e dell’Università l’uscita di certe somme.
Mentre noi cerchiamo di scoprire questo sistema, per caso, andiamo ad impattare sul concorso di cui stiamo parlando e che, come reato, ha un’importanza ben maggiore del peculato (appropriazione di somme pubbliche per uso proprio), della cifra di 8mila euro. Lo scambio di favori all’interno delle famiglie di accademici non è tutto, una grossa rilevanza, sottolinea il colonnello, ha la scelta della commissione, perché evidentemente scopriamo che i soggetti che sono stati nominati nella commissione erano ricattati e ricattabili.

Una storia che ha dell’incredibile, per chi si disinteressa al mondo accademico, ma non per chi lo frequenta. Ogni anno un “figlio di nessuno” che si accosta a tentare un concorso accademico, trova la strada sbarrata. Guarda caso, però, tutti i “figli d’arte” prendono i geni dei genitori, non vogliamo generalizzare ovviamente, ma purtroppo spesso i geni non corrispondono a pieno. Poi magari, durante l’anno avvengono casi come questi, si grida allo scandalo e  si continua ad andare avanti come prima, fino a quando non se ne scopre un altro. Ecco spiegata la fuga di cervelli.
La nuova reggenza dell’Università, vuole dare un segnale nuovo di cambiamento affermando di aver sospeso dall’incarico i docenti coinvolti  e se chiamati si costituiranno parte civile.

Anche oggi, il Consiglio Comunale ha voluto dare un segnale, il consigliere Adamo, infatti, ha invitato il l’Amministrazione, qualora ci fosse un processo, a costituirsi parte civile per un futuro rubato ai giovani della nostra università. Inoltre la Presidente del Consiglio Barrile, invierà una lettera al Rettore, perché metta in atto delle misure che impediscano l’accadere di certi eventi.
Un vento di novità si spande nell’aria, ai “cervelli” l’ardua sentenza?

Marilena Faranda

Check Also

Il sindacalista Aboubakar Soumahoro sciopera a Montecitorio

Da oggi inizio lo sciopero della fame e della sete incatenandomi ai cancelli del Palazzo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *