L’altra faccia del Profeta

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Sadok Hammami, italo tunisino, in Italia dal 1988, è il responsabile e fondatore del Centro Culturale Islamico di Saronno che riunisce circa 500 fedeli
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La vasta comunità islamica presente a Saronno, Milano Nord, prende le distanze dalla strage a Parigi, dove hanno perso la vita 12 persone (vittime ufficiali), con un comunicato distribuito a tutti i giornali locali. Mentre Alberto Paleardi, esprime la sua posizione come dirigente del Partito Democratico locale manifestando il suo dissenso per quanto accaduto.

Paleardi afferma: “Sono fermamente convinto che la libertà di stampa ed espressione vada difesa e che Saronno che conta circa 4.000 stranieri su 40.000 residenti, debba esprimere una chiara posizione politica indipendentemente dallo schieramento di appartenenza: alle vignette satiriche si risponde con delle vignette satiriche”.

La condanna arriva anche da Sadok Hammami, Presidente del Centro Culturale Islamico di Saronno: “La Comunità Islamica di Saronno condanna categoricamente ogni azione criminale e barbarica contro i civili, come quella avvenuta in Francia. Ci addolora sentire che questi atti vengono perpetrati in nome dell’Islam, col pretesto di vendicare il nostro Profeta, quando il nostro profeta Mohammed – su di Lui e su tutti i Profeti sia la Pace – ci ha insegnato che Allah è clemente, misericordioso, perdonatore, e di respingere il male con il bene.
Attaccare la libertà di espressione significa attaccare un valore che ci permette di predicare lo stesso Islam a tutti gli uomini del mondo, in pace, nel rispetto del prossimo; tale valore è quindi inviolabile per noi. Ci riempie di dolore sentire il nome del Vivente pronunciato per uccidere e togliere quella vita che Allah ha reso sacra. La nostra solidarietà al popolo francese e alle famiglie delle vittime”.

Hammami aggiunge: “Ci tengo a precisare che l’acquisto del Centro Culturale Islamico di via Grieg è stato possibile grazie ai soli contributi dei fedeli musulmani raccolti nell’arco di circa 6 anni. Donazioni spontanee effettuate in base alle possibilità dei nostri fratelli e sorelle. I valori promossi e le finalità del Centro riconoscono il valore della sacralità della vita e difendono la persona umana contro ogni forma di violenza, di razzismo e di disprezzo per l’individuo, pratiche contrarie a tutte le religioni e all’Islam in particolare; promuovono il dialogo interreligioso come strumento essenziale per la coesistenza tra uomini di ogni fede; agiscono nel rispetto del diritto di libertà religiosa, che spetta a chiunque e in qualunque parte del mondo, e del principio di eguaglianza tra uomo e donna, che deve essere realizzato per favorire il pieno sviluppo della persona umana. Rifiutiamo ogni collegamento con organizzazioni integraliste e nei confronti di ogni tipo di fondamentalismo, cercando di far divenire sempre più le comunità musulmane parti attive della comunità civile locale nel rispetto del patrimonio di valori spirituali, religiosi e laici della nazione italiana, la cui storia cristiana e la cui Costituzione sono testimonianza della capacità di accoglienza verso altri popoli, culture, religioni”.

Paleardi, esplicitando un pensiero diffuso, continua: “L’Italia dovrebbe rivedere il suo concetto di accoglienza, non siamo più ospitali se permettiamo di togliere i crocifissi dalle  scuole o non diamo la possibilità ai nostri studenti di preparare il presepe per paura di offendere qualcuno. La società italiana si fonda su tradizioni culturali e politiche consolidate. Rinnegarle, a mio modesto parere,  non vuol dire essere più accoglienti. L’accettazione reciproca di usanze e costumi dovrebbe essere la base di una convivenza multietnica tollerante.

Ma ‘accettazione’ non deve essere il sinonimo della rinuncia di pratiche, usi e costumi della nostra nazione”.

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Vivo in un posto meraviglioso, le Isole Eolie. C’è una cosa che non ho mai trovato uguale da nessun altra parte, il nostro sole ed il mare. Da noi, se non ce l’hai di fronte, ti basterà girarti per scorgerne un pezzettino. Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione Sociale e sono sempre stata affascinata dall'oratoria latina, ovvero, l'arte del parlare in pubblico con un discorso eloquente. Ed ecco la mia tesi, "L'elocuzione per Aristotele". Essa, è strettamente legata alla retorica, l'arte del dire e di saper comporre versi per un testo. Ars dicendi per la Roma antica. Impegnata nel mondo del no-profit, sono particolarmente sensibile a temi di interesse sociale. Amo il teatro ed il cinema ma ho una sola grande passione, la scrittura.

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