La casa di Sandra per le donne vittime di violenza

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Un luogo sicuro in cui rifugiarsi dall’orrore della violenza, in cui ricominciare giorno dopo giorno ad avere coscienza di sé e fiducia in chi ti sta accanto. Una “casa” da cui ripartire. Più forti e consapevoli. Un passaggio fondamentale per aiutare le donne in difficoltà che si rivolgono ai centri antiviolenza e non solo.

L’associazione “Donne Insieme – Sandra Crescimanno” opera sul territorio ennese da quattro anni. Nata dalla volontà di alcune operatrici, iniziò l’attività creando il primo sportello antiviolenza a Piazza Armerina. In questi anni, Donne Insieme ha esteso la propria attività a Barrafranca ed Enna. Ed oggi le volontarie stanno per veder realizzato il loro progetto più importante, la creazione di una casa di accoglienza.

«Il nostro rapporto con le istituzioni del territorio è sempre stato positivo – racconta Maria Grasso, presidente di Donne Insieme -, tanto che i Comuni ci hanno messo a disposizione, a titolo completamente gratuito, i locali in cui abbiamo creato gli sportelli antiviolenza. Abbiamo sempre pensato che fosse fondamentale il ruolo delle istituzioni nel contrasto a fenomeni di violenza di genere. Non è immaginabile che l’associazionismo, che pure mette a disposizione competenze e professionalità, possa portare avanti questa battaglia da solo».

Ecco, quindi, che una casa cantoniera dell’entroterra siciliano, ormai abbandonata a sé stessa, si trasforma da peso ad opportunità. Con la forza della determinazione ed un pizzico di caparbietà, che contraddistinguono molte donne nate sotto il sole cocente di quest’isola.

«Passavo spesso davanti l’edificio in disuso – racconta la Grasso – e non vedevo altro che un grande spreco. Ho contattato l’Anas, proprietaria dell’immobile, ed è iniziata un’avventura che si è conclusa il 15 settembre a Roma». Una favola dal lieto fine, che ogni tanto non guasta. La cessione decennale della casa cantoniera, con un corrispettivo simbolico, è stata firmata alla presenza del presidente dell’Anas Ciucci e di alcune componenti del direttivo dell’Associazione “Donne Insieme – Sandra Crescimanno“.

 E grazie ad Ikea Italia, che ha inserito la “Casa di Sandra” fra i proprio progetti sociali, l’arredo dell’intera struttura sarà donato dalla società svedese. Gli oltre 400 mq dell’edificio ospiteranno una casa di accoglienza per donne vittime di violenza, sole o accompagnate da figli minori, provenienti anche da altre regioni. Un luogo sicuro in cui accogliere, per un primissimo periodo, coloro che si rivolgono alle forze dell’ordine ed agli sportelli antiviolenza e che hanno necessità di allontanarsi dalla realtà in cui la violenza è consumata.

«La sfida sarà quella di aprire la nostra casa all’esterno – ci confida la presidente di Donne Insieme -, perché le ospiti non dovranno sentirsi isolate, ghettizzate o messe da parte rispetto alla comunità nella quale si trovano a vivere e che, spesso, potrebbe essere molto lontana dai luoghi di origine. Il nostro obiettivo, quindi, sarebbe quello di avviare delle attività che possano coinvolgerle ed aiutarle a trovare una nuova stabilità emotiva».

La sfida, per chi quotidianamente lavora per far riemergere una donna dal buio della violenza, è quella di veder nascere altre “case”. Luoghi davvero sicuri, consoni all’attività di protezione e cura cui sono destinati. Non nomi su carte intestate della Regione, che contribuisce al loro mantenimento, ma frutti di una attività fatta di cuore. E spalle forti. Oltre 200 sembrano essere le case sancite in Sicilia, ma è in corso un contenzioso per accertarne la natura. Ad oggi, molti sportelli preferiscono indirizzare le donne verso altre regioni. Chissà che non possano essere attrezzate nuove case cantoniere. O nuove piccole stazioni impresenziate, che il gruppo Ferrovie dello Stato pare stia concedendo in comodato gratuito.

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