La cultura ha l’oro in bocca

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Si chiama L’oro di Nicola l’ultima opera prodotta dall’associazione culturale Arknoah, sempre attenta a promuovere progetti formativi dall’incommensurabile valore artistico, presentata a Gioiosa Marea a inizio dicembre e, si spera, pronta ad essere lanciata nella consueta bagarre dei festival cinematografici sparsi in ogni parte d’Italia in cerca di fortuna e riconoscimenti. E proprio attraverso i concorsi spesso si incontrano e mescolano le culture di ogni regione, i dialetti, i luoghi e i costumi di ogni parte d’Italia, rappresentati in queste piccole produzioni, prive di grandi budget ma sorprendentemente piene di vitalità e emozioni. Non serve un grande set hollywoodiano per girare un lavoro degno di essere apprezzato dal grande pubblico; non servono milioni di effetti speciali per colpire lo spettatore quando si ha un set naturale come Gioiosa Marea, frazione della Messina tirrenica dotata di una bellezza tanto indiscussa quanto caratteristica; non servono Brad Pitt o Angelina Jolie nel cast per dotare il cortometraggio in questione del carisma necessario a ricevere gli applausi e l’ovazione del pubblico durante la presentazione dello scorso 4 dicembre. A far questo, infatti, c’hanno pensato Lorenzo Raffaele e Giada Mollica Colella, i giovanissimi protagonisti del corto, fratello e sorella per qualche giorno e figli di Toti Mancuso, attore e comico siciliano famoso soprattutto per il duo comico composto da Toti e Totino. Lorenzo e Giada impersonano Nicola e Giusy, due bambini di 10 e 8 anni che vivono la vita tranquilla di una classica famiglia di pescatori. I giorni scorrono tranquilli per i due fratelli finché non accade qualcosa di talmente sconvolgente da cambiare radicalmente la loro esistenza: la caduta del primo dentino. Il palermitano Gaetano Di Lorenzo, regista del corto basato sullo script di Francesco Torre, porta in scena una delle più classiche fantasie legate alla caduta dei denti, quella sorta di leggenda che ognuno di noi ha vissuto quando, all’indomani della perdita di un dente, al posto del malcapitato caduto abbiamo trovato qualche moneta in regalo. Che sia la fatina o il topino poco importa: il risultato è la meraviglia che sui volti di ogni bambino si dipinge alla vista dello scambio, come fosse una magia bella e buona. Nicola, il piccolo protagonista, quasi invidia il denaro ricevuto dalla sorella e sogna cosa potrebbe accadere se tutti i denti cadessero nello stesso istante: “diventeremmo ricchi”, dice Giusy durante una scena visibile anche nel trailer, già pubblicato su youtube al link  http://www.youtube.com/watch?v=U4rJjWtJcbU&feature=related. Si tratta, quindi, di una storia di tutti i giorni, familiare a ognuno di noi ma al tempo stesso realizzata in modo tale da mostrare non tanto la storia in sé, una favola ancora viva in questi giorni moderni fin troppo demistificanti, ma un quadro familiare semplice, unito ancora di più da un avvenimento apparentemente insignificante ma carico di magia se visto con lo sguardo innocente di un  bambino. Il regista ci porta all’interno della nostra Sicilia e di Gioiosa Marea con fare ironico ma anche profondo, alternando attimi comici ai pensieri complessi di un protagonista, Nicola, diviso tra sogni e speranze di un piccolo uomo di soli 10 anni, pronto a buttarsi inconsciamente in quel processo di crescita che lo sta rendendo un adolescente. Aldilà della breve sinossi e del significato che il corto potrebbe avere, la produzione siciliana di corti e lungometraggi è in costante ascesa: ogni anno nascono e si sviluppano in ogni parte della nostra regione molti progetti interessanti tanto per le caratteristiche innovative presentate da molti quanto per la capacità con cui i lavori prodotti riescono ad emozionare il pubblico e a sfondare in tutto il nostro Paese. Puntare alla produzione della cultura, quindi, non è “passato di moda”, né tantomeno è qualcosa di controproducente. Proprio su quest’argomento si è espresso il sindaco di Gioiosa, Ignazio Spanò, dichiarandosi orgoglioso di aver patrocinato l’iniziativa e pronto a investire ulteriormente nella promozione culturale. Sì, quella promozione culturale che sembra essere considerata di secondo piano, quella cultura che spesso viene messa da parte in ambito politico in quanto poco redditizia rispetto a un campo scientifico pronto a generare introiti da ogni campo. Guardando corti come L’oro di Nicola e tutti gli altri lavori creati da giovani e giovanissimi cittadini della nostra nazione verrebbe da rispondere a chi ha più volte ribadito l’impossibilità di sostentarsi a “pane e cultura” che non solo questo è possibile, ma che a pane e cultura si vive anche meglio.

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