La cultura produce

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A riflettori spenti, sulla Notte della Cultura, alcune riflessioni impongono un’attenta analisi di ciò che viene perpetrato da quattro anni a questa parte, ma ieri notte credo sia stata particolare. Sembra quasi che più siano i problemi e più si voglia esorcizzare la mancanza di sicurezze, inventando eventi che nascono in poco tempo e hanno tutto il sapore di voler distrarre da un quotidiano che non da via di uscita.
Messina non si può ricordare e parlare di “cultura” solo per una notte, la posizione geografica, la ricchezza di beni architettonici e la storia impongono l’esigenza di una politica economica che punti sulla cultura e sul turismo sempre.
Una politica economica ben calibrata sulla realtà della nostra città, potrebbe creare quei posti di lavoro che tanti giovani agognano. Organizzare un evento isolato, non fa che produrre solo qualche scontrino in più, dei vari esercizi commerciali della città.
La cultura PRODUCE e non finiremo mai di dirlo!
Plauso agli artisti che ,massicciamente, hanno dato vita a questo evento, che non si sono risparmiati, nella speranza che tutto ciò un giorno possa essere “seriamente” istituzionalizzato e non solo per una notte. Ma, plauso anche a quegli artisti che non hanno voluto partecipare all’autocelebrazione di un’amministrazione che considera la cultura, la Cenerentola della politica economica e convinti che l’amministrazione si appropri di iniziative di artisti che partecipano, in perfetta buona fede, ma che si accontentano di poco. Regole certe per tutti, ecco la parola chiave, che eviterebbe i problemi organizzativi che hanno, pero, investito solo alcuni , che hanno dovuto rinunciare alle loro performances, mancando quelle pari opportunità necessarie che ponessero gli artisti sullo stesso piano. Spazi spogli e senza alcun supporto dove collocare le opere, per alcuni di loro…..quasi un chi tardi arriva, male alloggia.
Il programma, per la verità ricchissimo, al primo impatto di consultazione pone subito un problema del tempo a disposizione e nasce subito spontanea la domanda(per dirla alla Lubrano)….ma perché molti siti restano chiusi durante l’anno?!?!?
E’ evidente l’esigenza di calibrare questo evento che, a quanto pare, risulta di grande impatto sulla cittadinanza, si potrebbe organizzare una “tre giorni”, in un fine settimana, perché tutti abbiano la possibilità di vedere il maggior numero di siti e, quindi, poter allontanare la sgradevole sensazione che molti artisti hanno registrato, dal momento che i visitatori guardano distrattamente il tutto, pressati dal poco tempo a disposizione. Questa ipotesi, della tre giorni, potrebbe essere il periodo di transizione che ci conduca ad una scelta di politica economica, che punti sulla cultura.
Strepitoso successo della notte della cultura………Come si fa a registrare un successo, quando questa iniziativa viene segnata dal grido disperato di lavoratori, che, davanti al Palantonello , prima dell’inaugurazione, urlavano la loro rabbia?!?!?
Circolano, in queste ore. cifre di spesa per questa notte della cultura…….ma non era tutto a costo zero?!?!?!
Mamy Costa

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