La mafia accetta la sfida

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L'insegna divelta della palestra
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Neanche il tempo di dire Buon Anno nuovo che ti colpisce quella violenza atavica, dura e reale che solo i mafiosi sanno dare. Piccoli gesti, atti di violenza minore, privata ed intima che proprio per questo fanno più male. Terrorizzano di più.  Se poi le intimazioni si ripetono di mese in mese la paura e la solitudine aumentano. E’ quello che è capitato alla testimone di giustizia Valeria Grasso che si è vista danneggiare ed accartocciare l’insegna della palestra che aveva deciso di riaprire nel quartiere di San Lorenzo a Palermo.

 Sono delle merde, che ti devo dire. Dei vigliacchi schifosi, solo questo devo dire. A parlare è lei, Valeria Grasso. Una voce stanca ma non arrendevole, il tono sottomesso di chi non ha più la forza di combattere. Domani sicuramente riprenderà la lotta contro la Mafia più forte di prima ma oggi è il tempo di quegli spiriti, di quelle paure che non ti lasciano prendere sonno. Paure che ti portano a pensare che forse stare zitti sarebbe stato meglio, che in definitiva e a conti fatti con l’omertà ci si poteva anche convivere.

Non lo so che sta succedendo, non lo so…mi hanno piegato in due l’insegna della palestra, continua. Un mese fa avevo messo l’insegna con scritto Free Live San Lorenzo, avevo fatto iniziative con la scuola. Avevo preannunciato che ero tornata a Palermo e che a Gennaio avrei riaperto l’attività. Avevo in testa tante iniziative per i giovani…

La storia di Valeria Grasso è di quelle che lasciano basiti. Un imprenditrice nel campo del fitness che decide d’avviare la propria attività nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. Affitta un’immobile per allestire una palestra e paga una regolare pigione ai proprietari, senza sapere che sono del Clan Madonia. Successivamente un provvedimento di sequestro dell’immobile da parte dell’Autorità Giudiziaria la costringe a versare la pigione al curatore nominato dal Tribunale. Ed è qui che iniziano la traversie della Grasso. Piccoli danneggiamenti, piccole inconvenienti nell’attività lavorativa che significano pressioni indebite, messaggi non tanto nascosti che i vecchi proprietari, i Madonia, vogliono qualcosa. Vogliono pagato l’affitto anche loro, una doppia pigione. Due anni in località segreta, programma di protezione dei testimoni di giustizia stanno a indicare quel è stata la decisione di Valeria Grasso.

E poi ieri mattina, dopo capodanno, sono stata chiamata dall’esercito ché si erano accorti del danneggiamento e poi mi ha chiamato la caserma dei Carabinieri…Il Comandante mi ha avvertito che avevano fatto l’ennesimo atto, brutto e intimidatorio. Perché il danneggiamento dell’insegna piegata in due attesta che non può essere stato nulla di diverso se non una volontà precisa. Con una mazza, con qualcosa di pesante e violentemente l’hanno accartocciata tutta.

E’ come se mi avessero proprio…mi hanno voluto lanciare questo messaggio. Brutto, come immagine è brutta, il messaggio che vogliono darmi e non nascondo che, chiaramente, mi ha scosso parecchio. Anche il Comandante dei Carabinieri…oggi mi ha stretto la mano…e anche lui era molto disturbato, molto. I miei figli sono con me, ma ancora non sanno niente. Ho ricevuto molti attestati di solidarietà, solo gli abitanti del quartiere San Lorenzo se ne stanno sulle loro.

 Non è la prima volta che Valeria Grasso riceve intimidazioni e messaggi inequivocabili. Qualcuno, la mafia, non vuole che la Palestra sia riaperta. Qualcuno, la mafia, non vuole che tale attività possa essere una valvola e uno spazio di libertà per i ragazzi del quartiere. Neanche due mesi sono passati da quando gli alunni del liceo Danilo Dolci di Palermo, contenti per la riapertura della Palestra, le avevano dedicato un cortometraggio dal titolo “In viaggio con Valeria”.

Un sfida al racket del pizzo quello di Valeria Grasso, un guanto di sfida lanciato in faccia alla mafia la riapertura della Palestra Free Live San Lorenzo.

Una cosa sola è certa in questa sfida e in viaggio con Valeria Grasso siamo in tanti. Ma veramente tanti.

 Pietro Giunta e Dino Sturiale

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