La mostra del cinema vista da dentro

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La rinascita di Messina, sembra qualcosa di irraggiungibile. Viviamo in una città in grado di offrirci dei posti meravigliosi, dalle coste ai laghi di Ganzirri, dei monumenti splendidi anche se non valorizzati, la vista di uno Stretto che tutto il mondo ci invidia e che, in un prossimo futuro non tanto lontano, rischia di venire distrutto dall’opera umana. È una Messina che ospita, tra i monumenti, chiese antichissime, un Duomo famoso per il suo splendido campanile e per il tesoro custodito nelle sue cripte, un Museo Regionale, il Teatro Vittorio Emanuele: perché, ciò nonostante, la città dorme di un sonno profondo da tantissimi anni?

Un pronto risveglio culturale c’è stato durante la Notte della Cultura, per poi concludersi con una sorta di “nulla di fatto” già al termine della manifestazione stessa. Ora, come sempre negli ultimi anni, sarà la Mostra del Cinema dello Stretto, giunta alla IV edizione, a cercare di interpretare al meglio l’eroe in grado di svegliare la Bella Addormentata Messina.

Negli ultimi tre anni è stato un successo, ha animato la nostra città e ospitato attori e registi del calibro di Bud Spencer, Maria Grazia Cucinotta, Alessandro Haber, Ricky Menphis, Lorenzo Crespi, Tony Sperandeo, Martina Stella, Silvana Pampanini, Vittorio Sgarbi, Renzo Rossellini, con cortometraggi, anteprime e concorsi, unite a mostre d’arte, concerti e serate di ogni tipo. Quest’anno, alla IV edizione, ho avuto la fortuna di poter assistere dall’interno ai preparativi della Mostra, organizzata dalla Cooperativa e Casa Produttrice Entr’Acte, guidata dallo staff del suo presidente, Anna Mazzaglia Miceli, direttore artistico della manifestazione. Perché organizzare un evento di questo tipo, in grado di fondere più forme d’arte, come la pittura e il cinema, in una città come la nostra? L’obiettivo è quello di dare ai messinesi l’occasione di avvicinarsi a un mondo culturalmente ricchissimo come quello cinematografico, troppo spesso ignorato e quasi snobbato dalla gran parte della popolazione. Si vuol dare l’opportunità a tutti coloro che amano il cinema in ogni sua sfaccettatura di mettersi in mostra o semplicemente entrare a far parte di un mondo troppo spesso lontano dal nostro ambiente. Vivere il cinema rendendo Messina protagonista, nel tentativo di rinascere insieme e comunicare, attraverso film e pittura, i propri sentimenti, le proprie sensazioni, il proprio modo di vivere. Si porta il mondo del cinema a Messina e allo stesso tempo si inserisce la nostra città in questo mondo d’altissimo livello rappresentato dalla settima arte.

Ciò che spesso non si vede da fuori, è quanto sia difficile organizzare una manifestazione di questo tipo. Soprattutto a Messina. In questa mia esperienza all’interno dell’organizzazione ho avuto modo di capire cosa significhi cercare di promuovere un’attività culturale nella nostra città e tutti i problemi che si riscontrano durante i preparativi. Dalla ricerca di fondi alle sale, dalle manie di protagonismo al rispetto dei tempi, dagli sponsor ai politici, dalle serate speciali a quelle inaugurali e finali, e poi fiori, biglietti aerei, camere d’albergo, inviti, locandine, ospiti che confermano e ospiti che saltano, film che arrivano e firme che mancano: la cura di ogni minimo dettaglio è importante, e ogni giorno nasce un nuovo problema. Ciò che agli occhi di uno spettatore può sembrare insignificante è in realtà un dettaglio importantissimo per la riuscita perfetta del festival. Come nel gioco del domino, il minimo errore può scatenare un effetto a catena in grado di scombinare tutto: dietro la perfetta riuscita della manifestazione deve esserci un’organizzazione impeccabile, in grado di risolvere ogni problema e di non perdersi d’animo di fronte a tutte le avversità che durante i preparativi possono capitare. Un evento di questo tipo, in una Messina apatica che fa di tutto per non movimentare lo Stretto, non è semplice.

Nonostante gli innumerevoli problemi, mi ha colpito lo spirito con cui lo staff lavora per 18 ore al giorno, spesso senza mangiare o fare pause. Non ci si perde d’animo, si litiga, si urla, ci si stanca, non si torna a casa, ma tutto con un unico obiettivo: dare a Messina una chance, fare in modo che qualcosa si smuova e risorga dalle ceneri di una città viva solo in apparenza. Se tutti avessero questo spirito, e non pensassero soltanto al proprio tornaconto, cosa sarebbe la nostra città adesso? Le riflessioni sul futuro di Messina si sprecano: la speranza è che manifestazioni come la Mostra del Cinema dello Stretto siano più frequenti e possano servire da punto di partenza per un pronto riscatto dei nostri territori. Aldilà di tutto, la Mostra che si terrà dal 26 al 30 maggio e sarà presentata lunedì 24 in conferenza stampa, è un primo passo importante verso un risveglio culturale troppo spesso soltanto ipotizzato e mai messo in atto. Messina deve risorgere, alzare la testa e sfruttare a pieno le risorse di cui dispone: dipende tutto dai suoi cittadini. Ciò che ho imparato durante questa esperienza, ancora in corso, è che combattendo si possono realizzare grandi cose. Un sassolino in mare increspa la superficie dell’acqua, cosa sarebbero in grado di fare centina e migliaia di sassolini insieme?

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