La musica batte per gli alluvionati

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“Abbiamo dato il meglio di noi, ciascuno portando le sue idee e il suo contributo: la scena underground di Messina ha prodotto un ottimo lavoro”. È entusiasta Dario Naccari, uno degli ideatori del progetto Mani per Messina (www.manipermessina.it), nonché frontman dei DemoMode; quella che poteva in un primo momento sembrare una pazza idea si è trasformata in realtà. Rileggiamo la storia con ordine.

Si parte dal primo Ottobre, il triste giorno dell’alluvione. La catastrofe lascia in molti un senso di impotenza, ma anche la voglia di fare qualcosa per questa città spesso additata come ‘priva di iniziativa’. “Ho chiamato Damiano Miceli della Imago Sound e poi mi sono messo in contatto con RadioStreet, e ho esposto la mia idea: entrambi avevano avuto un’idea simile, ci siamo confrontati e quindi abbiamo cominciato a lavorare attivamente per il progetto”.

Già, il progetto. In cosa consiste?

“Una canzone in cui quattordici tra i principali gruppi e artisti della nostra città hanno unito le loro forze, sfornando un prodotto qualitativamente ottimo: ‘Mani’ è un brano che non si piange addosso, né eccede con un ottimismo che potrebbe sembrare troppo forzato. Lascia intravedere una speranza, e fa capire come ci si può arrivare insieme. Anche il titolo non è scelto a caso: ‘Mani’ è ispirato dal modo di dire ‘Dammi una mano’, cioè un aiuto, un’unione. Proprio ciò che stiamo provando a fare noi: ci siamo uniti per aiutare”.

Quindi nessun parallelismo con il celebre brano ‘Domani’, scritto per il terremoto dell’Abruzzo?

“No, assolutamente: c’è solo un’assonanza, ma non ci siamo ispirati a quello. Il nostro è un brano totalmente diverso”.

Come è nato il pezzo?

“Gli accordi di base sono di Morgan, poi abbiamo aggiunto sopra un testo che potesse fungere come una visione introspettiva della faccenda; credo che abbiamo fatto un buonissimo lavoro da questo punto di vista, soprattutto perché l’abbiamo fatto tutti insieme, e con lo spirito giusto”.

Come sono state scelte le band partecipanti?

“Abbiamo preferito chiamare alcuni gruppi che avessero già registrato un album di inediti (come Tiresia e Memories Lab), o che stanno incidendo il loro primo lavoro (come ad esempio i suoi DemoMode, ndr)”.

Come verrà distribuito l’album?

“Ogni negozio che aderirà all’iniziativa riceverà alcune copie; la lista si può trovare sul sito ufficiale del progetto. In più, ci saranno probabilmente dei banchetti a piazza Cairoli e nell’isola pedonale di Via dei Mille. Inoltre, grazie all’impegno di Giorgio Grasso, voce di la canzone sarà passata anche su 100 network radiofonici nazionali”

Quando verrà presentato ufficialmente il pezzo? E quando uscirà il cd?

“Mani sarà passata per la prima volta in radio durante la puntata dell’8 Dicembre di Radiostreet club, il programma dello stesso Giorgio Grasso. L’album è già prenotabile su Internet e uscirà fisicamente verso metà mese; ancora non si sa la data precisa, ma sarà ufficiale probabilmente a breve. Ci sarà comunque una conferenza stampa per la presentazione del progetto al grande pubblico”.

Parliamo ora del vero scopo del progetto, però: a chi andranno i fondi derivanti dalle vendite?

“Tutti i ricavati andranno alla Caritas di Messina, che ha accolto questa iniziativa con grandissimo entusiasmo. Inoltre i volontari collaboreranno sia per quanto riguarda la promozione dell’album, sia per la parte distributiva. Davvero disponibilissimi”.

C’è qualcun altro a cui vanno i ringraziamenti tuoi e di tutto lo staff di Mani per Messina, o comunque qualcuno che merita una citazione per il suo lavoro?

“Be’, sì: anzitutto l’associazione IndipendenteMente e poi la JellyLight, la società che sta girando in questi giorni il video promozionale del pezzo: ragazzi serissimi, che hanno messo la loro esperienza al servizio del progetto”.

Un progetto che si concretizzerà in pochi giorni in un album di 15 tracce, una per ogni band più il brano Mani, che vede la collaborazione di tutti gli artisti. Il costo è di 6.50 €, ed è –come detto- già prenotabile sul web. Per fare qualcosa di più, dovrebbero cantarlo dal vivo a ciascuno di noi.

 

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