La ‘ndrangheta c’è

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Il procuratore Giuseppe Pignatone e gli Aggiunti Michele Prestipino e Nicola Gratteri si esprimono sulla sentenza del processone alla ‘ndrangheta unitaria: è stata confermata l’esistenza del vertice delle cosche

Sentenza Crimine, i commenti dei magistrati
di ansa (08/03/2012) 
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IL CRIMINE

‘NDRANGHETA: CRIMINE; PROCURA, C’È UNITARIETÀ FENOMENO
«La sentenza odierna del Gup di Reggio Calabria riconosce l’esattezza della ricostruzione della struttura e degli assetti della ‘ndrangheta, quale emersa dall’indagine Crimine condotta dalle Dda di Reggio Calabria e di Milano». Lo si legge in una nota della Procura di Reggio Calabria. «Il Giudice riconosce infatti – aggiunge la nota – l’ esistenza della ‘ndrangheta quale organizzazione unitaria, articolata su una struttura complessa, governata da un organo di vertice e radicata in Calabria e con estensioni fino oltre oceano. La sentenza ribadisce quanto sul punto era già stata affermato da altre importanti decisioni pronunciate dal Gup di Milano il 19 novembre 2011 e da quello di Reggio Calabria il 15 giugno 2011. Riconoscendo, insieme a queste decisioni, l’ unitarietà dell’organizzazione ‘ndrangheta e l’esistenza di un organismo di vertice, la sentenza di oggi costituisce un dirompente elemento di novità e rappresenta un fondamentale passaggio nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta in Calabria e ovunque essa abbia messo radici. Va aggiunto, inoltre, che il GUP ha riconosciuto la responsabilità di 94 imputati, condannando, in particolare, tutti i principali esponenti delle cosche calabresi». (ANSA). 

‘NDRANGHETA: CRIMINE; PIGNATONE, CONFERMATO NOSTRO LAVORO
– REGGIO CALABRIA, 8 MAR – Una «ulteriore conferma» del lavoro condotto in questi anni dalla Procura antimafia di Reggio Calabria per delineare il fenomeno mafioso in provincia di Reggio e le sue diramazioni in Italia e all’estero. È questo il commento del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, alla sentenza emessa questa mattina nell’ambito dell’operazione Crimine. Ricordiamo tutti – dice il procuratore Pignatone – che il 13 luglio 2010 le Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e di Milano hanno portato a conclusione una lunga e complessa indagine che aveva come suoi punti centrali l’affermazione dell’unitarietà della ‘ndrangheta come organizzazione mafiosa; l’esistenza di un organismo di vertice sia pure in termini diversi da Cosa nostra siciliana e l’espansione della ‘ndrangheta fuori dai confini della Calabria in importanti zone del nord Italia ed all’estero. Questi punti centrali – sottolinea ancora Pignatone – sono stati confermati nelle sentenze dei giudici di Milano e di Reggio Calabria che si sono susseguiti in questi mesi. La sentenza odierna rappresenta un’ulteriore fondamentale conferma proprio perchè il giudice ha preso in esame oltre 120 posizioni e al termine di un giudizio estremamente accurato ha riconosciuto la colpevolezza di oltre 90 imputati, tra cui tutti i principali esponenti delle cosche reggine». «Sotto questo profilo, quindi, non possiamo – aggiunge Pignatone – che essere soddisfatti di questo ulteriore riconoscimento della validità della ricostruzione, emersa grazie a indagini basate su intercettazioni, riprese video e accertamenti della polizia giudiziaria». In merito alle assoluzioni che ci sono state nella sentenza odierna, Pignatone ha così risposto: «Naturalmente quando saranno depositate le motivazioni il mio ufficio valuterà le singole posizioni e potrà proporre appello nei termini e nelle forme di legge». (ANSA). 

NDRANGHETA:CRIMINE;PRESTIPINO,IMPORTANTE PER FUTURE INDAGINI 
– REGGIO CALABRIA, 8 MAR – «Questa è una sentenza importante perchè riconosce un principio, peraltro già riconosciuto in altre sentenze dal gup di Reggio e di Milano, che sarà molto importante non solo per i futuri processi ma anche per le future attività di indagine sulla ‘ndrangheta». Così il procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, Michele Prestipino, ha commentato la sentenza del processo Crimine. «Al giudice – ha detto il magistrato – abbiamo portato un processo estremamente complesso e articolato, frutto di indagini durate due anni che hanno visto impegnate le Dda di Reggio Calabria e di Milano. La valutazione complessiva del gup ha confermato, per quanto si può comprendere dal dispositivo, l’impostazione nostra e dei colleghi milanesi in questo processo secondo cui la ‘ndrangheta è un’organizzazione unitaria governata da un organismo di vertice. La stragrande maggioranza degli imputati è stato condannata e tra essi tutti i principali esponenti delle cosche di cui la ‘ndrangheta si compone». (ANSA). 

‘NDRANGHETA: CRIMINE; GRATTERI, C’È STRUTTURA DI VERTICE 
REGGIO CALABRIA, 8 MAR – Dalla lettura del dispositivo sulle condanne comminate si capisce che il giudice ha recepito l’esistenza di una struttura che sovrintende alle cosche. E questo è importante«. A dirlo è stato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, a commento della sentenza Crimine. »Per quanto riguarda le pene inflitte – ha aggiunto – ci sarà da leggere le motivazioni per capire il giudizio tecnico-giuridico che il gup ha fatto«. (ANSA).

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