La Personale Leggenda Referendaria

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“Quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira perché tu la ottenga.” (P. Coelho). Non avevo mai letto Coelho, il suo mondo fatto di poesia e di pulizia dell’anima, le sue bellissime storie che mi ricordano tanto i ‘Midrash‘ della più alta tradizione ebraica, il suo ottimismo sulla vita e sulla storia, per cui tutti gli uomini hanno l’unico e principale scopo di vita nella realizzazione della propria Leggenda Personale.

Questi sono i pensieri positivi che la lettura del più famoso libro di Coelho, “L’Alchimista”,  da un paio di giorni mi ha fatto circolare per la testa.

Io penso che lo spirito positivo di una persona sia un bene prezioso, un’area pulita che ti entra nella testa come l’aria di montagna ossigena i polmoni, i rapporti con il mondo e con il prossimo diventano lievi e lieti, sei in pace.

Proprio perché lo spirito è un bene prezioso , ed il mio in particolare è anche particolarmente fragile, bisogna preservarlo con cura.  La tradizione cristiana dice a tal proposito, che lo spirito è come “un tesoro in vasi di coccio” che se cadono si rompono e lo spirito vola via.

Bene, dopo questa ampia premessa, voglio narravi del perché il mio spirito è andato a farsi strabenedire. Tra un paio di giorni ci sono le elezioni referendarie ed io, che non posso andare a votare da solo (ho bisogno di un accompagnatore ), geloso della mia sia pur limitata autonomia da tempo non vado a votare per non chiedere aiuto a nessuno.  Questa volta, preso dalle parole di Coelho sul potere dell’Universo, da una soluzione propostami da un collega, dall’esigenza di raggiungere un quorum per le mie idee, mi sono lasciato convincere ad avvicinare alcune esponenti politi del PD e chiedere a loro la nomina quale “rappresentante di lista” nel Seggio Elettorale n° 1 di Messina. Premetto che sono di centrosinistra, ma la richiesta al PD nasce dalla circostanza che è stata l’unica forza polita che ha richiesto l’autorizzazione per  nominare i rappresentanti di lista.

Non la voglio fare troppo lunga: la mia richiesta è tardiva e tutte le nomine sono state già fatte, poi, vai in profondità e vedi che i rappresentanti di lista ed i loro sostituti sono tutti colleghi e sindacalisti appartenenti al centrodestra.  Spero solo che vadano a votare, almeno per raggiungere il quorum, non vorrei che per fare un favore al Presidente di seggio,  non fargli contare un voto in più o aprire un verbale a parte, decidano di disertare la consultazione referendaria.

Ed i vasi di coccio si sono rotti.

Sempre per rimanere con Coelho: “  Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta

e ho pianto”.

Anche questo secondo libro è stata una rilevazione. Una bellissima storia d’amore fatta di piccoli passi, di dubbi, incertezze e sospiri ma  senza lotta, senza scontro. Non c’è un tu e me, non c’è una dualità maschile e femminile. C’è una sola medaglia, una sola moneta che tenta di vedere contemporaneamente entrambe le sue facce. E per fare ciò la strada è obbligata, si deve danzare e solo girando vorticosamente su se stessi si riesce a vedere un tutt’uno.

Questa prospettiva della protagonista, il danzare del cuore, è la stessa prospettiva con la quale anch’io, con la mia testa e con il mio cuore,  ho dovuto danzare per superare le ragioni del si o del no ed avere un tutt’uno di cuore, testa e passione.

Venite: entriamo nell’acqua, nell’atomo e nella legge.

  1. Nelle acque di mia madre sono nato. Nell’acqua è nata la vita. Ma queste sono cose che sapete già. Andiamo al concreto: Le ragioni del No oggi dicono che bisogna privatizzare l’acqua, entro il 31.12.2011,  perché lo Stato non ha i soldi per riparare, modernizzare e rendere efficiente il sistema idrico nazionale. Le ragioni del Si dicono che l’inefficienza idrica è colpa delle amministrazioni pubbliche ed allora quello che si deve cambiare è l’amministrazione. In altri termini privatizzare l’acqua significherebbe spostare il concetto da utilità e bene comune a profitto e bene di pochi.

Quando si è incominciato a parlare del referendum dell’acqua il mio primo pensiero si è rivolto al passato in un duplice modo. In un primo modo al concetto di acqua degli antichi, al bene prezioso che essa era. Per fare brevi cenni si pensi ai Patriarchi della Bibbia,  sei ci fate caso sembrano tutti degli ubriaconi. Infatti non c’è un passo, nel vecchio testamento, che parli di bere acqua. Bevevano solo e sempre vino. E già, nel deserto l’acqua era cosi preziosa che durante il giorno si preferiva bere vino. E danzando, danzando, la mia mente è poi volata al Petrarca e alle  sue “Chiare, fresche et dolci acque”: pensate se gli avessero detto che le acque del suo Amore erano private e che quindi avrebbe dovuto pagare l’uso che ne aveva fatto. Ma non c’è bisogno di andare così indietro nel tempo: basta  pensare al tempo in cui ancora non si vendeva l’acqua da bere in bottiglia. Oggi la maggior parte di noi, fortunatamente, si può permette d’acquistare l’acqua da bere. O meglio, essendo l’acqua pubblica potabile, compriamo l’acqua da bere per… fate voi e mettete pure qualsiasi motivo volete, la cosa importante è la libertà e la possibilità di scelta,  perché quella malaugurata volta in cui, Dio non voglia, non  avremo più la possibilità d’acquistare l’acqua da bere in bottiglia, la differenza tra pubblico e privato riacquisterà tutta la sua importanza. Ed infatti al privato, quantomeno l’equivalente a litro di una bottiglia d’acqua, dovrai pur riconoscergli un profitto.

Per questo di cuore, testa e passione, se avessi potuto votare, il mio sarebbe stato un doppio SI per l’acqua.

  1. Le stelle mi hanno sempre affascinato, la loro luce splendente e luminosa. Contrariamente ai molti, io le ho sempre considera calde. Ed il Sole, che mi dite del sole forte e caldo. Anche queste sono cose che sapete già, Andiamo al concreto: le ragioni del No ci dicono che spendiamo troppo per l’energia, che la Nazione spende soldoni e milioni di euro per importare energia dagli altri Stati e che siamo l’unica Nazione Europea a non avere il Nucleare e, per questo, bisogna fare le Centrali Nucleari. Le ragioni del SI ci dicono che pur essendo vera l’esigenza energetica del Paese si deve seguire la strada delle fonti alternative, l’eolico, il solare ecc.

Su questo secondo quesito referendario il mio pensiero si è rivolto al futuro in un duplice modo. Devo premettere che sono sempre stato un famelico lettore di fantascienza e parole come motore atomico, battaglie e raggi laser sono stati il mio pane quotidiano. Ed allora ho incominciato ad immaginare come avremmo potuto risolvere i problemi energetici derivanti dalla fine del petrolio (si stima entro i prossimi 100 anni), certo non possiamo ritornare indietro o ai cavalli, ( per quanto una vita un po’ meno frenetica non sarebbe male) ed allora ho pensato ad una macchina alimenta ad energia atomica.  Cosi danzando, danzando, sono venute fuori le prime magagne. Infatti esiste già un motore Atomico, quello dei sommergibili di ultima generazione, è funziona pure bene. Solo che, pur con tanta innovazione, deve essere messo in un circuito di raffreddamento ad acqua, schermato con megagalattiche lastre d’acciaio e fissato in una campana di cemento armato rinforzato.  Ma guarda è proprio come una centrale Atomica. Anzi è proprio quel tipo di centrale Atomica che vorrebbero costruire. La domanda però è un’altra, perché c’è bisogno di tutte queste protezioni,  la risposta è altrettanto facile, perché è pericoloso.

Lo confesso io sono un pavido e pur piacendomi le stelle ed il sole, so che non ci posso andare perché morirei, prima ancora che per il caldo, per le loro radiazioni atomiche. E danzando, danzando, sono  ritornato ai cavalli. Un attimo:  ma già oggi, incominciano a vedersi le prime macchine ad energia solare. E’ vero. sono sperimentali ma sono sicuro che tra cento anni  saranno una realtà. In fin dei conti all’inizio del 1900 non sapevamo neanche volare.

Per questo di cuore, testa e passione, se avessi potuto votare, il mio sarebbe stato un convinto SI per l’atomo.

  1. Col sopraggiungere della morte si diventa tutti uguali. (“La Livella”) E’ certo che Totò di pazienza ne aveva tanta.  La sua è stata la voce della tradizione, di un popolo non ancora Repubblica e una Nazione ancora troppo giovane. Gente abituata alle dominazioni straniere che anelava all’uguaglianza e non ricevutala in vita, la pretendeva quantomeno da morto. Ma la Livella di Totò la conoscente già.  Andiamo al concreto: Le ragioni del No oggi dicono che davanti ad un Giudice terzo, innamorato della sua terzietà e imparzialità, alcuni soggetti, pochi per la verità, possono presentare delle scuse, diciamo … degli impedimenti, che dicano al Giudice,  “ Oggi fermati che sono impegnato, ci vediamo domani…forse”. In altri termini la regioni del No dicono che poiché le cariche Istituzionali hanno troppo da fare per andare a difendersi in un  processo, fermiamo il processo e se ne riparla dopo la fine della carica Istituzionale.  Come dire che fin quando faccio il Ministro o il Presidente del Consiglio non mi si può giudicare, (anche se ammazzo, rubo o violento minorenni)  dopo se ne può parlare …se mi prendete. Le ragioni del SI ci dicono che siamo tutti uguali di fronte alla legge. Ora basterebbe solo questa frase per chiudere il discorso. Ma danzando e danzando penso che i tempi della livella sono passati, che l’uguaglianza io la voglio da vivo e no da morto. Se tutti noi siamo chiamati davanti ad un giudice, civile ed un penale, le nostre scuse, possono essere solo quelle mediche ed avere diritto solo ad un rinvio d’udienza.  Un altro punto è da precisare. Il quesito referendario presuppone che io mi debba fidare del mio Presidente del Consiglio e dei miei Ministri. Cioè io dovrei fidarmi tanto da darti carta bianca per cinque anni, o per tre, o per due, in altri termini per il tempo della legislatura. Sai cosa c’è, caro Presidente del Consiglio, io ormai  non mi fido più di tè.

Per questo di cuore, testa e passione, se avessi potuto votare, il mio sarebbe stato un sonorissimo SI per la legge e l’uguaglianza.

Pietro Giunta

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