Anniversario Dalla Chiesa, motivo di riflessione

Ingroia: "Si analizzino i vari delitti mafiosi nel loro insieme, la sola sentenza sulla trattativa Stato-Mafia non basta"

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Antonio Ingroia intervista 3 Settembre
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3 Settembre 1982, viene ucciso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, una morte che fu un terremoto, uno dei tanti di questo tipo che scuoteranno l’Italia fino agli anni 90, oggi, nel giorno del 36°esimo anniversario dalla sua scomparsa verrà revocata la scorta al Colonello De Caprio (alias Capitano Ultimo) protagonista di diverse inchieste contro le mafie e che ammanettò riina durante la sua mirabolante cattura, il motivo di tale scelta non è noto ma molti si sono mobilitati in suo sostegno per evitare che la condanna che le mafie hanno apposto sulla sua testa non venga eseguita.

Abbiamo parlato di ciò e del processo Stato-Mafia con Antonio Ingroia, volto noto nel campo dell’antimafia, ex magistrato ed avvocato che ha rappresentato anche la famiglia Manca durante il processo per la morte di Attilio Manca.

La nostra prima domanda non può che essere sull’infelice coincidenza tra la ricorrenza della morte del generale Dalla Chiesa e il provvedimento nei confronti di De Caprio, Ingroia prontamente risponde:

“La politica di rimozione delle scorte è una cosa in cui io stesso sono stato coinvolto, non si possono ritenere scorte inutili quelle che proteggono chi ha combattuto le mafie e le cosche, dovrebbero essere definite invece scorte inutili quelle che proteggono politici ed esponenti che la elevano a status symbol, si tagliano le scorte a chi ne merita e le si lascia a chi le usa come passerella

Il nostro consequenziale interrogativo è dunque a chi e perché possa essere utile togliere le scorte ed Ingroia a ciò ribatte:

“Ciò certamente sminuisce la lotta alle mafie, lo Stato in questo modo da segnali di solitudine  istituzionale mostrando di prendere le distanze rispetto a chi porta avanti certe battaglie, ciò certamente costituisce un aiuto alle Mafie

Ci sorge anche il dubbio se questa politica di revisione nell’assegnazione delle scorte non possa derivare da un errato distinguo tra chi abbia necessità effettiva della scorta e chi no, ma la risposta è diretta e sicura:

“E’ vero che a volte si son visti due tipi di antimafia: quella delle chiacchiere e quella dei fatti, questa politica di rimozione delle scorte altro non fa che colpire l’antimafia dei fatti lasciando intaccata quella delle parole”

L’attacco alle scorte è stato talvolta giustificato con la necessità di ridimensionare il problema, favorendo il ritorno in auge di frasi tipiche dell’era buia dello Stato come “La mafia non esiste”, vede possibile un ritorno di quelle infelici e popolari frasi?

Ingroia:  “Questo revisionismo storico che rimuove le cose di valore mi preoccupa, non mi stupirei se cosi fosse”

La nostra ultima domanda ha per oggetto la Trattiva Stato-Mafia, il processo è terminato ma la verità su certi omicidi tra i quali quello Agostino e Manca non è mai arrivata, può davvero considerarsi risolta la trattativa finquando non verrà fatta luce anche su questi omicidi?

Ingroia mostra soddisfazione per la sentenza ma con qualche riserva: “Credo che quella emessa sia una sentenza storica, ma quanto raggiunto non è abbastanza, deve essere fatto un altro passo in avanti da parte delle istituzioni e delle magistratura che miri a risolvere totalmente la questione, in molti sono caduti nel tentativo di combattere la Trattativa di tregua tra Mafia e Stato, molti uomini dello Stato come Falcone, Borsellino e l’agente Agostino quanto della società perbene come Attilio Manca, che hanno voluto combattere quella parte dello Stato che collaborò con le mafie, la sentenza da sola senza ulteriori azioni è una verità incompiuta”

Ingroia ci lascia poi con un appello alle Istituzioni Giudiziarie e Politiche nel lanciare un pool nazionale che si occupi di inchieste riguardanti le mafie nella loro totalità analizzando gli avvenimenti non solo come singoli ma nella loro totalità e relazione l’uno con l’altro, l’analisi caso per caso da parte delle singole Procure non può essere sufficiente per comprendere la trama complessiva e senza la quale sarà impossibile risolvere quei casi che altrimenti andrebbero, o sono già andati, in archiviazione”

Il tutto ci dice Ingroia è stato proposto al Procuratore Nazionale Antimafia ed al Presidente Fico affinché venga istituita parimenti una Commissione di inchiesta mista composta da membri del Parlamento, esperti e membri della società civile.

Lasciamo Ingroia con l’augurio reciproco di vedere sempre maggiori azioni incisive nella lotta alle mafie e nel perseguire la verità; tante, troppe famiglie aspettano risposte e tanti, troppi, codardi criminali sono ancora in libertà con una coscienza avvelenata.

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