La scuola adotta le Biblioteche Civica e Ursino Recupero

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Catania -Da due mesi lavoriamo ad un progetto speciale “L a scuola adotta la biblioteca” lanciato dalla nostra insegnante, la professoressa Pina Arena, in risposta all’appello   della direttrice delle biblioteche “Ursino – Recupero” a corto di fondi e personale, dimenticata per anni dal Comune che per Statuto la governa e finanzia. La nostra  iniziativa è  nata come azione civica,  “atto di amore per la città e per la cultura” : siamo partiti dalla nostra scuola e abbiamo coinvolto le scuole della città.

   Così , dopo aver incontrato la direttrice della Biblioteca Ursino Recupero, la dottoressa Rita Carbonaro, che ci ha guidati per la biblioteca e dalla quale abbiamo conosciuto chiaramente i termini del problema, abbiamo inviato una lettera al Sindaco, che subito ha accettato il nostro invito ad incontrarlo per parlare del “problema ”Biblioteche Ursino-Recupero”. Data fissata per l’incontro: venerdì 22 Marzo, ore 11. Per l’appuntamento ci prepariamo, leggiamo i giornali, facciamo il punto della situazione sui risultati del nostro progetto: raccolta fondi, organizzazione di visite alla biblioteca, attività di studio e ricerca. Il progetto ha già dato i suoi primi risultati: nella nostra scuola abbiamo raccolto circa 600 euro di cui 250 offerti da una benefattrice che ha voluto esprimere il suo apprezzamento per la nostra iniziativa donando alla biblioteca il suo contributo attraverso la scuola; sono state avviate le visite a pagamento, sono state raccolte adesioni ad azioni di volontariato, in aiuto alla direttrice.

Tutto questo avremmo raccontato al Sindaco. Non solo questo, ovviamente: soprattutto volevamo capire perché si è arrivati a questo punto: perché i licenziamenti, perché il Comune non rispetta  le regole dello Statuto.  Certo ci dispiace che la Direttrice abbia declinato il nostro invito: non verrà perché non può chiudere la biblioteca. Arriva il giorno dell’incontro.

Il tempo passa, sono già arrivati i nostri ospiti, gli alunni di alcune  scuole in rete : dell’IC“Cesare Battisti” e del    Liceo scientifico “Principe Umberto di Savoia”. Finalmente, alle ore 11:55,     arriva il Sindaco: altri incontri in altre scuole lo avevano trattenuto. Peccato, un’ora è andata e   la nostra scaletta  va rivista, dei pezzi devono saltare . Parla il Sindaco e ci dice subito che    la Biblioteca Ursino Recupero non chiuderà, perché il Comune ha avviato il risanamento di  una parte del debito, sposterà in biblioteca due dipendenti comunali . Concluso il suo intervento,  sta  per salutarci, ma la nostra  prof. gli fa notare che abbiamo domande da porgli, lui non si sottrae è vero, ma invita a far presto.  Riduciamo  I discorsi e le presentazioni   a tre parole, consoliamo  i nostri compagni che hanno   lavorato per i loro interventi. La prof. li rincuora : “l’importante è sapere e avere lavorato per capire cosa accade”. Allora  cominciamo con domande  “mi raccomando brevi” come dice il sindaco. Le domande arrivano ma non sono così “tirate”. Il sindaco    risponde ma  continua a guardare l’orologio. Ci sentiamo a disagio. Presto,   facciamo presto. E’ vero stiamo ripetendo domande simili, ma vorremmo capire come funzionano i bilanci, perché le previsioni di spesa alla fine non funzionano, che fine farà la nostra cultura…  noi abbiamo aspettato e lavorato per questo incontro: per sapere, per capire.    

Così, correndo, arriviamo alla conclusione. Tutto sommato, l’incontro  per noi studenti è stato molto istruttivo, anche se speravamo andasse diversamente. Abbiamo toccato, per una volta ancora, il mondo vero, abbiamo capito , ancora una volta, come vanno le cose al di fuori delle quattro mura di casa nostra o della scuola. Bisogna lottare per quello in cui crediamo, anche se vediamo delle porte chiuse, anche se chi  governa ci trova noiosi e fastidiosi quando torniamo a ripetere   le stesse domande, se esprimiamo con insistenza i nostri bisogni ed il nostro desiderio di capire.

Continueremo questa battaglia e torneremo a parlare con chi governa la città. L’importante è non dimenticare che l’obiettivo vale: salvare il nostro passato, conservare il nostro presente,  preservare il nostro futuro e  condividere questo obiettivo con le   chi amministra e governa le nostre città.

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