Le ali di sette rapaci ritrovano il cielo dei peloritani

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Tre Poiane, tre Gheppi e un Nibbio bruno sono tornati a volare nello splendido paesaggio del Demanio dei Monti Peloritani.

Gli uccelli, dopo essere stati curati presso il Centro Recupero Fauna Selvatica dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali, gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura, sono tornati in libertà direttamente dalle mani di alcuni bambini e anche di alcuni adulti.

E’ sempre una grande emozione assistere al volo di questi superbi animali, soprattutto quando a restituirgli la libertà sono dei bambini, a voler rappresentare lo sforzo che tutti dovremmo fare per consegnare alle nuove generazioni un mondo naturalmente più integro, più puro e pulito.

Una delle Poiane era stata ferita da una fucilata di un bracconiere nello scorso mese di settembre ed era stata soccorsa da un cittadino sensibile e consegnata al Corpo Forestale del distaccamento di Savoca.

Stessa sorte era toccata ad uno dei Gheppi che era stato ricoverato nel mese di gennaio del 2009.

Le ferite da arma da fuoco, infatti, comportano delle fratture e delle lesioni ai tessuti muscolari e tendinei che richiedono, spesso, lunghe riabilitazioni, soprattutto quando, a causa del danneggiamento delle penne delle ali, bisogna attendere che, con la muta, avvenga il loro naturale ricambio.

Le altre due Poiane, invece, avevano riportato delle ferite riconducibili ad impatti, una contro un filo dell’alta tensione, l’altra contro un autoveicolo.

Anche in questo caso gli uccelli erano stati recuperati dal Corpo Forestale, dei distaccamenti di Savoca e di Patti.

Il Nibbio e due Gheppi, invece, erano stati ritrovati a Malta, vittime del diffuso bracconaggio presente sull’isola e recuperati da Birdlife Malta e trasferiti a Messina per le cure.

In particolare, il Nibbio bruno è un migratore frequente lungo la rotta dello Stretto di Messina, si è dovuto attendere l’inizio della stagione di migrazione primaverile, quando questi rapaci attraversano in volo il nostro cielo diretti ai loro siti di nidificazione, dopo aver trascorso in Africa i mesi invernali.

Anche se il fenomeno del bracconaggio è notevolmente diminuito negli anni, è ancora, soprattutto nei periodi di apertura della caccia, una delle principali cause di ricovero, anche se sono molto frequenti i ritrovamenti di uccelli che hanno sbattuto contro i fili dell’alta tensione o altre strutture aeree che rappresentano insidie non meno pericolose delle fucilate.

Questi rapaci, tutte specie protette da leggi nazionali ed internazionali, ricoprono un ruolo indispensabile per il mantenimento dei corretti equilibri naturali e fanno parte del patrimonio naturale che condividiamo con gli altri Stati europei ed extraeuropei, dove essi vivono nei diversi periodi dell’anno.

E’ doveroso ricordare che la maggior parte degli uccelli giunge al Centro di Recupero grazie alla collaborazione dei vari distaccamenti del Corpo Forestale della Provincia di Messina, che rappresentano un valido punto di riferimento per i privati che trovano un animale selvatico in difficoltà.

Ad assistere all’evento, c’erano molti appassionati tra i quali un gruppo di Scout, il personale dell’Azienda Regionale Foreste Demaniali, dell’Ispettorato Forestale e della Ripartizione Faunistico venatoria, oltre, ovviamente agli operatori del Centrodi Recupero, primo tra tutti il veterinario Responsabile Sanitario della struttura, Dott. Fabio Grosso.

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