Le sabbie mobili dell’inciviltà

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Mentre voi, forze dell’ordine che dovreste proteggerci, state seduti comodamente nei vostri uffici, a sorseggiare un caffè caldo, a leggere dei documenti che sono arrivati questa mattina, mentre siete occupati a discutere delle corna che il vostro collega ha fatto a sua moglie riflettendo sul vostro comportamento se foste nella stessa situazione, mentre il 31 Dicembre sera siete impegnati nei vostri megacenoni in caserma o in questura, e non vi degnate di rispondere al telefono perché sapete che sicuramente non saranno belle notizie, mentre un vostro collega si fa in quattro rischiando la vita ogni giorno accanto a voi o da qualche altra parte del mondo, perché per fortuna queste persone ci sono e sono tante.
Mentre voi, politici messinesi, fate grandi discorsi sull’onestà e sulla legalità ai ragazzi delle scuole, mentre stilate un elaborato programma politico coscienti che non sarete mai in grado di attuarlo, mentre passate le mattine correndo dal Comune, alla Provincia, all’inaugurazione di una scuola appena aperta, per mostrarvi partecipi del vostro territorio, mentre state a guardare la vostra città che va allo sfacelo.
Mentre voi, delinquenti di strada, boss mafiosi, bulli di quartiere, vivete la vita sulle difficoltà di chi non riesce ad arrivare a fine mese, o di chi si fa in quattro ogni giorno per guadagnarsi il pane da dare ai propri figli, mentre vi sentite onnipotenti perché avete in mano le sorti di una città (o dovrei dire di una nazione?) dalla politica corrotta, mentre sbandierate la vostra forza sulle spalle di un povero commerciante che è costretto a pagarvi il pizzo, mentre continuate a camminare per la vostra perché tanto sapete che nessuno verrà a fermarvi.

Bene, mentre voi fate tutto questo sapete cosa accade?
Accade che Messina sprofonda, ogni giorno di più, in un baratro, politico, legale, amministrativo, umano. UMANO. Vorrei sottolineare l’importanza di questa parola.
Accade che ti alzi una mattina e ti ritrovi senza un millilitro di benzina nella macchina, perché durante la notte ti hanno bucato il serbatoio per rubarla, accade che chi alza la testa ha paura di poter non arrivare al giorno dopo, accade che decine e decine di bambini sono lasciati nelle mani di piccoli boss da quattro soldi che li “istruiscono” alla vita della strada, accade che per riuscire a mangiare qualcosa sei costretto a rubare nei supermercati, accade che molti pensionati non sanno come andare avanti, accade che migliaia di genitori si privano di tempo libero, riposo, e svago per garantire un pasto al giorno ai propri figli.

Accade che la notte del 31 Dicembre incendiano, regolarmente, decine di macchine provocando danni all’asfalto, alle case accanto e all’ambiente, accade che, sempre quella notte, quando arrivano i pompieri, quelle stesse persone che hanno dato fuoco alla macchina, continuano a lanciare petardi addosso a coloro che stanno tentando di spegnere l’incendio, accade che, chi volesse uscire per andare a passare il capodanno fuori casa, non lo può fare perché ha paura, accade che invece di divertirsi con fuochi d’artificio innocui la gente esce per strada con le pistole sparando in aria per dare il benvenuto al nuovo anno.
Accade che Striscia la Notizia viene nella nostra amata città per documentare le corse di cavalli clandestine, corse che tutti noi sappiamo esserci da decenni, ma che nessuno si preoccupa di fermare. Accade che alla prima pioggia veniamo assaliti dalla paura perché sappiamo che, due anni e mezzo fa, un terribile temporale ha ucciso trentasette persone e pochi mesi fa ne ha uccise altre tre. Accade che, sempre quando piove, le strade diventano fiumi e la viabilità diventa drammatica. Accade che, a proposito di viabilità, non si può fare un passo in macchina perché ci sono file interminabili di veicoli parcheggiati in doppia fila, accade che percorrere alcune strade diventa un terno al lotto a causa delle buche, paragonabili al Grand Canyon, che ci sono. Accade che scavi archeologici diventano discariche e che monumenti storici cadono a pezzi, accade che centinaia di ragazzi vanno via dalla città in cerca di un futuro migliore di quello che potrebbero avere qui. Accade che molte, troppe, persone si rassegnano “picchì a mentalità è chista e nui nenti ci putemu fari”.

Mentre voi state a guardare accade tutto questo. Voi che dovreste dare l’esempio, voi che dovreste proteggerci e voi che scegliete la strada più facile per fare soldi, dovreste fare i conti con la vostra coscienza.
E noi, invece, noi dovremmo studiare e informarci, dovremmo conoscere la storia del nostro paese, della nostra regione e della nostra città, dovremmo capire che con le maniere forti non otterremo mai niente, le cose possono cambiare un passo alla volta, con tanto coraggio e buona volontà. Dovremmo capire che una violenza va denunciata e che un abuso di potere non è accettabile, dovremmo capire che non dobbiamo dividere i nostri guadagni con un delinquente di quartiere che ci chiede il pizzo, ma che questo dovrebbe essere denunciato, dovremmo capire che non buttare una carta per strada è il primo passo per costruire una civiltà migliore. Dovremmo capire che il potere decisionale è anche nostro e che possiamo esercitarlo con il voto. Voto che possiamo permetterci di esprimere grazie alle lotte di migliaia di persone della cui opinione a nessuno importava. Queste cose non le dovremmo mai dimenticare.

“La rivoluzione si fa nelle piazze, con il popolo,
ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano,
più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”.
Paolo Borsellino

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