LO STATO CHE INSEGNA LA VIOLENZA AI BAMBINI

IO denuncio lo Stato o meglio quella parte di Stato che fa violenza indisturbato sui minori deboli. 
Stato-Scuola di violenza, alzati, ti leggo i capi di accusa: 
IL PICCOLO S. ieri è entrato nella nostra scuola piangendo: non voglio andare in comunità, ci ha detto disperato. Parlo con la madre che racconta la storia: il bambino è alle elementari ed è irrequieto a scuola, a volte scappa, gli insegnanti lo hanno segnalato ai servizi sociali e il tribunale ha atteso un anno prima di decidere. Ora ha deciso, il bambino sarà tolto alla famiglia. 
Nello stesso giorno in cui gli notificavi il fatto che avrebbe dovuto lasciare la sua mamma e il suo papà, tu , Stato, hai tolto a questo bambino un cagnolino, che lui aveva salvato dall’immondizia, curato con amore. Questo cagnolino il piccolo S. lo aveva custodito sotto un riparo accanto alla sua casa. Il cane abbaiava e dava fastidio. I vicini hanno chiamato l’accalappiacani e glielo hanno portato via. 
Stato, e con te tutti quelli che ti rappresentano (maestri elementari, servizi sociali, asl, ecc.) tu hai distrutto la vita di un bambino buono, intelligente, talentuoso percussionista, PERCHÉ È POVERO E SFORTUNATO!!!!
Stato, tu sei quello che anni fa ha causato la rabbia di questo bambino: perché hai ucciso la sua sorellina minore di pochi mesi, ricoverata in uno dei tuoi ospedali pubblici dove si entra solo per raccomandazione politica e dove medici ignoranti hanno trascurato una bronchiolite che poi si è trasformata in blocco dei polmoni.
Stato non hai fatto tu la denuncia per omicidio colposo ai medici. I genitori erano poveri, disperati. Soli. Non hanno avuto la forza di attaccare i mostri che gli avevano strappato la neonata. Si sono lasciati per il dolore. 
La loro separazione però è stata pacifica. Eppure la famiglia è entrata in depressione. Il piccolo S. ha eroicamente tentato di restare vivo, il cane era il suo migliore amico. La scuola elementare che lui frequenta è senza palestra, per giocare nel suo quartiere si sarebbe dovuto infilare tra gli spacciatori e le armi. E tu Stato sei colpevole perché non hai offerto a questo bambino un posto dove sfogare le sue comprensibili angosce. Tu pensi a spendere i soldi per la festa di Sant’Agata e non hai risorse per costruire un campo di calcio dove i bambini possono giocare. Tu, Stato, arrivi come un ladro alle spalle quando, la Città Invisibile, con la Scuola di vita e orchestra Falcone Borsellino ha offerto uno spazio alternativo a questo malessere da te indotto, un posto felice, dove il piccolo S. stava maturando era sereno e suonava con i compagni spensierato. Tu, Stato, pagherai alla comunità dei minori 40 euro al giorno per questo bambino, somma che in un mese compone uno stipendio che potrebbe essere offerto alla madre per vivere più dignitosamente. 
E mentre noi GLI ABBIAMO INSEGNATO AD AMARE LA VITA , TU STATO, GLI AVRAI INSEGNATO AD ODIARLA. E soprattutto ad ODIARTI. 
STATO, ALZATI, HAI LA COLPA PIÙ GRANDE CHE SI POSSA AVERE: hai ucciso l’infanzia dei bambini come il nostro cucciolo che tu avresti dovuto proteggere. Gli hai insegnato la violenza e sopraffazione dei forti senza volto sui deboli indifesi perché poveri. Hai cancellato il sorriso di un bambino che lottava per essere uguale a tutti i bambini d’Italia. E per questo io ti condanno.

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