Lo strano caso delle scale mobili di via Peculio Frumentario

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Quasi ottocentomila euro. È il costo delle scale mobili costruite in via Peculio Frumentario, una salita che collega via XXIV Maggio a via Sacro cuore di Gesù.

La bellezza di 799.475,28 euro provenienti dal piano triennale “tutela ambientale 1994-96” del ministero dell’Ambiente sono stati buttati nella costruzione di un’opera inutile. Per di più, a distanza di nove anni dalla consegna dell’impianto da parte della ditta costruttrice, le scale mobili sono ancora ferme.
I finanziamenti erano stati stanziati dall’Unione europea con l’obiettivo di ridurre “il traffico urbano per il contenimento dell’inquinamento”.

Fu l’amministrazione di allora, guidata dal sindaco Salvatore Leonardi, a stabilire dove realizzare l’opera. Da allora si sono succedute altre tre amministrazioni (due dirette da Giuseppe Buzzanca e una da Francantonio Genovese), più quella in corso del commissario straordinario Luigi Croce. Con loro sono cambiati anche i dirigenti di riferimento. Ma le scale mobili di via Peculio Frumentario sono rimaste impantanate nella burocrazia.

La struttura è completa, la ditta Ferrara costruzioni di Piazza Armerina l’ha consegnata il 21 dicembre 2007 pronta per il collaudo, che è stato effettuato dall’Ustif, Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, il 27 luglio 2009. Tutto pronto per la messa in servizio. L’unica cosa che mancava era un Responsabile di esercizio, che avrebbe dovuto redigere il regolamento di esercizio per poi occuparsi della gestione dell’impianto. Ma su questa nomina si è verificato l’intoppo che ha bloccato le scale mobili per anni.
Inizialmente, nel 2010, la gestione delle scale mobili era stata affidata all’Atm, che non era stata in grado di avviare il servizio. Allora era intervenuto il Comune, che si era fatto carico dell’impianto. Ma per ricoprire il ruolo di Responsabile di esercizio occorre un’abilitazione dell’Ustif, che nella pianta organica di palazzo Zanca ha l’ingegnere Signorelli, che ai tempi del collaudo era in servizio all’Atm e oggi è dirigente del Dipartimento viabilità e mobilità urbana. In più Signorelli ha già competenze maturate occupandosi della gestione del tram. La richiesta che viene da un altro dirigente del Dipartimento, l’ingegnere Mario Pizzino, è proprio di affidare a Signorelli anche la gestione delle scale mobili di via Peculio Frumentario. È messa nero su bianco in un documento redatto il 12 dicembre scorso. Ora si attende che il commissario Croce proceda alla nomina dell’ingegnere Signorelli per richiedere un secondo collaudo all’Ustif. Le scale mobili sono abbandonate, perciò è probabile che il tecnico dell’ufficio imponga dei lavori di adeguamento, che sarebbero a carico della ditta costruttrice.
Ma intanto restano senza risposta le domande sull’utilità dell’opera: quante persone useranno le scale mobili per passare da via Peculio Frumentario in via Sacro cuore di Gesù? Era necessario spendere il finanziamento dell’Unione europea per costruirle in una zona di così scarso traffico? Dove le scale mobili ci sono servono a collegare una zona periferica, dotata di parcheggi dove lasciare l’auto, al centro. Ma non si riesce a comprendere la logica di chi ha scelto quella collocazione per ridurre “il traffico urbano” e di conseguenza l’inquinamento in città.

Il timore è che, nella migliore delle ipotesi, Messina sia stata ancora una volta vittima dell’abitudine dei suoi amministratori di accaparrarsi quanti più fondi europei possibili, per il solo gusto di vantarsene.

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