Luca Mercalli: Prepariamoci!

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Caro Sindaco, prova a uscire dal conformismo ideologico, dall’ignoranza, dalla supponenza. Raccogli la sfida ecologica globale come punto di partenza per pensare il futuro con un progetto coraggioso. Adesso. Dopo sarà troppo tardi”.

 

Scontato definirle come parole dettate dal buon senso che ognuno di noi vorrebbe rivolgere ai propri amministratori. Di buone intenzioni è pieno il paradiso direbbero i preti ma in un tempo caratterizzato da una sempre crescendo moltitudine di sciagure naturali, in cui il maltrattamento del suolo e la speculazione edilizia sono alla base delle emergenze di questi giorni, un richiamo del genere porta con se, i tratti di chi offre generosamente alla società, una visione di buon governo del territorio che non declina allarmismi di alcun genere ma spulcia le tante mancanze e le poche sensibilità sulla questione ambientale e più in generale sui cambiamenti dell’ecosistema.

 

Luca Mercalli (nella foto), torinese, classe 1966, climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana e direttore della rivista “Nimbus”, è l’autore del libro che esordisce proprio con questa missiva rivolta al suo, nostro, vostro sindaco.

 

Noto al pubblico televisivo per i suoi interventi settimanali alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, Luca Mercalli ha raccolto in un unico testo tutte le sue riflessioni sull’ambiente e le pubblicazioni scientifiche dei principali esperti del settore dal titolo “Prepariamoci – Un Piano per salvarci”(Ed.Chiarelettere, alla sua quinta edizione), dove affronta i temi dell’emergenza climatica mondiale, con un occhio vicino ai piccoli territori, tra legami fisici e sociali, perché una buona prevenzione dei disastri passa per una buona coscienza collettiva. Mercalli cerca così di diffondere la sfida ecologica globale come punto di partenza per pensare al futuro con un progetto coraggioso che diventa anche un vero e proprio programma elettorale che lo stesso autore….dichiara di poter votare.

Cuore del suo libro, dal linguaggio gradevole e per nulla cattedratico, è la teoria della “decrescita dei consumi”, nota di richiamo a quanti professano il marketing del “tutto mi è utili per ma poco conta se”. Non si tratta di un libro scritta in chiave antagonista – proprio per evitare ogni richiamo all’ambientalismo intransigente – ma  di una guida pratica che parte dalla cellula più prossima dell’Uomo che è appunto la comunità locale. Mercalli afferma che gli stili di vita, anche i meno “imbarazzanti”possono avere effetti sull’intero ecosistema.

 

Mercalli offre ai lettori un decalogo per il nuovo secolo, facendosi portavoce di un sentimento che non vuole consegnare l’umanità all’autolesionismo e alla deriva del consumo acritico e facile. Il testo consta di due parti, distinte tra “quello che dobbiamo sapere” dove l’autore porta avanti i concetti della sostenibilità che non riesce ad essere parte integrante dell’informazione didattica negli ambienti formativi è “il Piano B” che accompagna la seconda parte con spunti sul significato della conoscenza umana in chiave di sopravvivenza qualora  “almeno una volta nella storia – scrive Mercalli – l’uomo impari ad utilizzare la straordinario potenziale di conoscenza acquisito in millenni di avventura umana per decidere almeno in parte il corso del nostro futuro”.

 

Mercalli non è nuovo a questo tipo di approccio e il testo risente positivamente di rimandi bibliografici per quanti volessero recuperare alcune sue riflessioni ma anche per approfondire concetti come la mobilità intelligente, la corretta gestione dei rifiuti, l’uso sobrio delle risorse naturali, il valore dell’ecosostenibile e il risparmio energetico. Una ricetta dal chiaro sapore ambientalista ma che si coniuga con le più innovative e moderne tecnologie.

E’ evidente come lo stile di vita di Mercalli sia coerente con quanto fatto in questi anni, perché la battaglia contro l’uso e il consumo del suolo diventi una prassi dei cittadini, a partire dai piccoli Comuni.

 

Un manuale di buone pratiche, quindi, che richiama tutti alla responsabilità, specie coloro che ricoprono incarichi amministrativi ed istituzionali, perché ogni paese sia un modello sostenibile.

 

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