MaCa da non perdere

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Continuano gli appuntamenti di Pegaso Spazio Arte, circuito dedicato all’Arte, che ha da sempre contraddistinto la sede di Messina dell’Università Telematica Pegaso.
Ecco un altro appuntamento della Rassegna “Contemporaneamente, artisti siciliani in mostra”, curata e ideata da Gabriella Papa.
Venerdì 24 marzo alle ore 18 verrà inaugurata la mostra di Manuela Caruso, in arte MaCa, con affascinanti opere ricche di simbologie e personali visioni della realtà. 
L’esposizione resterà aperta al pubblico dal 24 marzo al 3 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.

Manuela Caruso, così si racconta

Non riesco ad essere in un modo. Non riesco a decidere quale tra le miriadi di vesti che occupano il mio armadio esistenziale indossare. In buona sostanza non so scegliere e onestamente all’età di 32 anni non voglio più scegliere. Decido invece di convivere con ognuna di esse e con tutti gli approcci che conosco. Io davvero non so come facciate a sceglierne una e a portarla avanti con tanta sicurezza. Onestamente provo un po’ d’invidia per chi è capace a farlo. Non riuscire a mettere mai un punto (se scelgo di metterlo lo metto eh) per molti è una mancanza di personalità, in più pare che non si concluda mai nulla di buono. Sarà. Io però non voglio combinare proprio un bel niente di buono. Voglio solo agire senza la necessità di assemblare un manichino. Non riesco a pensarmi slegata dal contesto e dalle relazioni che vivo. Sono diversa sempre, in ogni contesto e in ogni relazione. Penso, sarà mica una specie di capacità di adattamento? 
È per questo che non troverete mai nelle mie tele una coerenza di stile. Sono momenti diversi – tutti riportano a un unico pensiero ma l’approccio alla superficie e ai colori sarà sempre diversa.
È per questo che preferisco non dirvi nulla sulle cose che creo prima di farvele vedere. Adoro osservare attraverso i vostri occhi ciò che i miei non vedono.
È per questo che ho molti nomi, tanti quanti me ne danno, mi riconosco in tutti. Ogni nome mi riporta ad una storia, a un luogo, a delle persone, dentro la memoria, a un parte di me: Manu esce dalle inconfondibili voci delle mie zie, appena sento esclamare Manu non posso non tornare alle domeniche da nonna. Nuzzi è il nome che mia mamma mi ha dato, è solo suo, quel nome è la mia culla. Manù con l’accento sulla u è di papà, un sobbalzo. Manuzza è solo delle amiche più care, una coccola. Moglie è di Mari, una certezza. Polly sta per gli ultimi 6 anni e per l’ironia che c’è nel diventare adulti. B è l’amore. MaCa, la parte più primitiva di me.
Insomma, è come se mi completassi solo attraverso voi”.

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