Maledetti dalla storia

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La notizia di uno smantellamento della squadra “Catturandi” operante a Palermo aleggiava da tempo. Purtroppo oggi, 26 novembre 2012, la fiducia di tanti di noi che possiamo trasformare l’Italia in un Paese dalla schiena dritta ha subito un duro colpo.

Proprio a Palermo, la città che ha versato il più grande contributo in termini di vite umane, la città che quando cammini per le sue strade ti ricorda con targhe, nomi di vie e piazze, quanti Servitori dello Stato abbiamo perso, la città che vanta il primato di aver visto saltare in aria per la prima volta una Donna Poliziotta, Emanuela Loi; Servitori dello Stato dei quali pochi oggi possono pronunciare il nome senza essere maledetti. Maledetti dalla vergogna dei troppi collusi, corrotti e compiacenti, maledetti dalla bruttezza dei troppi indifferenti, maledetti dalla fame e sete di Giustizia di tutti i familiari delle vittime. Maledetti da chi ha creduto di essere salvo dal tumore mafioso solo perchè “residente nel Nord dell’Italia”. Maledetti dalla Verità ,che a Palermo urla più forte di ovunque, perchè a Palermo ha avuto inizio un processo, il processo per la presunta trattativa fra lo Stato e la mafia siciliana. Una trattativa dai risvolti grotteschi che ha messo questo Paese in ginocchio, consegnandolo nelle mani del potere mafioso. Dunque Palermo…a Palermo non si può….scardinare, smantellare, stravolgere una “Squadra” di Servitori dello Stato che in questi anni, durante le mattanze e dopo, ci sono sempre stati, anche dopo essere stati ammazzati…Entrando alla Sezione Catturandi di Palermo la prima cosa che vedi sono i volti sorridenti di Uomini come Ninni Cassarà, come Beppe Montana…ma prima di vederne le foto ne respiri la presenza, leggi l’orgoglio di chi ancora opera negli occhi, occhi che ti dicono “sono fiero di lavorare qui, dove hanno lavorato Uomini così”. In questi anni la “Squadra Catturandi” ha ottenuto risultati eccezionali nella cattura dei boss latitanti, nella comprensione delle dinamiche mafiose, acquisendo una professionalità altissima che ci viene invidiata fuori dai confini italiani.

Questi successi e questa professionalità nascono dall’abnegazione, dai sacrifici in termini di vita personale e familiare, dal fatto che LORO CI CREDONO ED HANNO SAPUTO FARE SQUADRA! Prendersi la Responsabilità di smantellare tutto questo in nome del “risparmio in tempo di crisi economica” significa “lavarsene le mani”, equivale a dire ad ognuno di noi che la mafia non è un problema prioritario e la cattura dei latitanti ancor meno.

Per una volta, proprio a Palermo, dimostrateci che le Istituzioni SANNO FARE SQUADRA IN NOME DI VERITA’ E GIUSTIZIA. DIMOSTRATECI CHE NON SAREMO ANCHE STAVOLTA MALEDETTI DALLA STORIA!

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