Messina. 300 aule mancanti,cattedre vuote e didattica integrata.

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Rete Studenti Medi e FLC CGIL denunciano le criticità della ripartenza del mondo della scuola. Dalla mancanza di 300 aule alle cattedre vuote, i sindacati rimangono inascoltati dal Ministero e chiedono maggiore apertura alle Istituzioni.

Messina. Le scuole sono già ripartite, o in procinto. Gli alunni e i professori alternano le lezioni in classe con videolezioni. Molte classi sono divise: metà degli studenti seguono da casa, l’altra metà direttamente in classe. La convivialità, il mutualismo studentesco sono limitati ai canali telegram, ai gruppi su whatsapp, e alle uscite nel fine settimana.

Il punto di vista della Rete degli Studenti Medi:

Tutto questo è causato, secondo la Rete degli Studenti Medi (RSM), dai tagli all’istruzione che sono avvenuti negli ultimi anni. Francesco Gitto, coordinatore provinciale del sindacato studentesco in questione, denuncia la carenza di 800 aule in tutto il territorio regionale, delle quali 300 soltanto nella provincia di Messina. Circa un terzo.

F. Gitto dichiara, inoltre, che “Quello che è mancato più ai ragazzi è stata una comunicazione in tempi utili sulle modalità di rientro. Le aziende di trasporto si sono trovate in difficoltà nell’aumentare il numero delle corse. La maggior parte di noi studenti si è aspettata, ed è effettivamente è stato così, è stato il ritorno alla didattica in presenza. Oggettivamente la didattica a distanza è stata frammentaria: molti ragazzi si sono trovati fuori per la carenza di dispositivi.”

La Rete degli Studenti Medi crede che il ritorno in classe è soltanto un’azione propagandistica del Ministero. La priorità del sindacato studentesco è la continuazione della didattica in presenza. “Se la didattica integrata” dice Gitto “verrà accorpata alla didattica in presenza, e non si presenterà come un rimpasto della didattica a distanza, potrà andare bene.”

Il punto di vista dell’FLC CGIL:

Pietro Patti, segretario provinciale della FLC CGIL, pone la problematica della riapertura. “Il nostro interesse è quello di riaprire i plessi scolastici con tutti gli alunni in presenza. Abbiamo già presentato proposte all’amministrazione e al governo. La cifra presentata dall’Assessora Tringali (circa 940mila euro per l’adeguamento delle strutture) non è sufficiente se non per piccole ristrutturazioni.”

Inoltre, rispetto la problematica dei docenti mancanti, l’FLC chiede all’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale di presentare i dati del monitoraggio rispetto le richieste dei docenti e degli ATA. Difatti, Patti dice “Molte richieste delle scuole sono state soddisfatte. In altre si presentano ancora criticità”.

I professori, inoltre, secondo l’FLC CGIL, operano in sicurezza in questo momento. “Il problema si presenterà quando tutti gli studenti saranno in classe” dichiara il segretario “perché in quel momento ci dovrà essere un’assunzione di responsabilità da parte delle famiglie e degli studenti più grandi. Già gli istituti comprensivi stanno avviando un percorso di educazione ed informazione rispetto le norme anti covid. Il problema del coronavirus ce lo porteremo dietro durante tutto l’anno scolastico. Quindi dobbiamo cambiare i nostri comportamenti e rispettare le regole che ci vengono date dagli organi competenti.”

Pietro Patti, in aggiunta, sottolinea l’importanza dell’app Immuni che “si presente utile perché in forma totalmente anonima ci dice con chi siamo stati a contatto.”

 Sin da marzo, L’FLC CGIL presenta soluzioni al MIUR che sono rimaste inascoltate. Una di queste è l’assunzione dei precari storici: docenti con più di tre anni di ruolo. “Se il ministero avesse assunto questa categoria di insegnanti, non ci saremmo trovati da un anno all’altro con più di 200mila cattedre vuote in tutta Italia”, continua Patti, “A Messina, ci sono docenti con 20 anni di precariato alle spalle.”

Impressioni di settembre:

Il rientro in classe per gli studenti, i precari, i docenti e il personale scolastico si presenta disomogeneo in tutta la città dello Stretto. Per molti istituti domani suonerà la prima campanella dell’anno scolastico. Per molti studenti, invece, questa campanella sarà simile alla suoneria di una videochiamata su zoom o su skype. Oggigiorno, la priorità alla scuola rimane soltanto un appello invocato da diversi gruppi studenteschi e i sindacati dei lavoratori. Venerdì 25 e sabato 26 settembre sono state convocate varie piazze in tutta Italia dal movimento “Priorità alla Scuola” (PaS). A Messina lo scorso 25 giugno PaS accompagnata da varie sigle si è riunito a Piazza Unione Europea. Ma come accade spesso nel messinese, PaS Messina si è presentato come un richiamo disorganizzato in uno scenario politico che ha la necessità reale di un’assemblea unica per portare la situazione scolastica al centro del dibattito pubblico.

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